Una fata sulle Dolomiti? È il piccolo paese che non ha bisogno di presentazioni per la sua naturale bellezza

Alessio Gabrielli  | 18 Giu 2026

Per scoprire un volto diverso della Fata delle Dolomiti, un’incantevole passeggiata tra boschi, malghe e panorami ti svela i soleggiati dintorni di Moena. Preparati a un itinerario ad anello che non richiede sforzi estremi o abilità tecniche, ma che in cambio regala emozioni autentiche e scorci magnifici, perfetto per chi cerca un contatto rilassante con la natura della Val di Fassa.

Partendo dalla tranquilla frazione di Sorte, situata più in alto rispetto al paese, ti troverai subito su un sentiero che si snoda a mezza costa, offrendoti una vista aperta su Moena e sulla vicina Valle di San Pellegrino. Camminerai su percorsi prevalentemente pianeggianti, attraversando ponticelli e costeggiando prati e boschi, fino a raggiungere una tipica malga trentina. Un luogo ideale per una sosta ristoratrice immerso nella quiete. La via del ritorno ti riporterà poi dolcemente verso il cuore di Moena, facendoti attraversare antiche e suggestive stradine dal sapore ladino, passando accanto a una graziosa chiesetta e a fontane storiche. È un’escursione che unisce la bellezza dei paesaggi d’alta quota con il fascino della cultura e dell’architettura locale.

Trekking a Moena

Scheda tecnica

  • Punto di Partenza: centro di Moena
  • Punto di arrivo: giro ad anello
  • Lunghezza: 6,6 km
  • Dislivello in salita: 310 mt
  • Tempo di percorrenza: 2,5 ore circa (escluse soste)
  • Difficolta: Facile
  • Periodo dell’anno: Da Aprile a Settembre (in assenza di neve)

Mappa

 

Il percorso

Una volta raggiunto il caratteristico abitato di Sorte, attraversalo e prosegui in salita fino a una curva che precede il ristorante Malga Panna. Lì, sulla tua destra, imbocca il sentiero segnalato con le indicazioni per Roncac-Col Ros e Costalongia. Dopo un breve tratto iniziale in salita, il percorso si addolcisce diventando quasi pianeggiante. L’assenza di fitti boschi in questa sezione ti regalerà una magnifica vista su Moena e verso la Valle di San Pellegrino.

Il tuo cammino proseguirà piacevolmente in piano per un lungo tratto, ti farà attraversare un piccolo ponte e, dopo una lievissima pendenza, tornerà pianeggiante fino a quando non incrocerai la strada forestale sterrata che sale verso il Passo di Costalunga. A questo incrocio, svolta a destra per iniziare la discesa, rimanendo su un’ampia e comoda traccia. Attraverserai il ruscello Rif de Costalonga e continuerai sull’altro versante della valletta fino a raggiungere Malga Roncac, un caratteristico e accogliente punto di ristoro.

Da qui, prosegui la tua discesa verso il centro di Moena seguendo una serie di stradine tipiche: prima la Strada de Roncac, poi Strada de Even e infine Strada de la Madonina. Questo percorso finale ti farà passare accanto a una graziosa chiesetta e alla storica fontana del Dante, prima di ricondurti nel cuore del paese.

Moena, la Fata delle Dolomiti

Conosciuta storicamente come la “Fata delle Dolomiti”, Moena è il centro abitato più grande della Val di Fassa, adagiato a 1.184 metri di altitudine in una splendida conca alluvionale d’alta quota. Questo suggestivo soprannome non è un semplice slogan turistico, ma affonda le sue radici nella tradizione orale ladina e, in particolare, nel mito del Re Laurino. La leggenda narra che il sovrano dei nani, per nascondere il suo meraviglioso giardino di rose (il Rosengarten), lanciò un incantesimo affinché nessuno potesse più vederlo, né di giorno né di notte. Dimenticò però il tramonto e l’alba: è proprio in questi brevi istanti che le pareti rocciose dei Monzoni e del Gruppo del Sella si accendono di sfumature fatate che vanno dal rosa pallido al viola intenso, dando vita al fenomeno unico dell’enrosadira.

Dal punto di vista urbanistico e culturale, Moena si distingue per un’eleganza raffinata e per la forte tutela delle proprie origini. Il paese è diviso in rioni storici — come Ciajeole, Turchia, Fuciade e l’antico nucleo di Someda — ognuno custode di aneddoti e architetture tradizionali in legno e pietra. Oggi la località è un modello di turismo sostenibile: il centro storico, chiuso al traffico automobilistico, invita a passeggiare tra botteghe artigiane, piazze curate e storiche fontane, offrendo un’atmosfera d’altri tempi.

Anche la gastronomia gioca un ruolo centrale nell’identità del borgo, guidata dal celebre Puzzone di Moena DOP (Spretz Tzaoré in ladino), un formaggio a crosta lavata dal sapore intenso che racconta i profumi dei pascoli d’alpeggio.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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