
Il Belvedere della Gola del Furlo è capace di regalare un panorama unico e indescrivibile. Guardando una foto non sembrerebbe di trovarci nelle Marche, invece questa regione tutta da scoprire è capace di regalare scenari ben diversi anche solo spostandoci di qualche chilometro. La Gola del Furlo si trova nell’entroterra marchigiano nella provincia di Pesaro e Urbino. Dalla costa occorre uscire a Fano e andare verso Fossombrone, con la Riserva Naturale che si trova poco distante e nelle vicinanze anche di un importante centro come Urbino. Dal punto di vista geologico e naturalistico si tratta di un ambiente eccezionale. La gola è stata scavata nei millenni dal fiume Candigliano che si è fatto strada tra le pareti rocciose del Monte Pietralata e del Monte Paganuccio. Il risultato è uno stretto canyon dalle rocce a strapiombo, uno scenario incredibilmente suggestivo.
Nella storia poi la Gola del Furlo ha vissuto diverse epoche. Per secoli è stato un covo di banditi, tanto che nessuno osava avvicinarsi da queste parti. Poi il canyon è stato “liberato”, diventando durante il Ventennio un luogo assai caro a Benito Mussolini. Dopo la Seconda Guerra Mondiale invece è stata una zona di cave, poi la realizzazione di due nuove gallerie ha restituito questo luogo ai visitatori e agli escursionisti. In questo scenario, il Belvedere della Gola del Furlo di certo è il punto più panoramico per godere al meglio di questo spettacolo della natura. Questo percorso ad anello – di difficoltà moderata, ma l’importante è avere le calzature adatte ai piedi – è ideale per salire fino alla terrazza del canyon e poi esplorare tutta la zona circostante.
Per arrivare al punto di partenza di quest’escursione ad anello verso il Belvedere della Gola del Furlo occorre seguire la vecchia Flaminia che collega Fossombrone ad Acqualagna. Arrivati all’altezza della gola si imbocca Via Sant’Anna del Furlo, una strada laterale che sale verso il versante della riserva. Qui si trova un’area di sosta dove lasciare l’auto e iniziare il percorso a piedi. Zaino in spalla, subito si percepisce di essere nel pieno di un ambiente unico, caratterizzato da una natura selvaggia e dall’affascinante presenza dell’aquila reale
Una volta iniziato il cammino, il sentiero si addentra subito nel bosco misto di lecci e conifere. Si tratta di due chilometri di salita costante e in alcuni tratti anche impegnativa, con pendenze che possono arrivare anche a sfiorare il 30%. Ad allietare l’ascesa però c’è il meraviglioso panorama: i primi metri regalano già scorci sulla vallata sottostante e sul corso del Candigliano, ma è salendo che il panorama si apre davvero con vedute sempre più ampie sulla gola e sul circostante Appennino marchigiano.
Quando la strada smette di salire, ecco che si arriva alla Terrazza Bassa. Già da qui la vista sulla Gola del Furlo e sui verdi rilievi marchigiani è magnifica. Dopo aver fatto un altro breve strappetto in salita si giunge al Rifugio del Furlo, un piccolo punto di sosta immerso nel bosco dotato di panchine e tavoli. Arrivati a questo punto ne ho approfittato per fare una pausa prima di proseguire.
Proseguendo il cammino a breve distanza c’è la Terrazza Alta, altro punto panoramico dal quale ammirare il canyon. Qui si trovano ancora i resti della cosiddetta Testa del Duce, un’opera scolpita nella roccia durante il ventennio fascista e in gran parte distrutta al termine della Seconda Guerra Mondiale. A questo punto il resto del cammino è tutto in discesa e il sentiero, una volta tornati a valle, costeggia la Gola del Furlo fino a riportare al punto di partenza.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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