Ospita il birrificio più alto d’Europa, un rifugio davvero sensazionale a 2650 metri

Alessandro Cipolla  | 03 Mag 2026

Il Rifugio Pagarì da oltre un secolo è un punto di riferimento di tutti gli amanti della montagna delle Alpi Marittime. La sua grande caratteristica – e virtù, ci permettiamo di aggiungere – è quella di essersi innovata nel tempo, senza però snaturarsi rispetto alla sua missione iniziale. Siamo in provincia di Cuneo nella parte sud-occidentale del Piemonte, con il nome di questa parte delle Alpi che deriva dalla vicinanza dal mare della Liguria, ma anche il confine francese è a un passo. Probabilmente non è la parte più nota dell’arco alpino italiano, però qui ci sono vette importanti come il Monte Argentera e il Monte Stella, entrambi oltre i 3200 metri di altitudine.
Una montagna autentica, lontana dal turismo di massa e capace di regalare paesaggi spettacolari. In questo scenario ecco che a quota 2650 metri sorge dal 2012 il Rifugio Pagarì, o meglio il Marchesini-Federici al Pagarì. Si trova nel territorio del comune di Entracque, in alta Valle Gesso, con la struttura che negli anni più volte è stata ricostruita o ammodernata. Oggi il rifugio è gestito da Andrea Pittavino, detto “Aladar”, una figura quasi leggendaria in questi monti e autore anche di alcuni libri. La particolarità di questo posto però è che dal 2007 ospita un microbirrificio che produce la birra Pagarina, in una quantità che serve a soddisfare il fabbisogno stagionale. Questa peculiarità rende così il rifugio il birrificio più alto d’Europa. Dal Rifugio Pagarì soprattutto partono – e passano – diversi sentieri escursionistici, come quello che vi proponiamo oggi, un tracciato breve, ma impegnativo, dove è importante avere le calzature adatte ai piedi e un passo sicuro.

Trekking dal Rifugio Pagarì

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 2:53 ore
  • Distanza: 4,79 km
  • Dislivello: 470 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Rifugio Pagarì

Mappa

Il percorso

la zona vicino al Rifugio Pagarì

Il punto di partenza – e di arrivo – di quest’escursione è proprio il Rifugio Pagarì. Qui si arriva da diversi sentieri, il più gettonato dei quali parte da San Giacomo di Entracque. Il sentiero è incastonato su un piccolo promontorio roccioso da dove si ammira l’imponente parete della Maledia. Oltre a gustare la birra home made, qui si può anche mangiare e pernottare. Una volta riposati e rifocillati dopo la salita fatta per arrivare fin qui, ecco che si riparte per questo percorso.

L’ascesa però ancora non è terminata, visto che dal rifugio una volta imboccato il sentiero la strada riprende subito a salire. Lo strappo non è lunghissimo – circa 700 metri – però le pendenze sono impegnative e in alcuni tratti superiori al 30%. Occorre fare attenzione però perché alcuni punti potrebbero essere insidiosi. Si arriva così al Colle Pagarì, proprio a un passo dal confine francese.

Nella zona del colle si scende per circa mezzo chilometro, per poi riprendere a salire anche se in questo caso le pendenze sono meno impegnative rispetto allo strappo precedente. Le pendenze però sono sempre superiori al 20% e nell’ultimo tratto della salita occorre fare attenzione al terreno che potrebbe essere potenzialmente pericoloso. Tutte le fatiche però vengono ripagate quando si arriva al cospetto delle Cime de Gélas e de la Malédie.

Difficile restare indifferenti di fronte a questo spettacolo della natura. Una volta riposati e fatte le foto di rito, ecco che a questo punto occorre riprendere il sentiero questa volta a ritroso per tornare al Rifugio Pagarì. Il tratto finale del ritorno è impegnativo sia nella salita sia nella discesa, con il consiglio che è quello di prestare la massima attenzione nel concludere la vostra escursione.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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