
Sull’Isola d’Elba, dove il granito incontra il Tirreno senza preavviso, il trekking tra Chiessi e Pomonte è uno di quei percorsi che ti restano addosso. La montagna sale subito, ripida alle spalle dei borghi, e il sentiero si infila tra scalinate di pietra, vecchie mulattiere e muretti a secco che raccontano una vita rurale ormai scomparsa.
Camminando verso il Monte San Bartolomeo si attraversano terrazzi un tempo coltivati, oggi riconquistati dalla macchia mediterranea, mentre il mare resta sempre sullo sfondo, blu intenso, quasi a ricordarti che sei su un’isola. La deviazione verso i ruderi della chiesa romanica regala un sorprendente affaccio su due vallate e su un tratto di Costa del Sole ancora selvaggio. Un itinerario breve ma intenso, perfetto per chi ama i percorsi panoramici, le salite decise e le storie di confine tra montagna e mare.
Il Monte San Bartolomeo è la prima vera sorpresa della costa occidentale dell’Isola d’Elba: una montagna di granito che si alza alle spalle di Chiessi e Pomonte, nel comune di Marciana, fino a dominare due vallate che scendono dritte verso il mare. Qui il paesaggio ha poco a che vedere con l’idea classica di isola fatta solo di spiagge e stabilimenti.
Le pareti rocciose sono solcate da terrazzamenti, vecchie mulattiere e scalinate intagliate nella pietra, testimonianza di quando ogni metro coltivabile veniva strappato ai versanti ripidi. Oggi la macchia mediterranea – erica, cisto, ginestra – si è ripresa molti spazi, ma lungo il percorso si leggono ancora i segni di un’agricoltura faticosa, fatta di piccoli orti, vigneti e frutteti sospesi tra mare e montagna.
Tutto questo rientra nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che tutela ambienti rocciosi frequentati da rapaci e rettili, oltre a specie vegetali adattate al clima secco. Nelle giornate più terse, dai punti panoramici del Monte San Bartolomeo si distinguono all’orizzonte la Corsica e altre isole dell’arcipelago, a ricordare che questo trekking è parte di un sistema di paesaggi molto più ampio.
L’itinerario classico di trekking al Monte San Bartolomeo parte da Pomonte e segue il sentiero n. 104, un tracciato subito ripido che s’infila nella parte alta del paese e risale il versante meridionale della montagna. I primi tratti attraversano resti di terrazzamenti sorretti da muretti a secco, un libro di pietra aperto sul passato agricolo dell’Elba occidentale.
Il fondo alterna ciottoli, placche di granito levigato e gradini scavati nella roccia: conviene avere passo sicuro e scarponi con buona aderenza, perché in caso di umidità le superfici possono diventare scivolose. Mentre si sale, le case di Pomonte si rimpiccioliscono e il mare occupa progressivamente l’orizzonte alle spalle.
Intorno ai 470 metri di quota il 104 incontra il sentiero 103, che corre sulla dorsale in direzione di Chiessi, tra affioramenti rocciosi e scorci improvvisi sulla Costa del Sole. Da qui si può seguire l’anello oppure scegliere varianti e traversate, combinando i tracciati 103, 103A e 126 per collegare i due borghi costieri senza ripetere lo stesso percorso.
Il cuore simbolico di questo trekking è la deviazione verso i ruderi della chiesa di San Bartolomeo, un piccolo edificio romanico che oggi sopravvive come guscio di pietra su un pianoro affacciato su due vallate. Dal sentiero 103 si imbocca il raccordo 103A, breve ma suggestivo, che serpeggia tra rocce granitiche e vegetazione bassa fino alle rovine.
Restano porzioni dei muri perimetrali e tracce di una parete laterale, sufficienti per intuire la pianta raccolta della chiesetta, costruita con blocchi locali. In epoca medievale questo luogo non era isolato come appare ora: serviva una rete di piccoli insediamenti rurali e pastoralI distribuiti sui versanti, collegati da mulattiere e sentieri oggi trasformati in percorsi escursionistici.
Qui il silenzio è spesso rotto solo dal vento e dal richiamo degli uccelli. L’affaccio contemporaneo è straordinario: si leggono le due valli di Pomonte e Chiessi, i terrazzamenti abbandonati, la linea della costa che si perde nel Tirreno. È importante non salire sulle murature e non usare i ruderi come sedute o punti d’appoggio, per preservare un sito fragile inserito tra i punti di interesse del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
L’anello escursionistico proposto dal Parco Nazionale, che collega Pomonte, il Monte San Bartolomeo, i ruderi della chiesa e Chiessi per poi rientrare con il sentiero 126 lungo costa, presenta circa 548 metri di dislivello positivo ed è classificato come percorso impegnativo. Le salite sono ripide, l’esposizione al sole è marcata e diversi passaggi si svolgono su roccia.
La percorrenza media oscilla intorno alle quattro ore, soste comprese, ma dipende dall’allenamento e dal tempo che si dedica alle fotografie e alle pause panoramiche. Alcune varianti portano la distanza a circa 7 chilometri, mantenendo però la stessa logica di anello tra i due borghi.
Il periodo ideale va dalla primavera all’autunno, evitando le giornate più calde di luglio e agosto, quando la macchia mediterranea offre poca ombra e il granito accumula calore. In autunno, invece, il clima è spesso più mite, ma bisogna fare i conti con giornate più corte e possibili tratti bagnati.
Per affrontare questo trekking sull’Isola d’Elba servono scarponi con buona suola, acqua abbondante, cappello, protezione solare e una carta dei sentieri CAI o le tracce ufficiali del Parco. Non ci sono sorgenti affidabili lungo il percorso, quindi meglio partire autosufficienti e ricordare che eventuali tratti attrezzati presenti sull’isola non vanno mai affrontati come semplici deviazioni turistiche.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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