Il sentiero più lungo del Trentino: 500 km e oltre per ripercorrere la storia

Claudia Giammatteo  | 29 Apr 2026

Questo è il percorso più lungo del Trentino: segue la linea del fronte delle montagne e regala un’esperienza davvero coinvolgente. Un affascinante itinerario di trekking di quasi 500 chilometri che segue la linea del fronte del Trentino Alto Adige, seguendo le tracce storiche della Grande Guerra. Dal Passo del Tonale alla Marmolada, il Sentiero della Pace attraversa forti, resti di trincee, strade militari, boschi, ruscelli, campi verdi. Adatto agli escursionisti esperti, è diviso in sette tratti tutti con molte tappe che possono essere più o meno difficili, ma che variano in durata. Verrete guidati dal simbolo di una colomba lungo il percorso, oltre ai vari musei e memoriali.

Il Sentiero della Pace: il percorso della memoria in Trentino tra storia e natura

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 28-35 giorni (variabile a seconda delle tappe)
  • Distanza: circa 535 km
  • Dislivello: variabile, fino a 1600 m per alcune tappe
  • Difficoltà: Grado E (escursionisti). Può variare, poiché alcune tappe in alta quota richiedono esperienza e attrezzature specifiche
  • Segnavia percorso: simbolo di una colomba
  • Periodo adatto: primavera inoltrata – autunno
  • Dove parcheggiare: dipende molto dalle tappe. Prima tappa: parcheggio gratuito (qui) vicino alla cabinovia Paradiso del Passo del Tonale.

Mappa

Il percorso

La linea del fronte della Grande Guerra, dal Passo del Tonale alla Marmolada

Tanto valore storico e spirituale vanno ad arricchire il lungo Sentiero della Pace che connette, in Trentino, la linea del fronte della Grande Guerra. Per una breve panoramica del percorso, potete considerare che parte dal Passo del Tonale e arriva alla Marmolada dalla base dell’Adamello e passa per Val Rendena, Vallagarina, Valsugana e Val di Fassa. Il percorso nasce dal genio dell’ingegnere Claudio Fabbro, che lo progettò seguendo le orme dell’idea di Walter Shchaumann.

D’altronde, la Grande Guerra per quelle zone è l’evento che ha cambiato tutto e che ha fondato una vera identità territoriale. Chiamata anche “Saliente Trentino”, la linea del fronte piena di trincee è storia e il luogo dove gli abitanti di entrambi i fronti sono diventati nemici da un giorno all’altro. È un percorso con una ventina di musei, basati principalmente sui forti stessi che sono stati recuperati. Può essere diviso in 3 parti che percorrono le fasi della guerra, fermandosi prima sui forti delle valli, poi sui colli mezzani e, infine, sulle salite dove si posizionavano gli alpini.

Il celebre Sentiero della Pace è un itinerario di grande respiro che attraversa il Trentino da ovest a est seguendo, per lunghi tratti, la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale. Non si tratta semplicemente di un trekking, ma di un vero e proprio viaggio dentro il paesaggio e la storia, dove la fatica fisica si intreccia continuamente con la memoria dei luoghi.

Il cammino prende avvio in un ambiente tipicamente alpino, tra le rocce chiare e frastagliate delle Dolomiti occidentali e le prime propaggini del gruppo dell’Adamello. Qui il terreno è subito impegnativo: sentieri di alta quota, tratti rocciosi e dislivelli importanti mettono alla prova l’escursionista fin dalle prime tappe. Il paesaggio è severo ma grandioso, con pareti verticali, valloni profondi e rifugi isolati che diventano punti di riferimento fondamentali. Avanzando verso l’Adamello, la montagna cambia volto: la roccia calcarea lascia spazio a forme più morbide e a scenari glaciali, dominati da ghiacciai e distese di granito. È in questa zona che il legame con la storia si fa subito evidente, con resti di trincee, camminamenti e postazioni militari che emergono tra le rocce.

Proseguendo, il percorso scende progressivamente verso le valli delle Giudicarie e della Valle del Chiese. Qui l’ambiente si addolcisce: ai paesaggi d’alta quota si alternano boschi, pascoli e malghe, creando un ritmo più vario nel cammino. Le tracce della guerra restano ben presenti, spesso sotto forma di vecchie strade militari o fortificazioni ormai inglobate nella natura. Questa parte rappresenta una transizione, non solo geografica ma anche emotiva: si passa dalla durezza estrema dell’alta montagna a un territorio più vissuto, dove la presenza umana è più evidente.

Uno dei momenti più spettacolari del percorso arriva quando ci si avvicina al Lago di Garda e si risale il Monte Baldo. Qui il paesaggio cambia ancora radicalmente: l’influenza del lago introduce elementi quasi mediterranei, con una luce diversa e una vegetazione più varia. I sentieri si sviluppano spesso lungo creste panoramiche da cui si apre una vista straordinaria sul lago sottostante. È una delle sezioni più suggestive, ma anche una delle più delicate, perché alcuni tratti richiedono attenzione per l’esposizione.

Superato il Baldo, il cammino entra negli altipiani trentini, come quelli di Folgaria e Lavarone. Qui il terreno diventa più dolce e ondulato, permettendo tappe lunghe ma meno tecniche. Questa zona è particolarmente ricca di testimonianze storiche: forti, bunker e linee difensive raccontano in modo molto diretto la vita sul fronte. Camminare qui significa attraversare un vero museo a cielo aperto, dove ogni altura o radura può nascondere un frammento di storia.

La parte successiva, che attraversa la catena del Lagorai e si avvicina a Cima d’Asta, è probabilmente la più selvaggia e isolata. I paesaggi tornano ad essere aspri e poco antropizzati, con lunghi tratti senza centri abitati e una natura ancora intatta. Laghi alpini, torbiere e creste solitarie accompagnano il cammino, rendendolo più introspettivo. Qui si percepisce davvero la dimensione del viaggio: non solo uno spostamento nello spazio, ma anche un’immersione profonda nella natura.

Infine, il percorso scende verso la Valsugana, dove il paesaggio si apre e si fa più accessibile. I boschi si alternano a zone abitate, e la fatica accumulata lungo il cammino lascia spazio a una sensazione di progressivo ritorno alla quotidianità. Anche in queste ultime tappe, però, il filo conduttore resta la memoria storica, che accompagna l’escursionista fino alla fine.

Nel suo insieme, il Sentiero della Pace è un itinerario straordinario perché riesce a unire elementi molto diversi: la varietà dei paesaggi alpini, la sfida fisica di un trekking impegnativo e la profondità di un percorso storico. Ogni tappa aggiunge un tassello, e solo alla fine si comprende davvero l’ampiezza dell’esperienza: un lungo attraversamento che è allo stesso tempo geografico, umano e simbolico.

 

 

 

Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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