Nel cuore della Val Formazza, sorge un rifugio storico a oltre 2000 metri tra vette e laghi alpini

Fabio Belmonte  | 14 Giu 2026
Val Formazza

Se amate i percorsi che fanno sentire davvero dentro la montagna, questo itinerario in Val Formazza merita attenzione. Siamo nel Piemonte settentrionale, in uno degli angoli più spettacolari delle Alpi Lepontine, dove il Sentiero del Piano delle Creste unisce acqua, roccia e grandi panorami in un’escursione che non va sottovalutata. È un tracciato lungo, severo e molto appagante, pensato per chi cerca un’autentica esperienza d’alta quota.

Trekking ad anello – Rifugio Maria Luisa e Piano delle Creste in Val Formazza

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Rifugio Maria Luisa, Bacino della Toggia, Val Formazza (Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte)
  • Punto di arrivo: Rifugio Maria Luisa, Bacino della Toggia, Val Formazza (Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte)
  • Lunghezza: circa 17,6 km
  • Durata: circa 7 ore e 24 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 1.050 m+

Mappa

Val Formazza, l’alta montagna del Piemonte settentrionale

Val Formazza

All’estremo nord della regione, la Val Formazza mostra un volto alpino netto e potente, fatto di valloni, laghi, dighe e pendii rocciosi che danno subito il senso della quota. In questo contesto si sviluppa il Sentiero del Piano delle Creste, un percorso di circa 17,6 chilometri con oltre 1.000 metri di dislivello, numeri che chiariscono bene il suo carattere impegnativo. Non è una semplice camminata panoramica, ma un’uscita che richiede abitudine ai terreni tecnici, passo sicuro e buon allenamento.

In cambio regala un ambiente di grande respiro, dove il paesaggio cambia continuamente e racconta l’identità più autentica dell’alta montagna piemontese, tra silenzi, spazi aperti e una forte sensazione di isolamento.

Dal Rifugio Maria Luisa al bacino della Toggia

Rifugio Maria Luisa

La partenza avviene dal Rifugio Maria Luisa, punto di riferimento storico per gli escursionisti, affacciato sul grande bacino della Toggia. Fin dai primi passi, l’acqua diventa protagonista e accompagna lo sguardo insieme alle cime che delimitano questo tratto alto della valle. Il rifugio introduce perfettamente al tono dell’escursione: qui la montagna appare subito ampia, nitida e concreta, senza filtri.

In questa zona si percepisce anche il legame con la cultura walser, presenza storica che ha segnato profondamente la valle e che aggiunge spessore al paesaggio, rendendolo non solo naturale ma anche culturale. Il contesto alpino e leponitino emerge con chiarezza proprio da questo equilibrio tra presenza umana, quote elevate e scenari dominati da acqua e roccia.

Lago Kastel e Lago Nero, il cuore paesaggistico del sentiero

Lago Nero

Proseguendo lungo il tracciato si entra nella parte più scenografica del percorso, dove i protagonisti diventano il Lago Kastel e il Lago Nero. Il primo colpisce per la presenza della vecchia diga e per la conca rocciosa che lo incornicia, offrendo uno dei quadri più riconoscibili di tutta l’escursione. Più avanti, a circa 2.428 metri, il Lago Nero mostra invece un ambiente più severo, con pietraie, detriti e vegetazione rada.

La luce cambia il colore dell’acqua e rende questo passaggio particolarmente suggestivo, ma anche indicativo della quota e della severità del contesto. Qui il sentiero conferma il suo lato più tecnico: alcuni tratti richiedono attenzione costante e non permettono di abbassare la guardia. È il cuore paesaggistico dell’itinerario, ma anche il punto in cui la montagna chiede rispetto.

Passo Tamier, il punto culminante tra Italia e Svizzera

Sentiero del Piano delle Creste

Il momento più alto dell’escursione coincide con il raggiungimento del Passo Tamier, valico che segna il confine con la Svizzera e collega idealmente la Val Formazza alle vallate oltrefrontiera. Arrivare qui significa completare la parte più intensa del Sentiero del Piano delle Creste, tra rocce, pietraie e passaggi che confermano il profilo escursionistico avanzato del tracciato. Dal passo, però, il panorama ripaga in pieno la fatica: lo sguardo corre sulle creste delle Alpi Lepontine e sulle due vallate, restituendo la misura reale di questo ambiente di confine.

C’è anche un valore storico che rende il luogo ancora più interessante, perché questi valichi hanno favorito per secoli contatti e passaggi tra comunità alpine. In sintesi, questo itinerario è una delle esperienze più intense dell’alta Val Formazza: lungo, impegnativo e tecnico, ma capace di offrire un eccezionale patrimonio di laghi alpini, panorami e memoria di montagna.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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