
Sulla costa sudorientale della Sicilia, Marzamemi è uno di quei luoghi che si scoprono meglio camminando piano, lasciandosi guidare dal rumore del mare e dall’odore di salsedine. Frazione marinara di Pachino, nel territorio di Siracusa e a breve distanza da Noto, il borgo nasce attorno alla pesca del tonno e alla sua tonnara seicentesca, poi trasformata in cuore pulsante della vita sociale.
Oggi le antiche case dei pescatori, la scenografica Piazza Regina Margherita e i piccoli approdi sul Mar Ionio offrono un itinerario ideale per chi ama un turismo lento, fatto di osservazione e soste fotografiche. Un percorso a piedi di appena 1,17 km, permette di esplorare il nucleo storico tra vicoli pedonali, approdi e architetture in pietra arenaria. Non è un trekking impegnativo, ma una piacevole camminata costiera, perfetta da inserire in un itinerario più ampio di viaggio in Sicilia sudorientale.
Marzamemi sorge lungo la costa sudorientale della Sicilia, affacciata sul Mar Ionio, a pochi chilometri da Pachino e a circa venti da Noto. È un ex borgo di pescatori che oggi vive una nuova stagione turistica, senza avere però completamente smarrito il rapporto con il mare e con la sua storia marinara.
Il centro si sviluppa attorno a Piazza Regina Margherita, vero salotto all’aperto del paese, dove le facciate color sabbia e le porte azzurre richiamano alla mente alcuni villaggi delle isole greche. Il paragone resta però solo estetico: qui l’identità è profondamente siciliana, legata alla tonnara, alle reti stese al sole e alla lavorazione del tonno.
Per chi ama camminare, Marzamemi è una meta perfetta per una passeggiata lenta, da vivere senza fretta. In pochi passi si passa dagli scorci urbani agli approdi, dalle chiese agli edifici produttivi riconvertiti a locali e spazi culturali.
Il punto di partenza naturale per esplorare Marzamemi è Piazza Regina Margherita, circondata dalle antiche case dei pescatori in pietra arenaria. Qui si affacciano la chiesa vecchia e quella più recente dedicate a San Francesco di Paola, insieme al Palazzo del Principe di Villadorata, un tempo cuore della gestione della tonnara.
Dalla piazza si imboccano facilmente Via Letizia e Via Principe Villadorata, dove si susseguono abitazioni basse, portali semplici e scorci che raccontano la vita quotidiana della comunità marinara. In estate i tavolini all’aperto riempiono gli spazi, ma il tracciato originario delle case resta leggibile e regala belle prospettive fotografiche.
Scendendo verso il mare si raggiunge la Balata, piccolo approdo naturale dove le superfici in pietra, gli accessi all’acqua e le vecchie strutture legate alla pesca mantengono un forte fascino. Poco distante, l’altro approdo storico, la Fossa, ricorda il ruolo commerciale del borgo, un tempo crocevia di tonno, sale e vino diretti verso altri porti mediterranei.
La storia di Marzamemi è intimamente intrecciata alla sua tonnara, documentata in particolare dall’epoca spagnola. Nel 1655 l’impianto venne acquistato dal barone Simone Calascibetta, dando avvio a una fase di sviluppo che nel Settecento ridisegnò il borgo, con la costruzione delle case dei marinai, degli edifici religiosi e del palazzo padronale.
Il complesso della tonnara, organizzato attorno all’attuale Piazza Regina Margherita, funzionava come un sistema unico: magazzini per il pescato, spazi di lavorazione, abitazioni e luoghi di culto convivevano affacciati sul medesimo spazio aperto. Il Palazzo Villadorata, completato intorno al 1752, in pietra arenaria e con portale monumentale, resta la testimonianza più evidente di questa stagione.
La pesca del tonno seguiva il sistema delle reti fisse e culminava nella mattanza, momento corale che coinvolgeva numerosi pescatori. Accanto alla pesca si svilupparono commerci di sale, vino e, nel Novecento, la conservazione del tonno sotto sale e sott’olio. Con il declino della tonnara, molte strutture sono state riconvertite, mantenendo però leggibile la memoria del lavoro sul mare.
L’itinerario ad anello misura circa 1,17 km, con dislivello positivo di 1 metro e quote comprese tra 5 e 33 metri sul livello del mare: valori che confermano l’estrema facilità del percorso. Il tempo registrato, pari a un’ora e 52 minuti, include le soste e non rappresenta la durata effettiva di cammino, che a passo tranquillo richiede pochi minuti. Ha però un grande pregio: invita a prendersela comoda, sostando nelle piazzette, lungo la Balata e sul lungomare per osservare il profilo delle case sullo Ionio. È una passeggiata urbana e costiera, non un’escursione di montagna, ideale per famiglie e camminatori alle prime armi.
Per organizzare la visita è consigliabile arrivare a Marzamemi in auto tramite Pachino, parcheggiare fuori dal centro storico e proseguire a piedi. Primavera e autunno offrono clima più mite e meno folla; in estate conviene puntare sulle ore del mattino o del tardo pomeriggio, quando la luce esalta la pietra e l’atmosfera del borgo.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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