Sfiora i 3000 metri, ma è qui che potrai assaggiare la vera pasta al pesto ligure ad alta quota!

Giuseppe Coppola  | 04 Ago 2026

Un’escursione che riesce a unire l’amore per la natura e i paesaggi con la passione per l’anima enogastronomica di questa zona, arrivando a sfiorare i 3000 metri d’altitudine. Una destinazione apprezzata soprattutto da chi vanta una certa esperienza in tema di scalate e di percorsi impervi e che sa regalare, alla fine di un sentiero impegnativo, la miglior ricompensa possibile. 

L’itinerario di oggi ci porta dalla Conca di By verso il Rifugio Chiarella all’Amianthe, un tratto di arrampicata non da tutti ma che ci accompagnerà a gustare la vera pasta al pesto ligure ad alta quota in uno dei luoghi iconici di questa zona. Scopriamo insieme tutte le info sul cammino verso il rifugio e i consigli da non perdere, sia dal punto di vista tecnico da utilizzare lungo il percorso, sia in tema di enogastronomia.

Conca di By e Rifugio Chiarella – Itinerario ad anello

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Alpeggio By de Farinet
  • Punto di arrivo: Alpeggio By de Farinet
  • Lunghezza: 13,1 km
  • Durata: circa 6 ore e 50 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 1.050 m+

Mappa

La Conca di By, punto di partenza dell’itinerario

L’itinerario alla scoperta del Rifugio Chiarella parte dai dintorni dell’Alpeggio By de Farinet. Bastano pochi metri per raggiungere la Conca di By, un ampio pianoro che si apre a circa 2 mila metri di quota. Siamo nel comune di Ollomont, in Valle d’Aosta, e si apre di fronte allo sguardo dei visitatori come un autentico anfiteatro naturale, ai piedi dei massicci del Grand Combin e del Monte Velan.

Per un tour che unisce natura ed enogastronomia non possono mancare i riferimenti alla cucina legati a questo territorio: gli esperti indicano proprio la Conca di By come il luogo in cui nasce la miglior fontina di tutta la regione. Un prodotto che ha conquistato premi e riconoscimenti nel corso del tempo e che ha contribuito a dare ancor più lustro a questa zona, da visitare già nel primo tratto del nostro percorso verso il Rifugio Chiarella.

Verso il Rifugio Chiarella, patria del miglior pesto ligure

Superata la Conca di By, dopo circa 4 chilometri di percorso e con un tratto di arrampicata impegnativo guidato dalla corda arriviamo al Rifugio Chiarella. Questo tratto di itinerario può nascondere delle insidie soprattutto durante i periodi freddi e in condizioni di bagnato, nessun problema invece in estate e con condizioni di asciutto dove il rischio di scivolamento, invece, è minimo. Siamo a 2979 metri d’altitudine, in un punto d’appoggio accogliente e in alta quota che offre riparo agli escursionisti e sa svelare i suoi tesori a chi cerca conforto, e ristoro, in un piatto caldo e in un po’ di riposo.

Il Rifugio Chiarella all’Amianthe nasce sulla sommità di uno sperone roccioso che domina la Conca di By e che offre una vista magnifica sui panorami circostanti, dalla catena dei Morion al Gran Paradiso e al Monte Emilius, passando per la spettacolare Dome du Velan. Un rifugio costruito nel 1975 dalla Sezione di Chiavari del CAI, realizzato nei pressi della vecchia Capanna Amianthe, ricovero di emergenza della zona. Ciò che rende speciale il Rifugio Chiarella, oltre alla sua struttura in pietra rivestita internamente in legno, è anche la possibilità di raggiungerlo e di godere del servizio cucina durante i mesi estivi. Sarà proprio questo il periodo in cui avremo la possibilità di assaggiare la meravigliosa pasta al pesto cucinata a quasi 3 mila metri di quota, un piatto unico da gustare in estate, fino ai primi giorni di settembre. Un’esperienza unica che unisce storia, natura e cucina, il mix perfetto per ogni escursionista.

L’ultimo tratto dell’itinerario e i consigli sul percorso

Lasciato il Rifugio Chiarella, l’itinerario ad anello dalla Conca di By prosegue verso il sentiero di collegamento tra il Bivacco Savoie e il Rifugio Aminaté. Un tratto di strada tracciato da segnali gialli che si snoda quasi interamente su rocce e detriti e che regala anche un attraversamento tra torrenti di scioglimento: per questo, il consiglio è quello di affrontare questi tratti al mattino o in giornate fresche, evitando così corsi d’acqua ampi e pericolosi.

Tra i punti più interessanti incrociati lungo il percorso troveremo la cresta per il Bivacco Savoie, destinazione che oltre a regalare una vista meravigliosa sul panorama circostante metterà alla prova le nostre abilità su diversi passaggi, non complessi ma che richiedono comunque la giusta dose di attenzione. Sarà questo l’ultimo tratto che ci condurrà verso il punto di arrivo di un itinerario da circa 13 chilometri: un’escursione non per tutti, che prevede un livello elevato di difficoltà e che richiede l’attrezzatura giusta per affrontarla, dalle scarpe tecniche al resto dell’abbigliamento. Necessaria, ovviamente, anche la giusta dose d’esperienza su sentieri come questi.

Giuseppe Coppola
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