Di fede e buon vino: l’itinerario autunnale lungo 10 chilometri da fare a piedi tra le colline della Toscana

Alla scoperta dell'Abbazia di Sant'Antimo a Montalcino: la guida all'itinerario a piedi di 10 chilometri tra colline dorate, boschi di leccio e i prestigiosi vigneti del Brunello.
Alessio Gabrielli  | 07 Nov 2026

Nel cuore più armonioso e celebrato della campagna senese, tra i declivi sinuosi che guardano verso la Val d’Orcia, sorge uno dei complessi monastici più insigni d’Italia. Si tratta infatti della maestosa Abbazia di Sant’Antimo, un capolavoro di architettura romanica immerso in una quiete quasi surreale nel territorio di Montalcino. La chiesa abbaziale, edificata in splendido travertino e alabastro dorato, risalta magnificamente sul fondovalle della Starcia tra olivi secolari e cipressi slanciati. Inoltre, questo suggestivo angolo di Toscana è universalmente noto per la nascita di uno dei vini più prestigiosi al mondo: il celebre Brunello di Montalcino. Con l’arrivo dei mesi autunnali, le colline si tingono di calde sfumature ocra, rame e porpora, offrendo agli occhi degli escursionisti un dipinto naturale indimenticabile. Varcare questi antichi tracciati rurali regala un’esperienza contemplativa unica, capace di coniugare spiritualità millenaria, paesaggi vitivinicoli d’autore e grandi orizzonti.

Camminare a passo lento tra questi rilievi ondulati suscita sensazioni rigeneranti fin dai primi tratti di cammino. Il profumo del mosto in fermentazione e della terra umida si fonde costantemente con gli aromi balsamici delle pinete e della macchia mediterranea. Inoltre, la calda luce del sole autunnale accarezza i lunghi filari ordinati, facendo brillare la roccia calcarea degli antichi casali contadini. Il fruscio del vento tra le fronde dei lecci scandisce il ritmo dei passi lungo la carrareccia sterrata. Di conseguenza, l’avvicinamento al campanile dell’abbazia si trasforma in un autentico pellegrinaggio dei sensi, lontano da ogni frenesia moderna. Per chi cerca un’escursione rilassante da vivere nella stagione delle vendemmie, questo percorso a piedi rappresenta una proposta imperdibile.

Trekking all’Abbazia di Sant’Antimo

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Distanza: 10.72 km
  • Dislivello: 399 metri
  • Difficoltà: media

Percorso

L’itinerario comincia dal bastione panoramico della trecentesca Fortezza di Montalcino, lasciando il centro storico per imboccare subito una panoramica via sterrata che scende tra le tenute vinicole della zona. Ci si incammina seguendo le chiare indicazioni sentieristiche verso sud, scendendo con pendenza regolare tra filari geometrici di vite e uliveti curati. Il percorso attraversa tratti di fitta lecceta alternati a poderi in pietra, regalando vedute aperte sui profili inconfondibili dell’Amiata e delle crete toscane. Superata la frazione rurale di Villa a Tolli con la sua antica pieve, la traccia sterrata piega dolcemente lungo il crinale collinare, offrendo scorci dorati sulle vigne cariche di foglie autunnali.

Si prosegue quindi lungo una rilassante mulattiera di campagna che perde gradualmente quota verso la valle del torrente Starcia. Improvvisamente, tra i rami dei cipressi, appare la monumentale mole in travertino dell’Abbazia di Sant’Antimo e la torre campanaria romanica. Il sentiero giunge infine ai piedi del grande olivo secolare che introduce al sagrato sacro, completando i dieci chilometri di cammino in un abbraccio armonioso tra fede, arte e natura toscana.

Tra il mito di Carlo Magno e il canto gregoriano: il fascino dell’Abbazia di Sant’Antimo

 

La leggenda storica fa risalire la prima fondazione del cenobio all’intervento diretto dell’imperatore Carlo Magno nel 781. La tradizione popolare racconta infatti che il sovrano franco, di ritorno da Roma lungo la vicina Via Francigena, sostò con il suo esercito colpito da una misteriosa pestilenza. Grazie a un infuso di erbe officinali del territorio, i soldati guarirono miracolosamente e l’imperatore volle edificare una cappella votiva come solenne ringraziamento divino. Nel corso del XII secolo il complesso dell’Abbazia di Sant’Antimo visse il suo massimo splendore grazie alla presenza dei monaci benedettini, che realizzarono l’attuale tempio ispirandosi ai modelli cluniacensi francesi. La caratteristica più sbalorditiva dell’edificio risiede nell’uso del travertino con venature di alabastro, un materiale traslucido capace di catturare la luce naturale creando un’atmosfera interna calda e mistica.

Il deambulatorio con cappelle e la sosta a Castelnuovo dell’Abate

All’interno della basilica abbaziale si possono ammirare rari elementi architettonici d’Oltralpe come il monumentale deambulatorio a cappelle radiali e lo splendido capitello raffigurante Daniele nella fossa dei leoni, attribuito al celebre Maestro di Cabestany. Spesso, durante la giornata, la volta sacra risuona ancora dei suggestivi canti gregoriani eseguiti dalla comunità sacerdotale residente. Conclusa la visita al chiostro e alla farmacia monastica ricca di rimedi naturali ed elisir, una breve risalita conduce al vicino borgo di Castelnuovo dell’Abate. Qui una sosta nelle osterie tipiche permette di degustare un calice di Brunello o di Rosso di Montalcino accompagnato da crostini toscani e pecorino di Pienza, coronando nel migliore dei modi una giornata indimenticabile di cammino autunnale.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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