Al cospetto del Gran Paradiso: una magnifica escursione tra cascate e marmotte verso uno storico rifugio alpino

Fabio Belmonte  | 01 Lug 2026

Ci sono sentieri che, pur senza grandi difficoltà tecniche, riescono a condensare l’essenza dell’alta montagna alpina. L’escursione da Thumel al Rifugio Gian Federico Benevolo, nel cuore della valle di Rhêmes, è uno di quei percorsi che consiglio spesso a chi vuole innamorarsi del Gran Paradiso senza affrontare dislivelli estremi.

Il tracciato segue il sentiero 13 e si insinua in una valle ampia, modellata dai ghiacciai, dove l’acqua è una presenza costante: torrenti impetuosi, cascate fragorose e ruscelli che tagliano i pascoli d’alta quota. È un itinerario perfetto per escursionisti con un minimo di allenamento, famiglie abituate a camminare e camminatori curiosi di scoprire un rifugio storico in un ambiente protetto. L’atmosfera del parco nazionale, la fauna facilmente osservabile e i panorami aperti sulla valle di Rhêmes rendono questa gita una classica “prima volta” in alta quota da ricordare.

Da Thumel al Rifugio Benevolo (via Sentiero 13)

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio di Thumel, Rhêmes-Notre-Dame (Valle d’Aosta)
  • Punto di arrivo: Rifugio Gian Federico Benevolo, Rhêmes-Notre-Dame (Valle d’Aosta)
  • Lunghezza: circa 9,98 km
  • Durata: circa 3 ore e 36 minuti
  • Difficoltà: moderata
  • Dislivello: circa 430 m+

Mappa

Dal villaggio di Thumel ai primi panorami sulla valle di Rhêmes

Il cammino inizia dal piccolo villaggio di Thumel, nel comune di Rhêmes-Notre-Dame, dove la strada asfaltata termina e lascia spazio al regno dei sentieri. Ogni volta che torno qui, il contrasto tra le case in pietra e legno e la valle che si apre alle spalle del paese mi ricorda perché considero questa uscita una delle più armoniose della zona.

Dal parcheggio si raggiunge in pochi minuti il nucleo abitato e si imbocca il sentiero 13. L’ambiente è subito montano ma accogliente: prati, larici radi e il rumore costante dei torrenti che accompagnano i primi passi. La salita procede con pendenza regolare, senza tratti esposti o passaggi tecnici, ideale per chi ha già un minimo di abitudine alle camminate in quota ma non cerca una sfida estrema. Già in questa prima parte, voltandosi indietro, la vista sulla valle di Rhêmes comincia ad allargarsi e dà la sensazione di entrare gradualmente nel cuore del Gran Paradiso.

Cascate, torrenti e l’acqua come filo conduttore dell’itinerario

Proseguendo lungo il sentiero, l’acqua diventa la vera protagonista dell’escursione. Il tracciato costeggia numerosi corsi d’acqua alimentati dai ghiacciai del massiccio del Gran Paradiso, con piccoli ponti e guadi che scandiscono l’avanzare della camminata. Personalmente trovo che il rumore continuo della Dora di Rhêmes renda questo percorso particolarmente immersivo, soprattutto nelle giornate più calde.

Tra i punti più scenografici spicca la Cascata Dora di Rhêmes, un salto spettacolare che molti escursionisti scelgono come sosta fotografica. Nei periodi di maggior portata il fragore si percepisce già da lontano e l’aria si fa più fresca e umida, quasi a ricordare la vicinanza con i ghiacciai in quota. Poco prima del rifugio si incontrano altri salti d’acqua e punti panoramici che invitano a fermarsi, osservare la valle e programmare con lo sguardo possibili escursioni future verso le cime circostanti.

Il Rifugio Gian Federico Benevolo e l’atmosfera del Gran Paradiso

 

Dopo circa cinque chilometri di cammino il sentiero si apre su un ampio pianoro e compare il Rifugio Gian Federico Benevolo, a 2.287 metri di quota. Ogni volta che lo raggiungo, la sensazione è quella di arrivare a una piccola terrazza privilegiata sul Parco Nazionale del Gran Paradiso: alle spalle i valloni glaciali, di fronte la valle di Rhêmes che si allunga verso il fondovalle.

Il rifugio è uno dei punti di riferimento storici della zona, dedicato a una figura chiave dell’alpinismo valdostano, e rappresenta la base di partenza per molte salite verso ghiacciai e cime come la Punta Basei. In estate capita spesso di vedere marmotte nei prati vicini e, con un po’ di fortuna, stambecchi e camosci sui versanti rocciosi. La struttura offre i servizi essenziali per una sosta: un pranzo caldo, una bevanda e il tempo di godersi il panorama prima di rientrare lungo lo stesso itinerario.

Dati tecnici, periodo consigliato e suggerimenti personali sul percorso

L’itinerario da Thumel al Rifugio Benevolo misura circa 10 chilometri complessivi, con un dislivello positivo di 430 metri e un tempo medio indicativo di 3 ore e mezza tra andata e ritorno. La difficoltà è considerata moderata: l’assenza di passaggi esposti e la pendenza costante la rendono alla portata di chi ha una normale preparazione fisica e scarponcini adeguati.

Il periodo migliore va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando il sentiero è generalmente libero dalla neve e il rifugio è operativo. Prima di partire è sempre bene verificare le previsioni meteo e lo stato del tracciato, soprattutto dopo piogge intense. Come blogger ed escursionista, consiglio di affrontare questa gita con calma, concedendosi soste presso le cascate e sui pascoli. È un percorso ideale per chi vuole vivere un assaggio autentico del Gran Paradiso, in un ambiente protetto dove la natura è ancora protagonista assoluta.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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