Tra laghi glaciali e panorami a 1900 metri: il grande anello dell’Appennino toscano per un trekking da fiaba

Un trekking ad anello di 7,35 km attraversa faggete e abetaie fino al rifugio Casetta di Lapo, tra i paesaggi dell'Appennino toscano.
Fabio Belmonte  | 08 Nov 2026

Tra le montagne dell’Appennino tosco-emiliano, l’anello Abetone – Foce delle Verginette – Casetta di Lapo è uno di quei trekking che consiglio a chi vuole innamorarsi del bosco senza affrontare salite estreme. 502 metri, immersi in faggete e abetaie che raccontano l’anima montana dell’Abetone. Il sentiero, documentato su Wikiloc dall’utente Tata2020, parte direttamente dal paese e segue per lo più strade forestali ombreggiate, con qualche tratto su sentiero più naturale.

È classificato come facile, ma regala comunque l’emozione di affacciarsi sui prati ai piedi del Libro Aperto, il massiccio che domina la zona. Un percorso perfetto per famiglie, camminatori alle prime armi o escursionisti esperti in cerca di una mezza giornata tranquilla nel fresco dei boschi.

Trekking – Anello Abetone, Foce delle Verginette e Casetta di Lapo

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: via dell’Uccelliera, Abetone, provincia di Pistoia
  • Punto di arrivo: via dell’Uccelliera, Abetone, provincia di Pistoia
  • Lunghezza: circa 7,35 km
  • Durata: circa 1 h 48 minuti
  • Difficoltà: Facile
  • Dislivello: circa 191 m+

L’anello dell’Abetone: un trekking accessibile nel cuore dell’Appennino

L’anello Abetone – Foce delle Verginette – Rifugio Casetta di Lapo è un itinerario escursionistico ideale per scoprire l’Appennino pistoiese senza affrontare le pendenze più impegnative del crinale. Il percorso si sviluppa per circa 7,35 chilometri, con un dislivello positivo di 191 metri, mantenendosi tra i 1.360 e i 1.502 metri di quota.

Dal punto di vista escursionistico, parliamo di un trekking classificato come facile, adatto a chi ha un minimo di abitudine al cammino e desidera muovere passi più sicuri in montagna. Si parte direttamente dal centro dell’Abetone, lungo la storica SS12 del Brennero, e si segue una combinazione di strade forestali e sentieri ombreggiati. È un anello tipico da mezza giornata, ideale in primavera ed estate, quando la copertura del bosco rende l’aria più fresca rispetto ai fondovalle.

Rispetto ai percorsi che puntano alle vette del Libro Aperto, questo itinerario si mantiene sempre su quote intermedie. Non tocca i laghi glaciali né il crinale oltre i 1.900 metri, ma permette di assaporare il paesaggio montano dell’Abetone tra boschi maturi, radure e affacci sulle cime, con la comodità di partire e tornare a piedi al paese.

Dal centro dell’Abetone alla Foce delle Verginette tra faggete e abetaie

 

Il trekking parte da via dell’Uccelliera, a pochi passi dalla piazza principale dell’Abetone, vicino a ufficio postale e farmacia. Dopo un brevissimo tratto asfaltato si incontra una sbarra che vieta il transito alle auto: da qui inizia la sterrata forestale vera e propria, larga, comoda e subito immersa nel bosco.

Faggi, abeti e un sottobosco umido di felci e muschi accompagnano gran parte del cammino. In estate questo tratto è un refrigerio naturale, con temperature spesso più basse rispetto agli spazi aperti. Le pendenze rimangono contenute, il fondo è generalmente regolare e lungo la strada compaiono alcune panchine e un’area picnic dopo circa un chilometro e mezzo, ottima per una prima pausa.

Poco oltre si incontra una fontana segnalata come non controllata dal punto di vista della potabilità: meglio non contarci e partire con la propria scorta d’acqua. Proseguendo, la sterrata conduce verso la Foce delle Verginette, o Foce della Verginetta, crocevia di sentieri che salgono ai versanti del Libro Aperto oppure rientrano verso l’Abetone. L’anello descritto sceglie la linea più dolce, mantenendosi sotto i 1.500 metri, sempre con il bosco come compagno di viaggio.

Verso la Casetta di Lapo, balcone sul Libro Aperto

 

Dalla zona della Foce delle Verginette il paesaggio comincia ad aprirsi a tratti. Le fitte faggete lasciano spazio a radure e scorci sulle montagne dell’Appennino tosco-emiliano, con il profilo caratteristico del Libro Aperto sullo sfondo. Le due cime principali della catena, Monte Rotondo e Monte Belvedere, superano i 1.880 metri, ma rimangono sullo sfondo: questo anello non ne affronta la salita.

L’itinerario punta invece verso il Rifugio Casetta di Lapo, intorno ai 1.500 metri di quota, seguendo una strada carrabile sterrata. Qui la pendenza si fa un po’ più decisa, ma mai realmente impegnativa per un escursionista mediamente allenato. La traccia Wikiloc di Tata2020 indica questo tratto come ben evidente, con fondo largo e facilmente individuabile anche in condizioni di luce non perfette.

La Casetta di Lapo è un piccolo rifugio montano che funge da punto d’appoggio per chi sale verso il crinale del Libro Aperto. I servizi di ristoro e l’apertura variano a seconda della stagione: prima di partire è sempre prudente verificare orari e giorni, e non dare per scontata la possibilità di mangiare o rifornirsi. Le radure attorno al rifugio sono un ottimo luogo per una sosta più lunga, con vista sui pendii boscati e sulle cime che chiudono la valle.

Ritorno ad anello, dati del percorso e consigli pratici

Dal Rifugio Casetta di Lapo si inizia il rientro verso l’Abetone ripercorrendo un breve tratto della sterrata, fino a un bivio dove si imbocca un sentiero che scende a sinistra. È questo passaggio a trasformare il trekking in un autentico anello, evitando un semplice andata e ritorno. La discesa attraversa di nuovo il bosco, con tratti dove il terreno può presentare radici, foglie e umidità: nulla di tecnico, ma serve un po’ di attenzione, soprattutto dopo la pioggia.

Secondo i dati della registrazione del 2026, l’escursione misura 7,35 chilometri con 191 metri di dislivello positivo e altrettanti in negativo. La quota minima è di 1.360 metri, la massima di 1.502 metri. Il tempo indicato su Wikiloc è di 1 ora e 48 minuti complessivi, ma per una camminata tranquilla conviene calcolare almeno due ore e mezza o tre, includendo le soste.

Per quanto riguarda l’organizzazione, è essenziale scaricare la traccia GPS per riconoscere il bivio del ritorno, indossare scarpe da trekking con buona aderenza e portare acqua sufficiente, dato che la fontana non è garantita come potabile. L’anello è consigliato soprattutto in primavera ed estate, e in autunno con terreno asciutto; con neve, ghiaccio o fango le condizioni cambiano radicalmente e la difficoltà “facile” non va più data per scontata.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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