C’è un posto in Val d’Orcia dove le colline sembrano onde e i cipressi sembrano messi lì apposta per fare da cornice. Proprio lì, tra le strade bianche che cambiano colore a ogni stagione, spunta la Cappella della Madonna di Vitaleta. È uno dei simboli più amati e fotografati della Toscana, un luogo minuscolo che sembra sospeso nel tempo e che chiede solo di essere scoperto a passo lento. Che siate camminatori esperti o che abbiate solo voglia di una passeggiata rigenerante fuori porta, staccare la spina e camminare nel silenzio di questa campagna vi farà dimenticare in un attimo la fretta di tutti i giorni.

Mettersi in cammino verso la chiesetta di Vitaleta, nascosta tra i dolci saliscendi della Val d’Orcia, è una di quelle esperienze che ti rimettono in pace con il mondo e ripagano di ogni passo. Per godersi la passeggiata in tutta tranquillità e senza pensieri, un ottimo alleato è Wikiloc. Si tratta di una piattaforma basata sul passaparola e sulle tracce reali caricate da altri escursionisti e appassionati che conoscono a fondo la zona, il che rende tutto molto più semplice e guidato.
Che siate abituati a fare trekking impegnativi o che cerchiate solo un’idea per il fine settimana, sull’app (disponibile per iOS e Android) troverete percorsi collaudati. Potete scaricare la mappa GPS sul telefono e attivare la navigazione in tempo reale: un aiuto non da poco per godersi il panorama tra i cipressi senza la paura di sbagliare strada. Se poi questo angolo di Toscana vi entrerà nel cuore, potrete registrare la vostra camminata e condividerla a vostra volta, lasciando un consiglio utile al prossimo viaggiatore in cerca di ispirazione.
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L’escursione prende il via dal suggestivo borgo medievale di San Quirico d’Orcia, un antico centro nodale posizionato lungo la Via Francigena. Lasciate le mura del paese, ci si immette subito sui sentieri sterrati che tagliano le colline circostanti. Il percorso procede con un costante ma dolce saliscendi, tipico della campagna senese.
L’Arrivo alla Cappella: Poco oltre la metà del tragitto si raggiunge l’highlight indiscusso dell’escursione: la Cappella della Madonna di Vitaleta. Questo minuscolo e iconico gioiello architettonico, incorniciato da due file speculari di cipressi, vi apparirà all’improvviso, isolato in mezzo ai campi. È il momento perfetto per una sosta rigenerante, per visitare l’interno della chiesetta (recentemente restaurata) e per scattare foto memorabili.
Il sentiero prosegue poi chiudendo l’anello e incrociando in alcuni punti i panorami resi celebri dal film Il Gladiatore, prima di riportarvi dolcemente verso il punto di partenza a San Quirico d’Orcia.
Se vuoi seguire il percorso con la traccia GPS puoi scaricare l’app sul tuo smartphone.

Dietro quella facciata da cartolina c’è una storia antica che profuma di campagna e vecchie leggende. Si racconta che la cappella sia nata nel tardo Rinascimento proprio nel punto in cui la Madonna apparve a una giovane pastorella. La tradizione vuole che la Vergine le avesse chiesto di andare fino a Firenze per comprare una statua in terracotta, poi realizzata dal famoso scultore Andrea della Robbia. Quella statua è rimasta per secoli custode della chiesetta, prima di essere traslocata nel centro di San Quirico d’Orcia per proteggerla dalle intemperie.
Se oggi la vediamo così elegante e pulita, con quella pietra chiara (la pietra di Rapolano) e il piccolo rosone sopra la porta, dobbiamo ringraziare un architetto senese, Giuseppe Partini, che a fine Ottocento decise di restaurarla regalandoci l’armonia perfetta che ammiriamo oggi. I cipressi ai lati sembrano quasi messi lì per proteggerla dal vento e dall’immensità dei campi. Non stupisce che, insieme a tutta la Val d’Orcia, sia diventata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La cosa bella è che, dopo gli ultimi lavori di restauro, ora si può sbirciare anche all’interno: il posto ideale se cercate un momento di vero silenzio prima di rimettervi in cammino.
Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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