
Il trekking ai Laghi di Moncorvè è uno di quei percorsi che, una volta affrontati, restano impressi nella memoria per la loro naturalezza discreta. Ci si muove nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, lungo un sentiero che sale con calma tra boschi di conifere, pascoli e pietraie, fino a raggiungere una conca d’alta quota punteggiata di specchi d’acqua.
È un itinerario che ho percorso più volte, apprezzandone ogni volta l’equilibrio tra fatica e gratificazione: i circa 500 metri di dislivello e i 7,7 chilometri di sviluppo permettono di vivere la montagna senza doversi spingere ai propri limiti. Il tempo medio di 3 ore e 30 minuti lascia spazio a pause, fotografie e soste contemplative, soprattutto in zona rifugio. Lungo il cammino si percepisce chiaramente la dimensione protetta dell’area, dove fauna e flora dettano i ritmi dell’escursione.
L’escursione ai Laghi di Moncorvè si svolge interamente all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, la più antica area protetta italiana. Camminare qui significa entrare in un ambiente regolato da norme precise, nate per salvaguardare lo stambecco e gli ecosistemi di alta quota. Ad ogni passo si percepisce che la montagna non è solo sfondo, ma protagonista, e che il nostro ruolo è quello di ospiti temporanei.
Il sentiero prende quota con gradualità, senza passaggi tecnici, e questo lo rende accessibile a chi possiede un minimo di allenamento. I primi tratti attraversano boschi di larici e abeti, dove il profumo di resina accompagna il ritmo dei passi. Più in alto, gli alberi lasciano spazio ai prati montani e alle prime pietraie, anticipando l’ambiente severo ma affascinante che circonda i laghi.
In diverse occasioni ho incontrato marmotte affacciate sulle loro tane, spesso incuriosite dalla presenza degli escursionisti. Con un po’ di fortuna non è raro scorgere piccoli gruppi di stambecchi sulle rocce sovrastanti, oppure alzare lo sguardo e seguire il volo di un’aquila reale. Sono istanti che ricordano quanto sia prezioso questo territorio e quanto sia importante rispettarlo, restando sui sentieri segnalati e limitando rumori e disturbo.
Il trekking ai Laghi di Moncorvè copre una distanza di circa 7,7 chilometri, con un dislivello positivo attorno ai 500 metri. I dati possono sembrare modesti, ma non vanno sottovalutati: il fondo alterna tratti di terra battuta, sezioni erbose e passaggi su rocce, tipici dei sentieri alpini. Personalmente considero questo itinerario ideale per chi vuole mettersi alla prova oltre le semplici passeggiate, senza entrare ancora nel campo delle lunghe traversate impegnative.
La classificazione di difficoltà moderata descrive bene le sensazioni sul terreno: la salita è costante ma mai estrema, e consente di mantenere un passo regolare. In media servono 3 ore e 30 minuti per completare l’andata e ritorno, ma chi ama fermarsi a fotografare o a osservare la fauna può facilmente allungare i tempi. Ogni volta che ci torno finisco per perdere qualche minuto in più, soprattutto nei punti panoramici che si aprono lungo la traccia.
Lungo il percorso non sono presenti passaggi alpinistici o esposti, ma le condizioni climatiche possono renderlo più severo. Pioggia, neve residua a inizio stagione o nebbia fitta riducono la visibilità e aumentano la fatica. Per questo consiglio di partire con scarponi da trekking ben rodati, bastoncini per alleggerire le ginocchia in discesa e uno zaino con acqua a sufficienza, snack energetici e abbigliamento a strati.
Uno dei riferimenti più conosciuti lungo il sentiero è il Rifugio Tètras Lyre, spesso vissuto come punto di sosta naturale. Qui il paesaggio inizia a cambiare: la vegetazione si dirada, i larici lasciano campo aperto a prati d’altitudine, ruscelli e rocce levigate. Nelle giornate estive mi è capitato di sedermi fuori dal rifugio con una bevanda calda tra le mani, osservando il via vai di escursionisti che ripartivano verso la conca superiore.
Dal rifugio la salita prosegue con pendenza regolare, su un terreno via via più minerale. Il sentiero segue le ondulazioni del versante, fino a condurre agli specchi d’acqua dei Laghi di Moncorvè. Quando il cielo è limpido, le cime circostanti si riflettono nella superficie ferma dei laghi, regalando scorci che invitano a spegnere il telefono e sedersi in silenzio. Ogni volta che arrivo qui mi prendo almeno qualche minuto per ascoltare solo vento e acqua.
L’area dei laghi è particolarmente delicata: le rive ospitano vegetazione tipica degli ambienti umidi alpini, piccoli anfibi e un gran numero di insetti. Restare sul sentiero e non avvicinarsi troppo all’acqua è un gesto di rispetto verso questo microcosmo. Anche le foto migliori si possono ottenere mantenendo qualche metro di distanza, sfruttando i punti panoramici naturali distribuiti lungo la conca.
Il periodo ideale per affrontare il trekking ai Laghi di Moncorvè va in genere dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando la neve lascia spazio ai pascoli e il sentiero è pienamente percorribile. Nelle mie uscite ho trovato le condizioni migliori tra giugno e settembre, con giornate lunghe e luce perfetta per la fotografia. Anche in estate, però, il meteo di montagna può cambiare rapidamente: una giacca impermeabile leggera nello zaino fa spesso la differenza.
Prima di partire conviene controllare con attenzione previsioni e aggiornamenti del Parco Nazionale del Gran Paradiso. In alcune fasi dell’anno possono essere introdotte limitazioni temporanee, per tutela della fauna o per motivi di sicurezza. Una verifica alla vigilia dell’escursione permette di evitare sorprese e di adattare orari o programma.
Pur essendo considerato un itinerario moderato, il percorso richiede un minimo di allenamento e attenzione, soprattutto per chi accompagna bambini o persone poco abituate ai dislivelli. Personalmente consiglio di partire con calma, mantenere un passo regolare e prevedere sempre margine di tempo per eventuali imprevisti. Rispettare i propri ritmi, portare via tutti i rifiuti e lasciare i luoghi come li abbiamo trovati è il modo migliore per godersi i Laghi di Moncorvè oggi e consentire ad altri di viverli domani.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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