
Nel cuore più suggestivo e selvaggio della Val di Non si nasconde uno dei luoghi sacri più scenografici d’Europa. Si tratta infatti del monumentale Santuario di San Romedio, uno spettacolare complesso eremitico arroccato sopra uno sperone calcareo alto oltre settanta metri. La sua sagoma verticale e le sue torri svettanti richiamano immediatamente alla mente le atmosfere misteriose di un castello della Transilvania. Tuttavia, questa gemma millenaria sorge all’interno di una profonda forra naturale modellata dal torrente Rio San Romedio. Il percorso per raggiungerlo regala un’avventura entusiasmante lungo un camminamento scavato direttamente nelle pareti a strapiombo della gola. Varcare questo canyon conduce a un’esperienza immersiva dove il fascino dell’architettura medievale incontra una natura alpina grandiosa e potente.
Camminare lungo questa cengia rocciosa suscita un’emozione profonda fin dai primi metri di marcia. Il rombo sordo dell’acqua che scorre sul fondovalle accompagna costantemente i passi dei camminatori. Inoltre, le pareti di roccia dolomitica si innalzano maestose verso il cielo, schermando la luce solare e creando riflessi chiaroscurali suggestivi. L’aria fresca della forra profuma intensamente di muschio bagnato e conifere alpine. Di conseguenza, l’avvicinamento al santuario si trasforma in un vero e proprio rito di passaggio sospeso nel tempo. Per chi ama l’archeologia sacra e le escursioni ricche di fascino fiabesco, questo itinerario rappresenta una tappa semplicemente irrinunciabile.
L’itinerario comincia dal piazzale del rinomato Museo Retico a Sanzeno, dove si imbocca subito la suggestiva passerella in legno a sbalzo. Ci si incammina lungo l’antico tracciato di un canale irriguo ottocentesco, interamente intagliato nel ventre roccioso della stretta gola. Il sentiero pianeggiante si snoda a mezza costa tra pareti verticali di calcare, protetto da solide staccionate in legno affacciate sul precipizio. Dopo circa due chilometri e mezzo di passeggiata aerea, la vegetazione si apre all’improvviso rivelando la maestosa visione verticale del Santuario di San Romedio. Si attraversa quindi il ponticello sul torrente per entrare nel recinto sacro e salire la ripida scalinata interna di 131 gradini.
Questa salita collega le cinque chiesette sovrapposte fino a raggiungere la Cappella Maggiore con le reliquie del santo. L’itinerario completa infine la sua escursione ripercorrendo a ritroso la suggestiva forra rocciosa, rientrando in totale tranquillità al punto di partenza di Sanzeno.
La genesi architettonica di San Romedio stupisce ancora oggi studiosi e viaggiatori per la sua straordinaria audacia costruttiva. Il nucleo originario dell’eremo risale all’XI secolo, quando i devoti scavarono la prima sepoltura dell’eremita Romedio di Thaur sulla sommità del pinnacolo roccioso. Nei secoli successivi i fedeli edificarono altre quattro chiese sovrapposte, realizzando una stratificazione unica di stili romanico, gotico e rinascimentale. Salire i centotrentuno gradini della scala santa equivale a compiere un viaggio verticale attraverso mille anni di devozione popolare, tra ex voto lignei, affreschi antichi e capitelli medievali.
La fama del santuario è legata a doppio filo alla celebre leggenda agiografica dell’orso ammansito. La tradizione racconta infatti che un plantigrado sbranò il cavallo del santo mentre questi si recava a Trento dal vescovo Vigilio. Romedio riuscì tuttavia a rendere docile la fiera selvaggia con la sola forza della preghiera, sellandola e cavalcandola fino alla meta. In ricordo di questo prodigio, l’area faunistica ai piedi della rupe ospita ancora oggi esemplari di orso bruno curati con amore dai frati francescani. Al termine della camminata, una visita alle collezioni del Museo Retico consente di scoprire la civiltà degli antichi Anauni, completando una giornata indimenticabile tra storia e leggenda alpina.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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