Ci sono escursioni che restano impresse più di altre, e questo anello attorno al Monviso rientra senza dubbio tra quelle da ricordare. Si parte dalla zona di Oncino, in provincia di Cuneo, per affrontare un percorso completo, severo e molto panoramico, considerato da molti uno degli anelli più amati del Piemonte alpino. I numeri aiutano a capirlo subito: circa 16,8 km e un dislivello positivo oltre 1100 metri, con sviluppo in alta quota e passaggi che richiedono esperienza.

L’itinerario prende avvio sopra Oncino, in un contesto che all’inizio alterna pascoli, sentieri evidenti e pendii ancora abbastanza morbidi. Fin dai primi passi il vero protagonista visivo è il Monviso, che accompagna gran parte della giornata con la sua presenza netta e dominante. Il cammino sale con continuità e porta rapidamente fuori dalla fascia più verde, verso un ambiente di pietraie, ruscelli e valloni aperti.
È un trekking lungo e fisicamente impegnativo, non adatto a chi improvvisa: oltre alla distanza, pesano quota, fondo irregolare e tratti in cui serve passo sicuro. Per questo è consigliato a escursionisti con buon allenamento, abituati a muoversi su sentieri alpini e a gestire tempi lunghi di cammino.

Una delle prime soste significative è il rifugio Alpetto, tappa intermedia importante non solo dal punto di vista escursionistico ma anche storico. Questo presidio alpino è infatti legato alla figura di Quintino Sella, tra i nomi centrali dell’alpinismo italiano e fondatore del CAI. Fermarsi qui significa entrare in uno dei luoghi simbolici delle prime frequentazioni organizzate del massiccio.
Dal rifugio in avanti il percorso cambia tono: il sentiero diventa più severo, guadagna quota tra rocce e gradoni naturali e in alcuni punti presenta passaggi più tecnici. Con meteo variabile, nebbia o piogge recenti, il terreno può diventare insidioso e scivoloso, quindi conviene controllare bene le previsioni e affrontare la salita con scarponi affidabili e massima prudenza.

Il cuore dell’escursione è l’arrivo al rifugio Quintino Sella, posto a oltre 2600 metri di quota in uno degli scenari più riconoscibili dell’arco alpino occidentale. Qui il paesaggio si fa più austero: ghiaioni, rocce scure, acqua fredda e pareti che sembrano chiudere l’orizzonte. Il Monviso domina la scena in modo impressionante e rende questa tappa una delle più apprezzate dagli appassionati di montagna in Piemonte.
Il rifugio è un punto di riferimento per il Giro del Monviso e per chi si muove verso itinerari alpinistici più impegnativi, ma anche per l’escursionista rappresenta un traguardo di grande soddisfazione. Va però ricordato che arrivare fin qui richiede energie, concentrazione e capacità di affrontare una difficoltà elevata, soprattutto nella seconda parte della salita.

La parte di rientro attraversa alcuni dei tratti più belli e vari dell’anello. Il lago di Costagrande, piccolo specchio d’acqua alpino, introduce una nota più morbida in un ambiente dominato dalla pietra e dalla quota. Poco oltre si incontra il Pilone del Redentore, nel vallone delle Rocce di Cesare, in un contesto raccolto e silenzioso che aggiunge carattere all’itinerario. La discesa, però, non va sottovalutata: il fondo resta irregolare, alcuni passaggi sono sconnessi e con umidità il terreno può risultare ancora più scivoloso.
Proprio l’equilibrio tra paesaggio, storia e impegno fisico spiega perché questo trekking venga considerato uno degli anelli più amati del Piemonte. Prima di partire conviene valutare tempi, condizioni del sentiero e stabilità del meteo, perché su questo percorso la bellezza cammina sempre insieme alla prudenza.
Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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