Un gioiello di fede e arte a 1760 metri: scopri il santuario della Valle Grana tra pascoli e vette alpine

Fabio Belmonte  | 13 Giu 2026
Valle Grana

Se cercate un’uscita che unisca camminopaesaggi e storia locale, questo itinerario nel Cuneese è una proposta concreta e molto varia. Si parte da Saluzzo, si attraversano le colline del Marchesato e si arriva fino al Santuario di San Magno, in Valle Grana, lungo un percorso che mette insieme natura, arte e religiosità popolare.

Trekking ad anello – Veduta del Monviso e Cappella San Bernardo da Saluzzo

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Stazione ferroviaria di Saluzzo (Cuneo, Piemonte)
  • Punto di arrivo: Stazione ferroviaria di Saluzzo (Cuneo, Piemonte)
  • Lunghezza: circa 26,2 km
  • Durata: circa 8 ore e 2 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 870 m+

Mappa

Da Saluzzo alle colline del Marchesato

Marchesato

L’escursione inizia da Saluzzo, antico centro del Marchesato e ancora oggi una delle città storiche più riconoscibili del Piemonte occidentale. La presenza della stazione ferroviaria rende la partenza agevole anche per chi arriva con i mezzi pubblici. Prima di salire verso le colline vale la pena osservare il nucleo medievale, dove emergono la Torre Civica, l’antico municipio e la Castiglia, residenza dei Marchesi.

Le strade della città alta introducono bene il carattere del percorso: non una semplice camminata, ma un itinerario che collega subito il paesaggio alla storia. Uscendo dall’abitato, il contesto cambia gradualmente e lascia spazio a vigneti, prati e piccoli boschi, in una transizione molto leggibile tra ambiente urbano e prime alture del Saluzzese.

Panorami aperti sul Cuneese e sul Monviso

Monviso

Man mano che si guadagna quota, il tracciato regala alcuni dei passaggi più interessanti dal punto di vista panoramico. Le colline del Marchesato aprono infatti ampie vedute sulla pianura cuneese e sulle montagne che chiudono l’orizzonte occidentale. Nelle giornate limpide la sagoma del Monviso si impone con chiarezza e diventa il riferimento visivo costante di gran parte del cammino.

Tra i punti più noti c’è la Cappella di San Bernardo del Vecchio, collocata in posizione dominante e spesso scelta come sosta per osservare fondovalle, pianura e arco alpino. Lungo il percorso compaiono anche altre cappelle e piccoli segni di devozione, elementi che raccontano in modo concreto la presenza della religiosità popolare nelle terre di passaggio tra collina e montagna. È un itinerario che non richiede deviazioni complesse per offrire scorci ampi e ben distribuiti.

Un percorso lungo e impegnativo, ma accessibile agli escursionisti

Valle Grana

Dal punto di vista escursionistico, va considerata soprattutto la lunghezza: il percorso supera i 26 chilometri complessivi e richiede quindi una buona abitudine al cammino. Non si segnalano passaggi tecnici particolari, ma distanza e sviluppo rendono l’itinerario impegnativo per chi non è allenato. Proprio questa progressione, però, è uno dei suoi punti di forza, perché in una sola giornata si attraversano ambienti molto diversi: il centro storico di Saluzzo, le colline del Saluzzese, i tratti panoramici aperti sul Cuneese e infine i primi scenari alpini della Valle Grana.

L’esperienza resta quindi accessibile a un escursionista abituato a percorsi lunghi, con il vantaggio di incontrare lungo il tragitto non solo natura, ma anche arte, memorie medievali, cappelle e testimonianze della vita pastorale che ancora caratterizza queste vallate piemontesi.

Il Santuario di San Magno, fede e arte a 1.760 metri

Santuario di San Magno

La meta è il Santuario di San Magno, situato a circa 1.760 metri di quota nel cuore della Valle Grana. Si tratta di uno dei complessi religiosi più importanti delle Alpi piemontesi, legato a una devozione antica che continua a richiamare pellegrini, visitatori ed escursionisti. Il santuario conserva un patrimonio artistico di rilievo, con affreschi, decorazioni e testimonianze che raccontano secoli di culto e di interventi successivi.

Anche il contesto ha un peso decisivo: pascoli, montagne e un ambiente appartato creano un quadro alpino essenziale, in cui il senso di raccoglimento appare immediato. Qui l’aspetto religioso si intreccia con le tradizioni alpine piemontesi e con una cultura di valle fatta di allevamento, stagioni e percorsi storici. Arrivare fin qui significa chiudere un itinerario completo, dove naturastoriaarte e spiritualità restano sempre presenti, senza mai sovrapporsi in modo artificiale.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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