
Nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime, l’altopiano di Fremamorta custodisce uno dei complessi lacustri d’alta quota più affascinanti dell’intero arco alpino cuneese. Situati a oltre 2.300 metri di altitudine, i quattro bacini glaciali (Sottano, Mezzano, Soprano e il piccolo Lago Piccolo) riflettono le pareti rocciose del massiccio dell’Argentera, offrendo un panorama di rara maestosità.
Un itinerario di circa 11,8 km (andata e ritorno) e 960 metri di dislivello che parte dallo storico complesso delle Terme di Valdieri (1.368 m) nel Parco delle Alpi Marittime.
L’escursione risale inizialmente verso il suggestivo Pian del Valasco per poi deviare lungo un’antica e comoda mulattiera militare della Grande Guerra. Salendo a tornanti regolari tra boschi e pascoli d’alta quota, il sentiero conduce nella splendida conca glaciale dei Laghi di Fremamorta (~2.350 m): un altopiano che custodisce tre bacini principali (Sottano, Mezzano e Soprano) affacciati direttamente sulla maestosa parete sud del Monte Argentera. Un’escursione di media difficoltà tecnica ma fisicamente impegnativa per il dislivello, ripagata da panorami d’alta quota tra i più spettacolari del Cuneese.
Incastonati tra i 2.300 e i 2.380 metri di altitudine nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime, i Laghi di Fremamorta costituiscono uno dei complessi lacustri d’alta quota più vasti e suggestivi dell’intero arco alpino piemontese. Il gruppo è composto da quattro bacini principali d’origine glaciale. Sottano, Mezzano, Soprano e il piccolo Lago Piccolo, disposti in successione lungo un balcone naturale sospeso che regala uno scorcio frontale unico e spettacolare sull’imponente parete sud del Monte Argentera (3.297 m) e sulle vette del Gruppo del Matto.
Oltre all’incontaminato valore paesaggistico, l’altopiano è un vero e proprio museo della memoria a cielo aperto. L’area è infatti segnata dalle imponenti opere del Vallo Alpino del Nord. Strade e mulattiere ex militari lastricate con maestria a fine Ottocento per volere di Casa Savoia e poi fortificate negli anni ’30. Camminando tra i vari bacini ci si imbatte nei resti della grande Caserma Umberto I, in postazioni di avvistamento, bunker in caverna e camminamenti incavati nella roccia. Testimonianze di quando questo valico rappresentava una linea di confine altamente militarizzata tra Italia e Francia.
Oggi la quiete ha preso il posto del passato militare, rendendo l’altopiano un habitat d’eccellenza per la fauna selvatica d’alta quota. Non è raro avvistare stambecchi e camosci al pascolo sulle sponde dei laghi, oltre ad aquile reali che sorvolano le creste. Il nome stesso Fremamorta (che nel dialetto locale significa “donna fredda” o “morta”) si contrappone alla vitalità estiva di questo ambiente. La fioritura di erioli, rododendri e genziane trasforma la conca rocciosa in un quadro d’altitudine straordinario.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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