
Ci sono escursioni che, più di altre, ti fanno sentire davvero dentro la montagna. Il trekking verso il Lago Gabiet, nel cuore della Valle d’Aosta, è uno di quei percorsi che ricordo sempre con particolare chiarezza: un sentiero che parte tra pendii verdi e impianti di risalita, ma in poche ore ti accompagna in un ambiente tipicamente glaciale, dove le rocce levigate e i valloni sospesi raccontano la lunga storia del Monte Rosa.
È un itinerario pensato per escursionisti allenati, fotografi e amanti dei paesaggi d’alta quota, che qui trovano laghi alpini, rifugi e scorci continui verso alcune delle cime più alte d’Europa. Lungo il sentiero numero 5 il dislivello si fa sentire, il meteo può cambiare in fretta e il terreno richiede passo sicuro, ma la combinazione tra fatica, silenzio e grandi panorami ripaga ogni singolo metro guadagnato.
Il sentiero che porta al Lago Gabiet si sviluppa in uno dei settori più noti del comprensorio del Monte Rosa, dove la montagna domina la scena fin dai primi passi. Si parte tra pendii erbosi e tracce delle infrastrutture sciistiche, ma basta alzare lo sguardo per capire che questo è un vero accesso all’alta quota, con cime che superano abbondantemente i tremila metri.
Camminando lungo il tracciato numero 5, che misura circa 10,9 chilometri con un dislivello vicino agli 800 metri, si attraversano valloni, torrenti e versanti modellati dal ghiaccio. Personalmente, è uno di quei percorsi in cui sento subito cambiare l’atmosfera: i rumori si attenuano, il vento diventa protagonista e ogni curva del sentiero regala una prospettiva nuova sulle vallate della Valle d’Aosta. L’area è frequentata anche grazie agli impianti di risalita vicini, ma allontanandosi di qualche chilometro dai punti più turistici torna quel silenzio pieno tipico della montagna vera.
L’arrivo al Lago Gabiet è il momento in cui il trekking trova il suo equilibrio perfetto tra fatica e ricompensa. A oltre duemila metri di quota, il bacino appare come uno specchio d’acqua alpina incastonato tra valloni e creste che raccontano una storia glaciale lunga migliaia di anni. In giornate limpide, il contrasto tra il blu del lago, le rocce e il cielo crea scenari che, da escursionista e fotografo, trovo irresistibili.
Intorno al lago le rocce levigate, i depositi morenici e la forma del vallone testimoniano l’azione dei ghiacciai del Monte Rosa. È un paesaggio che parla chiaro anche a chi non ha competenze geologiche: basta osservare le superfici arrotondate e le conche sospese per intuire come il ghiaccio abbia modellato tutto. Durante l’estate, la presenza di rifugi e punti di ristoro rende la sosta più confortevole, pur senza snaturare il carattere autenticamente alpino di questo ambiente.
Lungo il trekking verso il Lago Gabiet si attraversano ambienti che riassumono bene la montagna valdostana. La vegetazione cambia con il salire di quota: dai prati e dai pascoli iniziali si passa a praterie d’alta montagna, fino alle zone più rocciose dove la presenza umana si fa via via più discreta. Questa transizione, che personalmente considero una delle parti più interessanti del percorso, permette di osservare l’evoluzione naturale degli ecosistemi alpini.
Non mancano gli incontri con la fauna. marmotte, rapaci e piccoli passeriformi accompagnano spesso i tratti più tranquilli del cammino, ricordando che ci si muove in un ambiente ancora relativamente ben conservato. Allo stesso tempo, il meteo variabile e alcuni segmenti tecnici del tracciato richiedono prudenza, buona preparazione fisica e attrezzatura adeguata. Lungo la salita numerosi punti panoramici si affacciano sulle vallate sottostanti, offrendo occasioni continue per fermarsi, respirare e leggere il paesaggio con calma.
Questo trekking non va sottovalutato: i quasi 800 metri di dislivello, la lunghezza complessiva del percorso e il terreno a tratti tecnico lo rendono adatto a chi ha già una certa esperienza in ambiente alpino. Personalmente consiglio scarponi alti, bastoncini e un abbigliamento a strati, perché qui il meteo può cambiare rapidamente anche in piena estate.
Prima di partire è utile informarsi sulle condizioni del sentiero e sull’apertura di rifugi e punti di appoggio, che possono diventare preziosi in caso di stanchezza o peggioramento del tempo. L’acqua non sempre è disponibile in modo continuo, quindi è prudente partire con una buona scorta, integrando lungo il percorso solo dove le fonti sono indicate come sicure. Per chi ama fotografare, i momenti migliori al Lago Gabiet sono spesso il mattino e il tardo pomeriggio, quando la luce radente esalta colori, riflessi e forme del paesaggio glaciale del Monte Rosa.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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