Ai piedi del Re delle Dolomiti: la spettacolare camminata ad anello fino al Rifugio Antelao

Alla scoperta del Rifugio Antelao nel cuore del Cadore: la guida al trekking ad anello tra faggete dorate, pascoli d'alta quota e scorci sul Pelmo.
Alessio Gabrielli  | 31 Ott 2026

Nel settore orientale delle Dolomiti bellunesi svetta una delle cattedrali calcaree più maestose dell’intero arco alpino. Si tratta infatti del monumentale Monte Antelao, ribattezzato con rispetto “il Re” per i suoi imponenti 3.264 metri di quota. Questo colosso roccioso domina dall’alto la Val Boite e la conca verdeggiante del Cadore con la sua inconfondibile sagoma piramidale. Raggiungere la vetta principale richiede grandi abilità alpinistiche su roccia friabile. Tuttavia, gli amanti del trekking escursionistico possono intraprendere la magnifica salita al Rifugio Antelao a quota 1.796 metri. Questo presidio alpino sorge sulla sella erbosa di Praciadelan, regalando una vista a tutto tondo sulle vette più celebri della regione. Varcare questi sentieri permette di assaporare il fascino autentico e appartato della montagna veneta.

Camminare lungo i pendii che conducono al rifugio suscita un’immediata sensazione di pace e libertà. Il profumo resinoso dei boschi di larici e abeti accompagna costantemente i passi dei camminatori lungo la salita. Inoltre, la brezza d’alta quota muove le fronde dorate, mentre il silenzio dei pascoli montani avvolge ogni radura. All’improvviso le pareti verticali si accendono sotto i raggi del sole, rivelando guglie calcaree e ghiaioni millenari. Di conseguenza, l’avvicinamento alla terrazza panoramica del rifugio si trasforma in un’esperienza visiva indimenticabile. Per chi cerca un’escursione remunerativa e immersa in una natura primordiale, questo anello dolomitico rappresenta una proposta eccellente.

Trekking al Rifugio Antelao

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 6 ore e 3 minuti
  • Distanza: 13.3 km
  • Dislivello: 1090 metri
  • Difficoltà: difficile

Percorso

L’itinerario comincia dalla tranquilla frazione di Pozzale di Cadore, imboccando la comoda pista forestale che si addentra all’interno di una magnifica faggeta. Ci si incammina seguendo le indicazioni del sentiero CAI verso la suggestiva località di Tranego, salendo con pendenza regolare e costante. La traccia si inerpica lungo i fianchi boscosi regalando scorci spettacolari sul profilo isolato del Monte Pelmo e sulla Valle del Boite. Raggiunta la dorsale panoramica delle Crode di San Pietro, il tracciato attraversa pascoli d’alta quota fino a raggiungere la sella su cui sorge il Rifugio Antelao a 1.796 metri d’altitudine. Da questo straordinario balcone naturale si ammirano le maestose pareti meridionali del Re delle Dolomiti e le Marmarole.

Dopo una sosta rigenerante alla terrazza del rifugio, la camminata prosegue verso Forcella Antelao per intraprendere la discesa lungo il vallone di Praciadelan. L’itinerario completa infine il suo circuito ad anello lungo la comoda mulattiera sterrata, rientrando a Pozzale tra ampie viste sulla conca cadorina.

I segreti del Re e la magia del trekking al Rifugio Antelao

 

La posizione strategica della sella di Praciadelan ha reso per decenni questa zona un punto di passaggio fondamentale per i pastori e i primi esploratori dolomitici. Inaugurato sul finire degli anni Quaranta, il rifugio nacque per offrire riparo a chi affrontava le impegnative traversate dell’Alta Via numero 4 e dell’Alta Via numero 5. Ancora oggi, compiere il trekking al Rifugio Antelao consente di toccare con mano l’ospitalità calorosa e genuina della gente di Cadore. All’interno della struttura è possibile gustare piatti della cucina tradizionale dolomitica, dai canederli fumanti alla polenta con formaggio fuso di malga.

Le Marmarole e il Monte Pelmo

Oltre alla mole imponente dell’Antelao, questo tracciato ad anello regala uno dei punti di osservazione più belli sulle selvagge Marmarole. Questa catena montuosa frastagliata e aspra affascinò persino il celebre pittore Tiziano Vecellio, che la immortalò nei fondali dei suoi capolavori rinascimentali. Volgendo lo sguardo verso occidente, la sagoma inconfondibile del Monte Pelmo si staglia solitaria nel cielo come un gigantesco trono di pietra. Conclusa la camminata, una visita al centro storico di Pieve di Cadore arricchisce la giornata con la scoperta della casa natale di Tiziano e del rinomato Museo dell’Occhiale.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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