Nella splendida cornice della Val Daone, una serie di laghetti alpini davvero meravigliosi

Alessandro Cipolla  | 29 Mar 2026

Conoscete i Laghi di Campo e d’Avolo? Di certo non sono tra i luoghi più mainstream delle Dolomiti, ma non per questo vuol dire che stiamo parlando di luoghi poco attrattivi e che non hanno molto da offrire ai visitatori. Anzi, in questo caso appare particolarmente appropriato parlare di due gemme nascoste tra le montagne. Procediamo però per ordine, iniziando dallo specificare dove si trovano questi due caratteristici specchi d’acqua. Siamo in Trentino e per la precisione nella silenziosa Val Daone, una valle che si estende alle pendici del massiccio dell’Adamello. Qui i centri abitati sono pochi e di dimensioni ridotte: a dominare è il verde della natura e il grigio delle montagne circostanti.
Questa valle – lunga e stretta – è caratterizzata poi da cascate e laghetti, oltre che da un susseguirsi di torrenti. In estate tutta la zona è un paradiso per gli escursionisti – che possono godere di numerosi sentieri – e per gli amanti delle attività outdoor in generale; in inverno invece le tante cascate presenti si cristallizzano, diventando vere e proprie pareti da scalare in uno scenario mozzafiato. In questo contesto di una montagna pura e “vera”, due laghi alpini di straordinaria bellezza si distinguono tra tutti gli altri: il Lago di Campo e il Lago d’Avolo. Raggiungerli insieme, con un percorso ad anello che parte da Malga Bissina, è una delle escursioni più complete e appaganti dell’intero gruppo dell’Adamello, dove comunque è importante avere le calzature adatte ai piedi.

Trekking ai Laghi di Campo e d’Avolo

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 4:53 ore
  • Distanza: 10,5 km
  • Dislivello: 800 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Malga Bissina

Mappa

Il percorso

Il punto di partenza di questo giro ad anello che vi farà scoprire i Laghi di Campo e d’Avolo è dal parcheggio – a pagamento, in alta stagione è obbligatoria la prenotazione – che si trova a ridosso della diga del Lago di Malga Bissina. La diga si raggiunge facilmente dalla strada che solca la Val Daone, con quest’opera che è così imponente – ma ormai perfettamente integrata con la natura del luogo – che il regista Ermanno Olmi ha girato un documentario sulla sua costruzione.

Zaini in spalla occorre imboccare il sentiero 242 per iniziare questo trekking. La prima parte del percorso è sostanzialmente pianeggiante poi, come si affronta una sorta di strappo con pendenze dell’ordine del 20%, ecco che si arriva al Lago di Campo dopo una mezz’ora abbondante di cammino. Si tratta di un piccolo lago alpino le cui limpide acque riflettono i colori delle cime circostanti, ma lungo le sponde si possono trovare ancora dei resti delle trincee risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Una pausa qui è d’obbligo, ma la strada è ancora lunga.

Tra i Laghi di Campo e d’Avolo e le cascate

Ripreso il cammino e superato il lago, la salita – che diventa più impegnativa con pendenze anche superiori al 30% – prosegue verso il Passo di Campo che si trova a quota a 2296 metri. Il sentiero in questo tratto diventa più stretto, ma rimane comunque ben tracciato e con qualche tratto su roccia. Inoltre adesso la vista si apre notevolmente, regalando un magnifico panorama che domina l’intera Val Daone andando anche ben oltre. Dopo circa un chilometro di discesa, ecco che si arriva al tratto più tecnico e adrenalinico dell’intero anello. Oltre alle pendenze impegnative, occorre fare attenzione anche a dei punti dove la roccia potrebbe essere bagnata visto che si passa di fianco a una cascata e ci si aiuta con le catene e le staffe metalliche presenti lungo il percorso.

Una volta superato il passaggio attrezzato, ecco che il Lago d’Avolo appare in tutta la sua bellezza. Anche questo è un lago alpino: l’acqua è di un blu profondo che riflette le pareti rocciose del Monte Campelio. Altra particolarità: il silenzio qui è quasi totale, uno spettacolo per gli amanti della natura incontaminata. Il sentiero da qui adesso è tutto in discesa e, arrivati al Passo Ignaga dove anche qui ci sono tanti resti della Grande Guerra, si scende fino al punto di partenza completando così l’anello dei Laghi di Campo e d’Avolo.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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