
Se c’è una caratteristica quasi unica del lago di Garda, è la sua moltitudine di percorsi panoramici sulle sue sponde. Il sentiero Busatte Tempesta è uno dei più conosciuti e battuti, tanto da registrare migliaia di persone all’anno sulle sue tracce. Si tratta di un’escursione mozzafiato di circa 4,5 chilometri, caratterizzata da scalinate in ferro che contano quasi 400 gradini, creando una sorta di balconata naturale affacciata sul Lago di Garda. Il sentiero, prevalentemente pianeggiante, si inerpica superando due promontori: il Corno di Bò e il Salt de la Cavra.
Il percorso è un vero e proprio tesoro geologico e botanico, un’occasione unica per ammirare da vicino le peculiarità di questo ambiente. Come molti dei percorsi sul lago di Garda, anche questo è, appunto, costellato da punti panoramici, perfetti per delle magnifiche foto per i tuoi social.

Dal parco delle Busatte, incamminati verso il parco avventura Busatte Adventure. Qui inizia il sentiero panoramico che, con un dislivello minimo, costeggia le pendici del Monte Baldo, circa 120 metri sopra il livello del lago. Lungo il percorso, troverai pannelli informativi che illustrano la flora, la fauna e il panorama del Lago di Garda. La vista è magnifica: Riva, Torbole, barche a vela, windsurf e montagne.
Superando i detriti delle Marocche, resti dell’ultima glaciazione, arriverai a una zona rocciosa. Qui, il sentiero Busatte Tempesta si sviluppa su gradini d’acciaio incastonati nella roccia a picco sul lago. Poco oltre, a un bivio, prendi il sentiero a sinistra, che sale raggiungendo una strada forestale parallela. Seguendo questa strada, ti avvicinerai a Tempesta.
A un certo punto, incontrerai di nuovo il percorso principale, da dove avevi deviato, e potrai tornare indietro. In alternativa, puoi scendere fino a Tempesta e prendere l’autobus di linea per rientrare a Torbole.

Il Sentiero Busatte-Tempesta non è una semplice passeggiata, ma un’opera di ingegneria naturalistica che permette di vivere il Lago di Garda da una prospettiva quasi “aerea”. La sua particolarità risiede nel contrasto tra la solidità del ferro delle scalinate e la selvaggia bellezza delle “marocche”, enormi ammassi di detriti rocciosi lasciati dal ritiro dei ghiacciai millenni fa.
Una curiosità affascinante riguarda proprio il confine che il sentiero attraversa: storicamente, questo tracciato segnava il limite tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia. Camminando tra i lecci e i muretti a secco, si calpesta una terra che è stata per secoli una frontiera vigilata. Inoltre, il microclima unico della zona permette la crescita di piante tipicamente mediterranee a ridosso delle pareti dolomitiche, creando un ecosistema dove l’ulivo convive con specie alpine, rendendo l’aria insolitamente profumata anche nei mesi più freschi.

Sono Alessio Gabrielli, ho 27 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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