La sua posizione panoramica lo ha reso un punto di riferimento per escursionisti provenienti da tutto il mondo

Alessandro Cipolla  | 26 Apr 2026

Il Rifugio Rosetta può essere preso come a simbolo di quella che è la montagna in Trentino. Il primo motivo è relativo alla sua gestione impeccabile, con un servizio di ristorazione e bar impeccabile e le camere curatissime per chi vuole fermarsi a dormire. Il secondo è il dove si trova: nel cuore delle Pale di San Martino, circondate da roccia, ghiaia e panorami da cartolina. Non è un caso che da sempre questo rifugio sia da sempre un crocevia di escursionisti e alpinisti, con il Rifugio Rosetta che è uno snodo fondamentale per tutta una serie di percorsi e arrampicate che sono tra le più iconiche di tutto l’arco dolomitico.
Stiamo parlando poi di un rifugio storico, uno dei primi del Trentino. Costruito nel 1889, nel corso della sua più che secolare storia ha subito due distruzioni in occasione del primo e del secondo conflitto mondiale. Come una Fenice però è riuscito sempre a risorgere dalle proprie ceneri, con gli ultimi lavori di ammodernamento che ci sono stati all’inizio del nuovo millennio.
A rendere il rifugio Rosetta celebre anche fuori dai confini nazionali è questa sua incredibile posizione al centro di un paesaggio quasi lunare, con le meravigliose peculiarità delle Pale di San Martino – e della splendida San Martino di Castrozza, elegante borgo  turistico – che di certo non le scopriamo noi. Il giro ad anello che vi proponiamo oggi così attraversa il cuore delle Pale, ma si tratta di un percorso difficile e con alcuni tratti tecnici: l’importante è avere una buona preparazione, le attrezzature necessarie e le calzature adatte ai piedi

Trekking al Rifugio Rosetta

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 5:08 ore
  • Distanza: 10,8 km
  • Dislivello: 700 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Rifugio Rosetta Pedrotti

Mappa

Il percorso

Il punto di partenza è proprio il Rifugio Rosetta Pedrotti. Siamo a 2581 metri di altitudine e per arrivare qui occorre lasciare l’auto a San Martino di Castrozza. Dal paese si devono prendere la cabinovia Col Verde e la Funivia Rosetta, poi una volta arrivati a destinazione occorre fare poco più di dieci minuti di cammino per arrivare al rifugio. In alternativa si può salire a piedi da San Martino tramite il sentiero 701, oppure con il sentiero 702 della Val di Roda: se nel primo caso occorrono 2 ore e mezza di cammino, nel secondo arriviamo a 3 ore.

Una volta che ci si è messi in cammino ci si muove attraversando l’imponente altopiano seguendo il sentiero 709 che porta al Passo Pradidali Basso, con i segnavia che sono dipinti sulle rocce. Questo tratto non è particolarmente impegnativo, anche se ci si muove su un tracciato scosceso. Siamo veramente nel cuore delle Pale e all’orizzonte si possono scorgere vette imponenti come il Vezzana e il Cimon della Pala. Dopo circa 2,5 chilometri ecco che inizia la discesa – inizialmente ripida e dove occorre fare attenzione, che porta alla Val Pradidali.

Il Rifugio Pradidali

In un magnifico scenario sempre lunare,  si continua la discesa fino ad arrivare appena la strada inizia a rimpianare al Rifugio Pradidali a quota 2278 metri. Anche questo rifugio è un pezzo di storia delle Dolomiti, con una pausa che è d’obbligo approfittando magari del ristorante, con pure questa struttura che volendo ha delle camere dopo poter dormire. La strada da fare però ancora è tanta e così occorre rimettersi in cammino dopo aver dedicato qualche minuto anche ad ammirare il magnifico paesaggio.

Imboccando il sentiero 715 ci si muove adesso verso il Passo di Ball. Occorre fare uno strappo con pendenze intorno al 20% prima di iniziare la discesa che rappresenta il punto dove fare maggior attenzione di tutto il percorso. Lungo questa parte del tragitto infatti occorre affrontare tre tratti attrezzati, con la presenza di una corda metallica dove assicurarsi.  L’ultima parte del percorso invece è in salita, con l’ascesa che è lunga un paio di chilometri – le pendenze non sono impossibili – e riporta direttamente al Rifugio Rosetta completando così l’anello.

 

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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