
Nel cuore delle Alpi Liguri, il trekking dal Rifugio Garelli a Pian delle Gorre è la tipica tappa che ti fa sentire davvero dentro la montagna. In poco meno di 10 chilometri si passa dai pascoli d’alta quota ai boschi profondi della Valle Pesio, tra gias, vecchie baite e radure dove l’erba racconta secoli di alpeggio.
È la conclusione naturale di un anello di tre giorni nel Parco naturale del Marguareis, ma può essere anche una splendida escursione singola, ideale per chi ama le lunghe discese su sentiero di montagna. L’itinerario non è mai estremo, ma richiede attenzione alle ginocchia, orientamento in alcuni tratti e un minimo di esperienza con i fondi fangosi. In cambio regala panorami aperti sul massiccio del Marguareis, silenzi di bosco e la sensazione di scendere gradualmente dal mondo minerale delle creste alla valle abitata.
Il Parco naturale del Marguareis occupa il settore più selvaggio delle Alpi Liguri, tra la provincia di Cuneo e il confine con la Liguria. Qui il paesaggio è dominato da pareti calcaree, doline, altipiani carsici e valloni profondi, modellati dall’acqua in superficie e in profondità. La Cima del Marguareis, con i suoi 2.651 metri, è la vetta simbolo del massiccio e la cima più alta dell’intera catena.
Il trekking dal Rifugio Piero Garelli a Pian delle Gorre è la tappa conclusiva di un anello di tre giorni che esplora i versanti più alti della Valle Pesio. Con circa 9,6 chilometri, 215 metri di dislivello positivo e oltre 1.100 metri di discesa, è una lunga traversata in perdita di quota, tecnicamente mai estrema ma fisicamente impegnativa per la costanza della discesa.
Dal punto di vista escursionistico è una linea narrativa perfetta: si parte quasi a duemila metri, tra praterie alpine e rocce nude, si attraversano gias e antichi pascoli e si arriva nel fondovalle, tra foreste di faggio e abete bianco. Un itinerario ideale per chi vuole capire davvero come cambia l’ambiente alpino con la quota, passo dopo passo.
La tappa parte dal Rifugio Garelli (circa 1.970 metri), nella conca del Pian del Lupo, nel comune di Chiusa di Pesio. La struttura attuale, inaugurata nel 1991 dopo l’incendio del vecchio rifugio, si distingue per l’architettura in pietra, vetro e metallo che richiama i profili severi del Marguareis. Alle spalle, le pareti settentrionali della montagna chiudono il panorama con un colpo d’occhio tipicamente dolomitico, anche se siamo in Piemonte.
Lasciato il rifugio, il sentiero prende quota lievemente e poi comincia a perdere metri in direzione del Gias Soprano di Sestrera, a circa 1.850 metri. Nella toponomastica cuneese, “gias” indica gli antichi insediamenti pastorali, luoghi di alpeggio estivo per mandrie e greggi. Qui i pascoli si alternano a pietraie e affioramenti calcarei, con visuali ancora aperte sul massiccio del Marguareis.
Si prosegue verso il Gias della Costa, entrando in un tratto dove la presenza degli alpeggi è ancora forte: piccole costruzioni in pietra, ruscelli, zone fangose segnate dal passaggio del bestiame. È anche uno dei punti in cui l’orientamento richiede più attenzione: presso una costruzione isolata bisogna seguire il sentiero che resta in piano o in leggera salita verso Gias Madonna, evitando la traccia che scende a sinistra. Tra Gias della Costa e Gias Madonna la discesa alterna tratti aperti e brevi rientri nel bosco, con saliscendi che spezzano il ritmo e aiutano a non sovraccaricare troppo le ginocchia fin da subito.
Dal Gias Madonna (circa 1.650 metri) il panorama torna ad aprirsi sulle cime e sui versanti rocciosi del Parco del Marguareis. Qui si percepisce bene il mosaico di ambienti che caratterizza la Valle Pesio: prati d’alpeggio, rocce calcaree, macchie di bosco che risalgono lentamente i fianchi della montagna. È un paesaggio modellato dal clima, ma anche da secoli di pastorizia.
La discesa continua verso Pian del Creus (o Pian del Croes), un ampio pianoro erboso a circa 1.280 metri, circondato da boschi e attraversato da un ruscello: uno di quei luoghi che segnano un trekking e si ricordano a distanza di anni. Questa radura è uno dei punti chiave del Vallone di Serpentera, percorso dal sentiero che collega gli alpeggi superiori con Pian delle Gorre.
Un tempo pianori come Pian del Creus erano vere “aree di servizio” d’alta quota: spazi regolari per il pascolo, accesso all’acqua, legname attorno. Oggi restano come tappe naturali per gli escursionisti, ma le vecchie baite in pietra, le recinzioni e l’andamento stesso della vegetazione raccontano ancora la lunga storia rurale di queste montagne del Cuneese.
Dopo il pianoro il sentiero entra più decisamente nel bosco, dove dominano faggete e importanti formazioni di abete bianco, favorite dal clima umido della valle. In estate il fogliame crea lunghi tratti ombreggiati, mentre in autunno il contrasto tra le latifoglie dorate e le conifere sempreverdi rende questa parte dell’itinerario particolarmente scenografica.
L’ultima parte della tappa scende decisa verso Pian delle Gorre (circa 1.040 metri), uno dei principali punti di accesso al Parco naturale del Marguareis. Il sentiero attraversa un bosco fitto, con sottobosco umido, piccoli corsi d’acqua e tratti in cui il fondo può diventare fangoso o scivoloso, soprattutto dopo piogge recenti.
Prima di chiudere l’anello, chi ha ancora energie può valutare una deviazione alla Cascata del Saut, lungo il Rio Sestrera. Si tratta di un salto d’acqua immerso nel bosco, molto suggestivo, ma che richiede un supplemento di dislivello e tempo: è bene considerarlo come extra, non come parte obbligata dell’itinerario.
Secondo i dati della traccia, la traversata misura 9,6 chilometri, con 215 metri di dislivello positivo, 1.116 metri di discesa e un tempo complessivo di circa 3 ore e mezza (di cui 2 ore e mezza in movimento). La difficoltà è escursionistica ma da non sottovalutare per l’entità del dislivello negativo: ginocchia e quadricipiti vengono messi alla prova.
Consiglio scarponi alti e ben scolpiti, bastoncini da trekking per alleggerire la discesa, pantaloni lunghi per proteggersi da erba alta e insetti. Prima di mettersi in cammino è fondamentale verificare l’apertura del Rifugio Garelli (di norma in estate, dal 1° giugno al 30 settembre) e lo stato dei sentieri sul sito o presso l’ente Parco. L’accesso a Pian delle Gorre avviene risalendo la Valle Pesio da Chiusa di Pesio verso la Certosa di Pesio, con possibili regolamentazioni del traffico nei periodi più affollati.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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