La piazzetta dove l’estate non finisce mai: siamo in Sicilia, ma sembra la più bella cartolina della Grecia

Tra case color sabbia, porte azzurre e vicoli affacciati sul mare, un antico borgo di pescatori custodisce una piazzetta dal fascino mediterraneo, dove storia e tradizioni marinare si incontrano.
Fabio Belmonte  | 19 Ott 2026

Sulla costa sudorientale della Sicilia, Marzamemi è uno di quei luoghi che si scoprono meglio camminando piano, lasciandosi guidare dal rumore del mare e dall’odore di salsedine. Frazione marinara di Pachino, nel territorio di Siracusa e a breve distanza da Noto, il borgo nasce attorno alla pesca del tonno e alla sua tonnara seicentesca, poi trasformata in cuore pulsante della vita sociale.

Oggi le antiche case dei pescatori, la scenografica Piazza Regina Margherita e i piccoli approdi sul Mar Ionio offrono un itinerario ideale per chi ama un turismo lento, fatto di osservazione e soste fotografiche. Un percorso a piedi di appena 1,17 km, permette di esplorare il nucleo storico tra vicoli pedonali, approdi e architetture in pietra arenaria. Non è un trekking impegnativo, ma una piacevole camminata costiera, perfetta da inserire in un itinerario più ampio di viaggio in Sicilia sudorientale.

Passeggiata a Marzamemi – Tra il borgo storico e gli scorci sul mare

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Marzamemi (Pachino, Sicilia)
  • Punto di arrivo: Marzamemi (Pachino, Sicilia)
  • Lunghezza: circa 1,17 km
  • Durata: circa 1 ora e 52 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello: circa 1 metro

Marzamemi, borgo di mare tra Pachino e Noto

Marzamemi sorge lungo la costa sudorientale della Sicilia, affacciata sul Mar Ionio, a pochi chilometri da Pachino e a circa venti da Noto. È un ex borgo di pescatori che oggi vive una nuova stagione turistica, senza avere però completamente smarrito il rapporto con il mare e con la sua storia marinara.

Il centro si sviluppa attorno a Piazza Regina Margherita, vero salotto all’aperto del paese, dove le facciate color sabbia e le porte azzurre richiamano alla mente alcuni villaggi delle isole greche. Il paragone resta però solo estetico: qui l’identità è profondamente siciliana, legata alla tonnara, alle reti stese al sole e alla lavorazione del tonno.

Per chi ama camminare, Marzamemi è una meta perfetta per una passeggiata lenta, da vivere senza fretta. In pochi passi si passa dagli scorci urbani agli approdi, dalle chiese agli edifici produttivi riconvertiti a locali e spazi culturali.

Piazza Regina Margherita, Balata e Fossa: cosa vedere a passo lento

 

Il punto di partenza naturale per esplorare Marzamemi è Piazza Regina Margherita, circondata dalle antiche case dei pescatori in pietra arenaria. Qui si affacciano la chiesa vecchia e quella più recente dedicate a San Francesco di Paola, insieme al Palazzo del Principe di Villadorata, un tempo cuore della gestione della tonnara.

Dalla piazza si imboccano facilmente Via Letizia e Via Principe Villadorata, dove si susseguono abitazioni basse, portali semplici e scorci che raccontano la vita quotidiana della comunità marinara. In estate i tavolini all’aperto riempiono gli spazi, ma il tracciato originario delle case resta leggibile e regala belle prospettive fotografiche.

Scendendo verso il mare si raggiunge la Balata, piccolo approdo naturale dove le superfici in pietra, gli accessi all’acqua e le vecchie strutture legate alla pesca mantengono un forte fascino. Poco distante, l’altro approdo storico, la Fossa, ricorda il ruolo commerciale del borgo, un tempo crocevia di tonno, sale e vino diretti verso altri porti mediterranei.

Tonnara di Marzamemi e memoria della pesca del tonno

 

La storia di Marzamemi è intimamente intrecciata alla sua tonnara, documentata in particolare dall’epoca spagnola. Nel 1655 l’impianto venne acquistato dal barone Simone Calascibetta, dando avvio a una fase di sviluppo che nel Settecento ridisegnò il borgo, con la costruzione delle case dei marinai, degli edifici religiosi e del palazzo padronale.

Il complesso della tonnara, organizzato attorno all’attuale Piazza Regina Margherita, funzionava come un sistema unico: magazzini per il pescato, spazi di lavorazione, abitazioni e luoghi di culto convivevano affacciati sul medesimo spazio aperto. Il Palazzo Villadorata, completato intorno al 1752, in pietra arenaria e con portale monumentale, resta la testimonianza più evidente di questa stagione.

La pesca del tonno seguiva il sistema delle reti fisse e culminava nella mattanza, momento corale che coinvolgeva numerosi pescatori. Accanto alla pesca si svilupparono commerci di sale, vino e, nel Novecento, la conservazione del tonno sotto sale e sott’olio. Con il declino della tonnara, molte strutture sono state riconvertite, mantenendo però leggibile la memoria del lavoro sul mare.

Il percorso a piedi di 1,17 km e consigli pratici per la visita

L’itinerario ad anello misura circa 1,17 km, con dislivello positivo di 1 metro e quote comprese tra 5 e 33 metri sul livello del mare: valori che confermano l’estrema facilità del percorso. Il tempo registrato, pari a un’ora e 52 minuti, include le soste e non rappresenta la durata effettiva di cammino, che a passo tranquillo richiede pochi minuti. Ha però un grande pregio: invita a prendersela comoda, sostando nelle piazzette, lungo la Balata e sul lungomare per osservare il profilo delle case sullo Ionio. È una passeggiata urbana e costiera, non un’escursione di montagna, ideale per famiglie e camminatori alle prime armi.

Per organizzare la visita è consigliabile arrivare a Marzamemi in auto tramite Pachino, parcheggiare fuori dal centro storico e proseguire a piedi. Primavera e autunno offrono clima più mite e meno folla; in estate conviene puntare sulle ore del mattino o del tardo pomeriggio, quando la luce esalta la pietra e l’atmosfera del borgo.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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