Un’icona della Val Soana incastonata nella roccia: un bellissimo santuario che lascia a bocca aperta

Fabio Belmonte  | 09 Giu 2026
Santuario di San Besso

Se cercate un’escursione alpina che abbia un passo vero, panorami aperti e un forte legame con la storia locale, questo itinerario in Valle Soana è uno di quelli da segnare. L’anello del Ponte San Besso, nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso, parte da Campiglia Soana e unisce boschi, acqua, pascoli e uno dei santuari più particolari delle Alpi piemontesi.

Trekking ad anello – Santuario di San Besso e Ponte San Besso da Campiglia Soana

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio ai margini del bosco, Campiglia Soana (Torino, Piemonte)
  • Punto di arrivo: Parcheggio ai margini del bosco, Campiglia Soana (Torino, Piemonte)
  • Lunghezza:circa 13,4 km
  • Durata: circa 6 ore e 10 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 970 m+

Mappa

L’itinerario nel Parco Nazionale Gran Paradiso

Parco Nazionale Gran Paradiso

L’escursione si sviluppa nel versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso e ha caratteristiche da trekking di media montagna per camminatori già allenati. Da Campiglia Soana si segue un percorso ad anello di circa 13,4 chilometri, con un dislivello vicino ai 1.000 metri e una durata media di circa 6 ore, escluse le soste più lunghe. La difficoltà è da considerare impegnativa non per passaggi alpinistici, assenti, ma per continuità della salita, fondo irregolare e alcuni tratti ripidi dove serve passo sicuro.

Il sentiero alterna mulattiere storiche, tratti nel bosco e passaggi più aperti, con scorci molto belli sulla Valle Soana. È un giro concreto, fisico, ma ben ripagato dal contesto naturale e dalla varietà del paesaggio.

La prima parte del cammino è forse la più intensa dal punto di vista ambientale. Salendo da Campiglia Soana, il rumore dell’acqua accompagna a lungo il percorso fino alla cascata e altopiano della Grangia Ciapanis, uno dei punti più interessanti dell’intero itinerario. Qui il bosco si apre, il panorama prende respiro e il sentiero entra in una zona più luminosa e scenografica. Da questo settore si comincia a intuire la posizione del Santuario di San Besso, che appare poi in modo netto sotto il Monte Fautenio.
L’edificio colpisce subito perché è addossato alla roccia e conserva un’atmosfera raccolta, molto diversa da quella di altri santuari alpini. La sua importanza non è solo paesaggistica: il luogo è legato a una tradizione di pellegrinaggio antica, ancora viva soprattutto nelle celebrazioni del 10 agosto e del 1° dicembre, quando la devozione verso San Besso richiama fedeli e valligiani.

Pian dell’Azzaria e Oasi Mario Rigoni Stern: la parte più aperta del cammino

Parco Nazionale Gran Paradiso

Dopo la sosta al Santuario di San Besso, l’anello cambia ritmo e si distende in un ambiente più aperto. Il passaggio verso Pian dell’Azzaria regala prati, piccoli rii e un paesaggio che invita a rallentare, pur restando in quota. In questa zona si incontra anche l’Oasi Mario Rigoni Stern, uno spazio che aggiunge una dimensione culturale e naturalistica all’escursione. Il richiamo allo scrittore alpino è coerente con il carattere del luogo: una montagna sobria, silenziosa, ancora leggibile nei suoi segni più autentici.

Questa parte del tracciato è meno severa della salita iniziale, ma non va presa alla leggera, soprattutto se il terreno è bagnato o se si affronta il giro a fine stagione. Dal punto di vista turistico è uno dei segmenti più belli perché unisce respiro paesaggistico, quiete e continuità con l’ambiente protetto del parco.

L’ultima sezione porta al celebre Ponte San Besso, tappa simbolica dell’anello del Ponte San Besso e punto molto fotografato per la cornice di rocce e torrente. Qui l’acqua torna protagonista e accompagna il rientro con un ambiente fresco, ombroso e molto piacevole nelle giornate estive. Superato il ponte, il sentiero chiude progressivamente il giro tornando verso Campiglia Soana. È il momento in cui si percepisce meglio l’equilibrio dell’escursione: una salita sostenuta, una meta spirituale forte, un ritorno panoramico e naturalistico.

In sintesi, questo itinerario nel Parco Nazionale Gran Paradiso è consigliato a escursionisti con un minimo di esperienza, scarponi adatti e buon allenamento. In cambio offre uno dei percorsi più completi della Valle Soana, tra fede, acqua, boschi e paesaggi alpini ancora poco affollati.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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