Camminare nel ventre di un antico ghiacciaio: il canyon piemontese scolpito quando il paesaggio era diverso

Tra pareti alte fino a 30 metri, passaggi scavati nella roccia e strette gole raggiungibili attraverso scale e sentieri, un'antica testimonianza dell'era glaciale svela un paesaggio modellato dall'acqua migliaia di anni fa.
Fabio Belmonte  | 17 Ott 2026

Ci sono luoghi in cui un’escursione non è solo un sentiero da percorrere, ma una lezione di geologia a cielo aperto. Gli Orridi di Uriezzo, nel cuore della Valle Antigorio in Piemonte, appartengono a questa categoria speciale: un sistema di canyon glaciali profondi fino a 30 metri, oggi in gran parte asciutti e accessibili a piedi. Qui cammini letteralmente nel letto di antichi torrenti subglaciali, tra pareti levigate, cavità circolari e corridoi in ombra dove la luce filtra dall’alto in lame sottili.

Per chi ama il trekking, l’area tra Baceno, Premia e Verampio è un piccolo paradiso: sentieri ben segnalati, dislivelli contenuti, ma ambienti dal carattere decisamente alpino. Alle gole fossili degli orridi si affiancano le Marmitte dei Giganti di Maiesso, ancora scolpite dal fiume Toce, permettendo in un’unica escursione di leggere passato e presente della montagna.

Trekking ad anello – Orridi di Uriezzo e Marmitte dei Giganti del Toce

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza:Parcheggio degli Orridi di Uriezzo (Valle Antigorio, Piemonte)
  • Punto di arrivo: Parcheggio degli Orridi di Uriezzo (Valle Antigorio, Piemonte)
  • Lunghezza: circa 3,08 km
  • Durata: circa 59 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello: circa 120 metri

Orridi di Uriezzo: dove il trekking incontra la geologia alpina

Gli Orridi di Uriezzo sono uno dei luoghi più sorprendenti per chi ama il trekking in Piemonte e vuole capire, passo dopo passo, come l’ultima glaciazione abbia modellato le Alpi. Siamo nella Valle Antigorio, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, tra i comuni di Baceno e Premia: un angolo dell’Ossola in cui il paesaggio alterna boschi, prati, forre rocciose e borghi di montagna.

A differenza di molti canyon alpini ancora percorsi da torrenti impetuosi, gli Orridi di Uriezzo sono in gran parte asciutti. Questo significa che oggi puoi entrarci e attraversarli a piedi, seguendo sentieri segnalati e scale metalliche, immergendoti nelle vecchie gallerie dell’acqua. Il risultato è un’escursione relativamente accessibile ma estremamente scenografica, perfetta per chi cerca un trekking adatto a famiglie abituate a camminare, fotografi e appassionati di geologia.

Canyon, pareti scolpite e Marmitte dei Giganti di Maiesso

 

Il cuore dell’esperienza è l’Orrido Sud, la gola più famosa del sistema di Uriezzo. Lungo circa 200 metri e profondo fino a 20-30 metri, è un vero corridoio di roccia: le pareti si stringono, la luce arriva solo da fessure in alto e il sentiero scende tra gradini naturali e tratti attrezzati. Camminando si notano superfici levigate, grandi cavità arrotondate e restringimenti che raccontano la potenza dell’antico torrente subglaciale.

Oltre all’Orrido Sud, vale la pena esplorare l’Orrido Nord-Est, più corto e meno profondo, ma con passaggi stretti che accentuano la sensazione di essere dentro un canyon fossile. Proseguendo verso il Toce si raggiungono le Marmitte dei Giganti di Maiesso: grandi pozze circolari scavate dall’acqua in movimento, con cascatelle, rapide e rocce levigate che nelle giornate terse si tingono di verde e azzurro, offrendo scorci spettacolari dai ponti panoramici.

Dall’ultima glaciazione alle gole fossili: leggere il paesaggio camminando

 

Mentre si percorrono gli Orridi di Uriezzo, è facile dimenticare che questi sentieri erano un tempo veri tunnel d’acqua sotto un grande ghiacciaio. Alla fine dell’ultima glaciazione, circa 12.000 anni fa, un vasto apparato glaciale occupava la Valle Formazza e la Valle Antigorio: l’acqua di fusione scorreva sopra, dentro e sotto il ghiaccio, concentrandosi in torrenti subglaciali ad altissima energia.

Queste correnti trascinavano sabbia, ciottoli e frammenti rocciosi che, ruotando come in un gigantesco trapano naturale, hanno scavato cavità circolari, caldaie sovrapposte e superfici lisce. Quando i ghiacci si sono ritirati e il fiume Toce ha cambiato percorso, molte di queste incisioni sono state abbandonate, trasformandosi negli orridi fossili che oggi attraversiamo in sicurezza. Camminare qui significa seguire, con lentezza da escursionista, le tracce di processi che hanno cambiato per sempre il profilo delle Alpi piemontesi.

Sentieri dagli accessi di Premia, Baceno e Verampio: consigli trekking

 

Per visitare gli Orridi di Uriezzo in chiave escursionistica, il punto di accesso più pratico è Premia. Superato il paese verso la Valle Formazza, si segue la deviazione per Crego e Uriezzo fino all’oratorio di Santa Lucia, dove termina l’asfalto. Da qui un sentiero segnalato con frecce gialle conduce prima all’Orrido Nord-Est e poi, proseguendo sullo sterrato, all’ingresso superiore dell’Orrido Sud: calcola circa 35 minuti per il giro degli orridi e circa un’ora complessiva se prosegui fino alle Marmitte di Maiesso.

Un itinerario più ampio parte da Baceno, nei pressi della chiesa monumentale di San Gaudenzio, e scende verso Verampio lungo una mulattiera storica, per poi collegarsi ai sentieri degli orridi. Le Aree protette dell’Ossola indicano un anello di circa 4,5 km, 100 metri di dislivello positivo e 1,5 ore di cammino, escluso il tempo di visita dentro le gole. Servono scarpe da trekking con buona aderenza, attenzione alle scale metalliche e alle rocce bagnate, oltre a una torcia per i tratti più in ombra, soprattutto fuori stagione.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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