Un respiro di novità, un percorso ad anello che si compie a passo lento. Entriamo nel cuore dell’Umbria, partendo da Assisi per raggiungere il famoso Eremo delle Carceri. Iniziamo il nostro viaggio da uno dei luoghi più misteriosi, storici e affascinanti del nostro amato stivale, per compiere una camminata tra storia e bellezze naturali dal tratto paradisiaco. Occhi curiosi, cuore aperto e partiamo per il Parco Regionale del Monte Subasio!

Dal parcheggio che riusciamo a trovare, dirigiamoci verso la stazione degli autobus in Piazza del Comune, per iniziare il nostro percorso alla volta dell’Eremo delle Carceri. Assisi pullula di edifici storici, ma sono le strutture religiose a renderlo un luogo davvero magico. Ci dirigiamo verso la bellissima Cattedrale di San Rufino, che fu il luogo di culto primario, anche se le chiese più famose sono quella del Santo Sepolcro di San Francesco e quella di Santa Chiara. Dopo aver ammirato la bellezza e riflettuto sull’immortalità della storia, seguiamo le indicazioni che ci portano alla Porta Nuova, una delle otto porte della cinta muraria di Assisi.
Continuiamo a camminare verso l’Eremo delle Carceri. Se lo si desidera, è possibile fare una deviazione verso il Montarone, un esteso punto panoramico che ci regala una visione idilliaca della pianura umbra. Da qui, è facile seguire le indicazioni per la nostra meta e, in un batter d’occhio, ci ritroviamo di fronte a un luogo la cui importanza sacra emana un’energia incredibile. Per affrontare al meglio in sentiero nei mesi estivi, consigliamo di indossare degli occhiali da sole.

Chiunque abbia studiato la storia di Assisi avrà sicuramente sentito nominare San Francesco d’Assisi, fondatore dei frati francescani. A differenza di molti, Francesco fece una scelta molto radicale, ossia vivere in povertà seguendo l’esempio di Cristo. L’Eremo delle Carceri era il luogo in cui si ritirava quando sentiva di avere un grande bisogno di stare con sé stesso e ascoltare solo la parola del Signore. La parola “Carceri” non deve, tuttavia, ingannarci, perché non ha nulla a che fare con una prigionia. In questo caso, infatti, “carcere” deriva dal latino e significa “luogo appartato“. Tale caratteristica lo rende perfetto come punto di ritiro per la preghiera.

San Francesco e i suoi compagni prediligevano questo posto per passare del tempo in disparte e ritrovare il contatto col divino. Fu verso la metà del XIV secolo che i frati cominciarono ad abitare in questo eremo stabilmente. La struttura comprende un chiosco, un convento, la Cappella di S. Maria Maddalena, l‘oratorio di S. Maria, il monogramma di San Bernardino da Siena, la Grotta di San Francesco e un ponte che connette l’eremo con l’altra parte della selva.
Per maggiori informazioni, consulta qui il sito dell’Eremo delle Carceri.
Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
Il Lago di Como è uno dei più belli d'Italia e l'area circostante nasconde ...
Se amate i sentieri che sanno farsi ricordare, questa è una di quelle escursioni da ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur