Nelle langhe piemontesi percorrendo i magnifici Sentieri del Barolo e i suoi vigneti da sogno

Annalisa Porporato e Franco Voglino  | 16 Nov 2023

Passeggiata di ampio respiro che porta dal centro vinicolo d’eccellenza di Barolo, caratterizzato da viuzze storiche e dal Castello, al piccolo centro di Castiglione Falletto dominato dalla torre dell’antico castello, passando attraverso magnifici vigneti e scorci collinari di grande impatto.

Scheda Tecnica

  • Tempo di percorrenza 2 ore sola andata (soste escluse)
  • Distanza 6 Km sola andata
  • Dislivello 250 md+ 200 md- sola andata
  • Difficoltà Sentiero Escursionistico
  • Punti acqua Barolo; Castiglione Falletto
  • Segnavia percorso vie cittadine; Sentieri Langa Barolo-Castiglione/Annunziata; 303-Castiglione; segni bianco-rosso
  • Periodo adatto da settembre a giugno
  • Dove parcheggiare Barolo, piazza Colbert

Itinerario

Dai parcheggi di piazza Colbert (300 metri di altitudine) si raccorda sulla via Acqua Gelata che in leggera salita diventa via Collegio Barolo e porta verso il centro di Barolo, nei pressi dell’imponente Castello Falletti che ospita il Wi-Mu, Museo del Vino. Una brevissima deviazione lungo via Silvio Pellico porta attraverso un arco alla piazzetta su cui si affacciano il castello stesso e due chiese. Si torna indietro ripassando sotto l’arco e tornando nella piccola piazzetta alle spalle del castello dove si trova, all’angolo con via Roma, il Museo del Cavatappi.

Si percorre ora tutta via Roma, fino a raggiungere piazza Caduti per la Libertà. Al termine della piazza si prende a sinistra vicolo del Pozzo che in leggera discesa porta fuori dal centro abitato.
All’incrocio con un’altra via si prende a sinistra per via Ghisolfi, in forte discesa.
Si mantiene la direzione in discesa lungo la via che prende ora il nome di via della Valle e che, passando accanto a noccioleti e zone boschive, porta alla piccola area picnic del Rio della Fava, con un tavolino e alcuni giochi per bimbi (fontana).

Si prosegue per la sterrata a sinistra che costeggia il rio e passa al di sotto della borgata arroccata sul dosso, fino ad un incrocio di quattro strade.
Quella subito a sinistra, acciottolata e in salita, va tenuta a mente per il ritorno poiché porta direttamente al castello. Per il ritorno si può anche prendere in considerazione la sterrata che prosegue dritta, con questa si giunge ad un parcheggio sterrato che porta poi direttamente a piazza Colbert.
Per ora si deve prendere a destra la strada asfaltata, che passa sopra un ponte e porta tra le abitazioni (fontana poco dopo).

Si prosegue sempre dritti per via Aie Sottane passando davanti Cascina Adelaide, un’azienda vitivinicola dall’interessante struttura high tech quasi completamente interrata sotto un bel prato verde. Subito dopo si passa alla sinistra di una casetta isolata imboccando la strada più piccola che prosegue ancora dritta.
La strada diventa sterrata, passa accanto ad un brutto magazzino e ad un maneggio per arrivare ad un’ampia spianata erbosa che ospita un campo da calcio ed un’area picnic tra gli alberi, con tavoli e panche di pietra (fontanile). Si prende ora a destra oltre il ponte per poi piegare a sinistra passando lungo una bella vigna (cartelli), anche se la tentazione di proseguire dritti su per la salita tra le vigne è fortissima.

Si segue sempre la sterrata che prosegue con qualche zig-zag passando poco lontano dal cimitero.
Qui si piega a destra in salita abbastanza netta seguendo gli sporadici segni bianchi/rossi ed i cartelli arrivando in cima al dosso, con bella vista panoramica.
Ora il tracciato potrebbe essere dubbio poiché recenti lavori hanno stravolto l’originaria segnaletica, ad ogni modo è sufficiente puntare verso la stradina sterrata che si vede più in basso, in mezzo ai vigneti, seguendola quindi in piano verso sinistra fino ad arrivare alla strada asfaltata.
Si percorre verso destra un brevissimo tratto di asfalto, abbandonandolo già alla curva per andare a sinistra lungo l’ampia pista erbosa che passa a ridosso dei noccioleti e di una vigna un poco più alta (cartelli). Ci si mantiene sempre sulla pista più ampia che va a finire contro una più ampia sterrata che compie una curva netta. La si segue verso destra in salita continua e costante lungo i vigneti (segni bianco/rossi) fino a risalire del tutto questa seconda collina da cui si discende in modo più dolce, sempre affiancando vigneti e con la torre della meta già a vista.

Un’ultima, piccola, salita porta sulla strada asfaltata della SP9, proprio a fianco dell’area camper che ospita un piccolo parco giochi (fontana). Da qui si imbocca poi una delle due vie in salita che portano verso il cuore di Castiglione Falletto, al Castello e alla bella Parrocchiale di San Lorenzo (350 metri di altitudine), in origine cappella del castello, data poi in uso alla popolazione per sostituire una più antica cappella, andata distrutta. Originariamente in stile romanico, venne ristrutturata nel 1893 assumendo un aspetto neogotico.

Fontana della Fava

È stata per anni molto importante per Barolo poiché era la principale fonte di approvvigionamento di acqua per il castello ed il paese, almeno fino agli inizi del XX secolo, con il servizio di un asino. C’è una lettera del 1915 di un certo Giovanni Cabutto diretta al Rettore del Collegio Barolo in cui si parla di diversi viaggi da fare per il bosco della Fava, ogni giorno, per portare l’acqua alle case, e lamentando la pericolosità della ripida strada ripida a causa del ghiaccio invernale.

Il vino Barolo

La coltivazione della vite in zona ha una tradizione antica, riscontrabile negli Statuti comunali. Nel 1674, ad esempio, un bando campestre determinava severe pene a chi danneggiasse le coltivazioni o rubasse l’uva (senza far distinzione tra animali e uomini), mentre l’inizio della vendemmia era determinata con un decreto con tanto di severe pene ai trasgressori.
Il re del territorio è, naturalmente, il vino Barolo, strettamente intrinseco al territorio. Ottenuto dal vitigno Nebbiolo in purezza, il Barolo Docg è il grande vino italiano per eccellenza. Nel cuore della Langa sono undici i comuni che partecipano alla sua creazione: Barolo, La Morra, Monforte, Serralunga d’Alba, Castiglione Falletto, Novello, Grinzane Cavour, con i loro territori completi, Verduno, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi marginalmente. Il vino presenta una struttura che esprime un bouquet complesso, che si sviluppa nel tempo senza perdere le capacità organolettiche. Presenta colore granato pieno e intenso, profumo al contempo fruttato e speziato. Sia in naso che in bocca ricorda i piccoli frutti rossi, le ciliegie sotto spirito e la confettura, ma anche suggestioni di rosa e viola appassita, cannella e pepe, noce moscata, vaniglia e talvolta liquirizia, cacao, tabacco e cuoio.

Deve invecchiare almeno tre anni, di cui uno e mezzo in legno di rovere, e solo dopo cinque può fregiarsi della dicitura “Riserva”. Già piacevole dopo 4-6 anni, arriva al culmine dopo 10 anni di invecchiamento e resta ottimo anche dopo 20 o più anni.

Informazioni utili

Escursione facile e priva di difficoltà, da evitare nelle giornate piovose per via del tenace fango delle vigne.
Comodo parcheggio in piazza Colbert, a Barolo
Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, www.visitlmr.it
Comune di Castiglione Falletto: www.comune.castiglionefalletto.cn.it
Comune di Barolo: www.comune.barolo.cn.it
Wi.Mu. (Wine Museum, Museo del Vino), www.wimubarolo.it
Museo del Cavatappi, www.museodeicavatappi.it 

Annalisa Porporato e Franco Voglino
Annalisa Porporato e Franco Voglino

Travel writers della provincia di Torino, appassionati trekker, fotografi e collaboratori di riviste di escursionismo, viaggi e magazine con tematiche family friendly. Hanno mappato e sviluppato percorsi a piedi per numerosi enti del turismo italiano ed europeo. Da sempre viaggiano in modo autonomo vivendo i ritmi lenti del cammino, così da avere il tempo di crearsi un sogno. Passione che si è concretizzata nella stesura di numerose guide escursionistiche con vari editori. Ultimamente si stanno occupando di percorsi Benessere e Forest bathing nelle regioni e parchi d’Italia.



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