
Un lago, una leggenda e la quiete della natura: l’escursione alla scoperta del lago di Viverone, in Piemonte, è un’esperienza molto suggestiva. Il percorso qui proposto è perfetto per chi ha un minimo di allenamento e si presenta di moderata difficoltà. I sentieri sono ben visibili e accessibili per tutti, con il consiglio di indossare scarpe comode e adatte a una passeggiata di quasi 5 ore.
Questo meraviglioso specchio d’acqua si trova dentro l’Anfiteatro Morenico di Ivrea e ha origine dal ritiro del ghiacciaio Balteo. La sua superficie è molto vasta e per questo si classifica come il terzo lago più grande del Piemonte. Questo angolo di paradiso è perfetto per vivere la natura. Escursioni a piedi e in bicicletta, giri in barca e osservazione della fauna del posto invogliano i camminatori dal cuore naturalistico. Per chi, invece, vuole scoprire anche bellezze storiche, i borghi nei dintorni sono tappe di grande fascino.

L’escursione inizia in un punto di accesso molto facile da raggiungere, lungo la provinciale di Viverone, dove c’è una comoda fermata dell’autobus per chi non ha la macchina. Si prosegue prima sulla strada asfaltata e poi, dopo oltre un chilometro di passeggiata, si prende un sentiero sterrato. La vista del lago e dei filari del territorio circostante accompagna il camminatore già dai primissimi passi. La passeggiata prosegue per diversi chilometri su quella che è la Via Francigena. Prati di campagna, boschetti, terreni coltivati e di girasoli fanno da cornice, mentre lo sguardo che si allunga verso l’orizzonte intravede sempre lo specchion d’acqua. Le colline sono la costante cornice.
La prima sosta obbligatoria si trova a 8 km circa dall’inizio dell’escursione: il villaggio palafitticolo è davvetro suggestivo. Si tratta di un’area paludosa, con prati e pioppeti dove ammirare i resti di circa 5000 pali conficcati nel terreno. Essi servivano a sorreggere antichissime palafitte dell’età del Bronzo. Qui sono stati ritrovati anche reperti di quel periodo, oggi conservati nel Museo di Antichità di Torino e nel Museo del Territorio Biellese. Tra le costruzioni in legno sull’acqua è possibile godere di una pausa all’insegna del silenzio e della natura.
Ripreso il sentiero, pochi passi permettono di raggiungere una piccola spiaggia del lago. La vista di due platani collegati da uno stesso ramo è straordinaria, a testimonianza dei miracoli che solo la natura può compiere. Si continua a camminare lungo la Serra, collina morenica visibile dalla pianura come una lunga fascia di terra regolare e coperta di boschi. Il sentiero è qui costeggiato dalla campagna, da frutteti, da vigneti e da distese di cereali. Le colline continuano a fare da sfondo.
Man mano che si prosegue e si arriva verso la fine dell’escursione, la vista del lago di Viverone regala scorci incantevoli. Prati verdi si tuffano nelle sue acque ferme, mentre la passeggiata diventa piacevole e rilassante.
Il lago di Viverone è avvolto in un alone di mistero, legato alla leggenda di un drago. Secondo la tradizione popolare, infatti, nelle profondità delle sue acque vivrebbe (o avrebbe vissuto) un enorme drago o serpente mostruoso. Alcuni lo hanno soprannominato il “Loch Ness piemontese”.
Si racconta che la creatura emergesse nelle notti tempestose e spaventasse pescatori e abitanti dei villaggi vicini. In alcune versioni della leggenda, il drago sarebbe stato sconfitto da un cavaliere o da un santo locale; in altre, sarebbe ancora addormentato nelle acque profonde.
Oltre alla leggenda, il lago di Viverone è famoso anche per i resti di palafitte preistoriche (sito UNESCO), che rendono questo posto un museo a cielo aperto. Inoltre, è davvero facile divertirsi e rilassarsi lungo le sue sponde. Dopo aver camminato si può prendere il sole nelle spiaggette attrezzate; fare un pic nic con vista sulle colline; godersi i tramonti sorseggiando l’Erbaluce di Caluso DOCG; noleggiare pedalò, canoe o kayak; visitare il castello di Roppolo e i borghi medievali circostanti.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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