
Quello al Lago di Lod è uno dei trekking della Valle d’Aosta più caratteristici. Questo percorso poi non si ferma al Lago di Lod, ma prosegue fino a raggiungere altri due luoghi iconici di questa regione come il Col di Nannaz e la Becca di Trecarè. A rendere quest’escursione così affascinante però non è solo il contesto naturale e paesaggistico – veramente eccezionale, qui ho visto uno dei panorami più belli della mia vita -, ma anche il luogo di partenza: Chamois. Occorre infatti spendere due parole su questo piccolo borgo alpino della Valtournenche che conta poco più di 100 abitanti. Siamo a 1818 metri di altitudine e non troppo lontani dal confine con la Svizzera, proprio a un passo dal Cervino e dal Monte Rosa.
Chamois infatti è l’unico comune italiano – sulla terraferma – dove è vietata la circolazione di auto e moto. Qui ci si arriva solo tramite una funivia che parte da Buisson oppure per mezzo della vecchia mulattiera. Un “dettaglio” questo che ci fa la spia di quanto sia unico questo territorio. Se Chamois ha ricevuto il titolo di “Perla delle Alpi”, il Lago di Lod di certo una delle sue facce più brillanti. Questo incantevole specchio d’acqua d’estate è un autentico paradiso per le famiglie, mentre d’inverno i sentieri che si snodano da qui diventano perfetti per le ciaspolate. Oggi però vi parlo di una delle escursioni più affascinanti che ho fatto, dove è importante avere un passo sicuro e le calzature adatte ai piedi.
L’unicità di quest’escursione è che si parte da un borgo alpino, si attraversano laghi, boschi e pascoli, per arrivare poi alla vetta finale dove la veduta è da cartolina. Come detto la partenza è da Chamois. Una volta arrivati al paese – via funivia oppure a piedi, non ci sono alternative a motore -, ecco che occorre prendere il sentiero 3 che indica il Lago di Lod e il Col di Nanaz. Si sale su una strada sterrata che pian piano abbandona il centro abitato, con il percorso che è molto ben segnalato.
L’ascesa in questo tratto iniziale non presenta pendenze impegnative e, dopo circa trenta minuti di cammino, ecco che si arriva al Lago di Lod. Questo lago alpino ha la forma di una conca e appare come incastonato nel mezzo del bosco di larici. Qui non ho potuto resistere dal fare qualche foto, ma nonostante la bellezza del posto la sosta è stata breve perché la strada da fare è ancora molta. Ripreso il cammino, dal lago occorre prendere il sentiero 107- 3 e qui la salita inizia a farsi più impegnativa. Al tempo stesso però, il panorama quando si apre è meraviglioso con la visuale sul Cervino.
Dopo aver lasciato da un po’ il Lago di Lod alle spalle, ecco che a quota 2.620 metri circa si incontra un bivio: qui arriva anche il sentiero che proviene da Cheneil, ma occorre tenere la direzione verso il Col di Nannaz continuando a salire. In questo tratto il sentiero si fa più stretto e leggermente esposto, però non è particolarmente pericoloso. Arrivati alla quota 2772 metri del colle, ecco che adesso la visuale, oltre al Cervino, comprende anche il ghiacciaio del Monte Rosa. Il tempo di godere di questa meraviglia, rifiatare un po’ e si riparte.
L’ultimo tratto di certo è quello più impegnativo. La cresta finale che porta ai 3032 metri della Becca di Trecarè infatti è molto ripida – in alcuni passaggi ci si deve aiutare con le mani -, ma con un po’ di attenzione ecco che si arriva a “conquistare” la croce di legno posta in cima alla vetta. Da qui il panorama a 360° comprende buona parte delle vette e dei ghiacciai della Valle d’Aosta. A questo punto si riscende prestando sempre la massima attenzione specialmente nel primo tratto della discesa che può essere insidiosa..

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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