L’ascesa verso lo storico Rifugio Remondino lungo il Sentiero Reale: una straordinaria avventura

Fabio Belmonte  | 12 Lug 2026

Ogni volta che torno sul Sentiero Reale verso il Rifugio Remondino ho la sensazione di entrare in una piccola cattedrale alpina, fatta di larici, rocce e silenzi. 050 metri di dislivello in meno di dieci chilometri richiedono gamba, testa e una certa familiarità con i terreni tecnici.

In cambio regala una delle salite più complete del settore meridionale delle Alpi, dalle mulattiere storiche dei Savoia fino alle pietraie che guardano dritte al massiccio dell’Argentera. Lungo il percorso si percepisce chiaramente l’impronta della vecchia riserva di caccia reale, ma anche il carattere severo della montagna moderna, fatta di canaloni, pareti granitiche e panorami che si aprono all’improvviso. È un’escursione che consiglio solo a escursionisti allenati, pronti a prendersi il tempo giusto per osservare, respirare e ascoltare il ritmo lento dell’alta quota.

Trekking al Rifugio Remondino lungo il Sentiero Reale

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio della Casa del Re (Parco Naturale delle Alpi Marittime, Piemonte)
  • Punto di arrivo: Parcheggio della Casa del Re (Parco Naturale delle Alpi Marittime, Piemonte)
  • Lunghezza: circa 9,65 km
  • Durata: circa 5 ore e 52 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 1.050 m+

Mappa

Dal parcheggio della Casa del Re alle prime rampe nel bosco

La partenza dal parcheggio della Casa del Re, intorno ai 1.740 metri di quota, ha sempre qualcosa di solenne. Alle spalle restano la strada e le ultime case, davanti si apre il vallone, largo e luminoso. I primi minuti scorrono tranquilli su una strada sterrata che permette di scaldare le gambe e trovare il proprio passo, mentre la sagoma delle montagne comincia a imporsi sullo sfondo.

Raggiunta la Pianura della Casa del Re, il tracciato abbandona la pista forestale e si infila sul sentiero vero e proprio: qui il Sentiero Reale inizia a mostrare il suo carattere. Il bosco di larici si fa via via più fitto, tra ciuffi di ginepro e tratti in cui il fondo diventa subito più ripido. Ogni volta che affronto questa sezione sento il dislivello concentrarsi nelle gambe, con una progressione costante e pochi tratti pianeggianti, ma anche con scorci sempre più ampi sulle vallate alle spalle.

Un antico sentiero di caccia tra storia e passaggi tecnici

Il nome Sentiero Reale racconta bene le sue origini. Mentre salgo lungo la vecchia mulattiera, immagino spesso i Savoia e il seguito di cavalli e battitori che percorrevano queste pendenze per raggiungere le riserve di caccia. Alcuni tratti conservano ancora oggi la struttura originaria, con pietre posate a formare gradoni regolari, pensati per rendere meno faticosa la salita a uomini e animali.

Superata la fascia del bosco, l’itinerario cambia tono. Il sentiero entra in ambienti più severi, con pietraie e canaloni che richiedono passo sicuro. In diversi punti il terreno è instabile, fatto di sassi mobili e rocce levigate dall’acqua e dal gelo; sono tratti che, personalmente, affronto solo con meteo asciutto e calzature ben tassellate. Non è un percorso per chi muove i primi passi in montagna, ma per chi cerca un contatto diretto con l’alta quota, accettando qualche passaggio esposto e tecnicamente impegnativo.

Arrivo al Rifugio Remondino e affaccio sul massiccio dell’Argentera

 

Dopo circa 3,7 chilometri di salita, quando le gambe cominciano a farsi sentire, il Rifugio Remondino appare quasi all’improvviso, adagiato su una terrazza naturale. Ogni volta che ci arrivo ho la stessa sensazione: il sentiero si allarga, il respiro si fa più lento e lo sguardo viene catturato dalle pareti granitiche dell’Argentera che si alzano poco oltre il rifugio, imponenti e vicinissime.

Il Remondino è un punto d’appoggio fondamentale per chi prosegue verso la Cima Sud dell’Argentera o verso altri itinerari alpinistici, ma è anche una meta appagante per chi decide di fermarsi qui. Nelle giornate limpide, la luce taglia le creste e definisce ogni sperone roccioso; è il momento perfetto per una pausa, una fotografia e qualche minuto di silenzio. Poco oltre, la vista verso il Passo Brocan regala un ulteriore affaccio sulle cime di confine tra Italia e Francia, uno di quei panorami che restano in testa a lungo, anche sulla via del rientro.

Difficoltà, tempi e consigli personali per affrontare il Sentiero Reale

Il Sentiero Reale verso il Rifugio Remondino è classificato come difficile, e sul campo questa valutazione si sente tutta. I quasi 1.050 metri di dislivello in meno di dieci chilometri, uniti ai tratti tecnici su roccia e pietraia, richiedono buon allenamento e abitudine ai terreni alpini. Di solito considero almeno 5 ore e mezza complessive, soste escluse, per salire con passo regolare e scendere senza fretta.

Per affrontare l’itinerario in sicurezza parto sempre presto al mattino, con una previsione meteo stabile e un equipaggiamento adeguatoscarponi con buona aderenzabastoncini, abbigliamento a strati e acqua in abbondanza. Evito il percorso in caso di pioggia recente, neve residua o rischio temporali, perché alcune sezioni possono diventare scivolose e delicate. È un’uscita che consiglio a chi ha già esperienza di montagna e vuole conoscere uno dei percorsi simbolo delle Alpi Marittime, dove storia, natura e ambiente d’alta quota si intrecciano in un’unica, intensa giornata di trekking.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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