
Arroccato a quasi 3.000 metri di altitudine, il Sentiero dei Fiori è uno degli itinerari di cresta più panoramici e carichi di storia dell’intero arco alpino. Questo percorso ricalca le postazioni e i camminamenti della Prima Guerra Mondiale. Qui le truppe degli Alpini presidiavano il fronte ad alta quota contro l’esercito austro-ungarico.
Il tracciato si sviluppa sul crinale che separa la Val Camonica dalla Val di Sole, al confine tra le province di Brescia e Trento. È una via ferrata di media difficoltà che richiede assenza di vertigini e kit completo da imbragatura. Lungo la camminata si attraversano spettacolari ponti sospesi e vecchie gallerie scavate nella roccia, con una vista aperta sui ghiacciai del Presena e del Pisgana.
L’itinerario prende il via dal Passo del Tonale salendo in cabina a Passo Paradiso (2.585 m), da cui si circonda il lago e si imbocca il sentiero 44 per circa un’ora e un quarto fino alla forcella del Passo del Castellaccio (2.963 m). Indossato il kit da ferrata, si comincia la traversata lungo facili cenge in saliscendi e passerelle in legno esposte, dove una breve deviazione su parete verticale conduce in dieci minuti al punto panoramico del Nido dell’Aquila. Proseguendo lungo la traccia si incrocia il Gendarme di Casamadre, superabile attraverso due lunghi ponti sospesi oppure mediante una galleria interna scavata nella roccia per chi preferisce evitare il vuoto.
Oltrepassata la struttura rocciosa, la ferrata risale fino ai 3.160 metri del suggestivo Bivacco degli Amici della Montagna — storico rifugio in legno con cimeli della Grande Guerra e servizio d’accoglienza — per poi scendere attraverso antiche trincee verso il Passo di Lagoscuro (2.970 m). Qui, tralasciando la variante per Cima Payer, si piega a sinistra sfiorando il Lago Scuro e scendendo verso Capanna Presena, da cui si ammirano i teli di protezione del ghiacciaio prima di riprendere l’impianto per il rientro al Tonale.
Il Sentiero dei Fiori è una vera e propria testimonianza storica a cielo aperto. Il tracciato ricalca infatti un’incredibile opera di ingegneria militare realizzata tra il 1915 e il 1918. Camminare lungo questa cresta significa sfilare accanto a vecchi baraccamenti in legno conservati dal gelo, camminamenti scavati nella granodiorite e feritoie affacciate sul vuoto.
Il nome così gentile di questo percorso d’alta quota deriva dalla sorprendente flora alpina che nasce tra le crepe della pietra. Durante i mesi estivi, la roccia grigia si popola di specie rare come il papavero delle Alpi, la stella alpina e la Ranunculus glacialis.
Infine, questo crinale possiede un profondo valore geografico e politico. Un tempo la cresta segnava il confine di Stato tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Oggi questo limite separa la Lombardia dal Trentino-Alto Adige, offrendo uno sguardo unico su due versanti storici delle nostre Alpi.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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