
Sulle pendici occidentali della dorsale del Pratomagno, a pochi chilometri da Firenze, si estende una foresta monumentale dall’anima nobile e antica. È la magnifica Riserva Naturale Biogenetica di Vallombrosa, un polmone verde secolare coltivato con cura fin dall’anno Mille dai monaci benedettini vallombrosani. Proprio tra queste maestose abetine e faggete si erge un gigante silenzioso senza rivali. Si tratta dell’albero più alto d’Italia, una monumentale Douglasia verde che raggiunge la quota straordinaria di oltre 62 metri di altezza. Questo primato botanico eccezionale domina i crinali appenninici, regalando ai camminatori un panorama maestoso che abbraccia l’intera Toscana.
Respirare l’aria limpida e balsamica che scende dai crinali regala un’immediata sensazione di pace e benessere. Il profumo intenso della resina e il fruscio costante del vento tra le chiome altissime accompagnano ogni passo lungo la salita. La luce del sole disegna suggestive lame dorate tra i tronchi dritti come colonne di una cattedrale vegetale. Per chi ama l’escursionismo autentico e la solennità delle grandi foreste appenniniche, questa escursione rappresenta un appuntamento assolutamente irrinunciabile.
Questo percorso ad anello parte dell’abbazia, dove è possibile lasciare l’auto nei vari parcheggio di lato alla struttura o nei pressi della vasca. Iniziare il cammino lungo la strada asfaltata che costeggia il pratone, direzione saltino, per poi svoltare e salire lungo il sentiero CAI12, una strada bianca che dolcemente sale fino a Secchieta passando da Macinaia. Arrivati in cima procedere verso il casermone nero in legno e passate le antenne del monte secchieta arrivando al bar (bar Giuntini) dove potrete rifocillarvi e usufruire del bagno. Pronti a ripartire, continuate sul sentiero 9 che scende nel bosco proprio davanti al bar, per poi prendere la variante 9A che è meno ripida e con più curve, ma ci sono alcuni tratti da guadare, fate attenzione.
Questo sentiero vi porterà direttamente al “paradisino” e la sua terrazza con la vista sull’abbazia. Si consiglia a un certo punto di prendere la variante del 9 che indica la secchiata invece di Vallombrosa, per ricollegarsi al CAI10 e scendere più dolcemente. Si raggiungerà comunque il paradisino da un breve tratto su strada asfaltata. Dopo la bella veduta dall’alto di Vallombrosa si continua la discesa con la lunga scalinata della via del calvario, (CAI9) passando le varie cappelle fino a raggiungere il retro dell’abbazia presso le cascatelle del fosso dei Bruciati. Passate quindi il ponte e tornate al punto di partenza costeggiando le mura fino alla vasca.
La fama mondiale dei boschi di Vallombrosa è legata a doppio filo alla lungimiranza dei monaci vallombrosani, fondatori dell’abbazia nel 1036. Per secoli i religiosi studiarono e curarono la foresta con un rigore scientifico esemplare, trasformandola in una scuola di silvicoltura d’avanguardia. Proprio grazie a questo approccio pionieristico, nell’Ottocento l’area divenne la sede del primo Istituto Forestale d’Italia. In quell’epoca vennero impiantati gli Arboreti Sperimentali, un patrimonio botanico unico che ospita collezioni di conifere e latifoglie provenienti da ogni angolo del pianeta.
Tra tutti gli esemplari spicca l’abete di Douglas battezzato “L’Italiano”, certificato dagli esperti come l’albero vivente più alto dell’intera penisola italiana. Superare i 62 metri di tronco slanciato significa svettare ben oltre i tetti dei palazzi cittadini, sfidando tempeste e inverni rigidi con immutata robustezza. Al termine del cammino tra questi colossi vegetali, una visita al complesso abbaziale regala un perfetto completamento culturale. All’interno delle mura monastiche si possono ammirare il suggestivo chiostro, l’antica farmacia secentesca con i suoi rimedi alle erbe e la chiesa ricca di capolavori d’arte sacra.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
Incastonata nell'estremo nord della Toscana, al confine tra Liguria ed ...
Sull’Isola d’Elba, dove il granito incontra il Tirreno senza preavviso, il ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur