Ci vogliono 5 giorni per affrontarlo, ma questo cammino degli Appennini è un’avventura da fare una volta nella vita

Alla scoperta del Grande Anello dei Monti Sibillini in 5 tappe: la guida all'itinerario ad anello tra vette leggendarie, la cresta del Vettore e la Piana di Castelluccio.
Alessio Gabrielli  | 28 Ott 2026
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Nel cuore più selvaggio e suggestivo dell’Appennino centrale si snoda uno dei cammini ad anello più spettacolari d’Italia. Si tratta del celebre Grande Anello dei Monti Sibillini, un maestoso tracciato che abbraccia per intero il territorio del parco nazionale tra Marche e Umbria. Questo percorso montano copre quasi centotrenta chilometri complessivi attraverso scenari incontaminati. Lungo la via si alternano praterie d’alta quota, creste aeree e vallate ricche di fascino e mistero. Percorrerlo con la variante più grintosa in cinque giorni richiede certamente un buon allenamento fisico. Tuttavia, la fatica della salita ripaga ogni sforzo con visuali straordinarie sui massicci appenninici. Per chi desidera vivere una grande traversata a piedi lontano dalle rotte consuete, questa avventura rappresenta un’esperienza memorabile.

Camminare a passo lento tra questi rilievi montuosi permette di ritrovare una connessione profonda con la natura più aspra e primordiale. Il profumo della terra umida e il silenzio solenne dei pascoli accompagnano costantemente i passi dei viandanti. Inoltre, il vento di cresta regala una frescura tonificante anche durante le giornate più soleggiate. La luce del tramonto tinge le pareti calcaree di sfumature rosate di rara bellezza. Di conseguenza, ogni fine tappa si trasforma in un momento di autentica meraviglia. Questo cammino regala infatti una straordinaria immersione nella storia e nelle leggende di una terra magica.

Trekking del Grande Anello dei Sibillini

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 5 giorni
  • Distanza: 129.67 km
  • Dislivello: 6403 metri
  • Tappe: 5
  • Difficoltà: molto difficile

Le tappe del Grande Anello dei Sibillini

 

Tappa 1: da Monte Montioli a Montemonaco

La prima tappa prende il via da Monte Montioli a quota 1.300 metri. Ci si incammina rapidamente verso Pintura di Bolognola. Da questo punto la traccia aggira il Monte Berro verso est e raggiunge il borgo di Garulla Superiore. Il sentiero prosegue poi tra suggestivi paesini e boschi ombrosi di latifoglie. La quota si mantiene costantemente tra i 750 e gli 850 metri. Successivamente la via scende verso l’abitato di Vetrice per poi risalire in direzione di Rubbiano. Infine, una salita costante conduce al comune di Montemonaco, dove la Fattoria dei Sibillini accoglie i camminatori per la prima sosta notturna.

Tappa 2: da Montemonaco al Rifugio Mezzi Litri (variante Monte Vettore)

La seconda giornata propone una variante alpinistica entusiasmante che abbandona temporaneamente il tracciato classico per salire sul tetto dei Sibillini. Da Montemonaco si raggiunge in breve Altino. Da qui parte una salita ripida e costante verso Cima della Prata a quota 1.850 metri. Si imbocca quindi una spettacolare cresta erbosa che tocca Monte Banditello, il Sasso d’Andrè e Monte Torrone. La dorsale diventa via via più rocciosa e tecnica. Con passo sicuro si raggiunge la vetta del Monte Vettore a 2.476 metri. La discesa verso Forca di Presta è altrettanto panoramica e supera il Bivacco Ziglioli, conducendo infine al Rifugio Mezzi Litri.

Tappa 3: da Forca di Presta a Campi Vecchio

Dal Rifugio Mezzi Litri si risale al valico di Forca di Presta. La camminata prosegue in falsopiano superando il rifugio degli alpini verso Colle le Cese. A causa dei danni del sisma, si continua per qualche chilometro fino al Rifugio Perugia per una meritata sosta pranzo. Nel pomeriggio la traccia punta decisa verso nord, offrendo scorci indimenticabili sulla fiorita Piana di Castelluccio. Si sale con pendenza regolare fino al punto più elevato del Grande Anello a 1.800 metri, accanto al Monte delle Rose. Una lunghissima discesa panoramica conduce infine al borgo di Campi Vecchio, con sosta all’agriturismo Antica Fonte.

Tappa 4: da Campi Vecchio a Cupi

La quarta frazione esplora un angolo remoto e poco battuto dei Sibillini. Dall’Antica Fonte si risale fino a quota 1.200 metri per poi scendere verso l’abitato storico di Visso a 650 metri. Dopo aver visitato il centro ferito dal sisma, il sentiero si inerpica verso il castello medievale che domina la vallata. Si prosegue quindi tra fitti boschi e ampi pascoli d’altopiano fino a raggiungere lo splendido Santuario di Macereto. Da questo maestoso monumento rinascimentale mancano pochi chilometri per arrivare al piccolo villaggio rurale di Cupi, dove si trova il rifugio per il pernottamento.

Tappa 5: da Cupi a Fiastra e rientro all’anello

L’ultima giornata inizia con una salita attraverso i grandi pascoli aperti verso il Monte Rotondo. Raggiunta quota 1.400 metri, la traccia comincia una discesa graduale verso il bacino turchese del Lago di Fiastra. Dopo aver attraversato il suggestivo ponte sull’acqua a 650 metri, attende i camminatori l’ultima impegnativa salita della traversata. Ci si porta dapprima nei pressi di Collicello per poi deviare lungo la strada provinciale che sale a Bolognola. La camminata si conclude festosamente al punto di partenza dopo aver percorso quasi 130 chilometri indimenticabili.

Come affrontare il Grande Anello dei Sibillini?

Affrontare un cammino di quasi centotrenta chilometri richiede un’attenta preparazione fisica e logistica. L’itinerario classico prevedeva in origine una rete continua di rifugi al termine di ogni singola tappa. Tuttavia, gli eventi sismici del 2016 hanno reso inagibili diverse strutture ricettive storiche lungo la dorsale appenninica. Per questo motivo molti escursionisti scelgono oggi una formula più avventurosa, viaggiando in completa autonomia con tenda e sacco a pelo al seguito. Questa modalità regala una sensazione impagabile di libertà selvaggia a contatto con i crinali montuosi. D’altra parte, il peso consistente dello zaino richiede un ottimo allenamento sulle gambe e un notevole spirito di adattamento.

Chi desidera invece viaggiare più leggero può appoggiarsi alla nuova rete di b&b, campeggi e agriturismi attivi nei borghi di fondovalle. In questo caso è fondamentale prenotare i pernottamenti con largo anticipo, specialmente nei mesi estivi di alta stagione. Inoltre, occorre pianificare con precisione i rifornimenti idrici, poiché le sorgenti scarseggiano nei tratti carsici d’alta quota tra il Monte Vettore e Forca di Presta. Scarponi da trekking ben rodati, bastoncini telescopici e un abbigliamento a strati antivento completano l’equipaggiamento essenziale. Di conseguenza, un’accurata pianificazione preventiva trasforma questa impegnativa traversata in un’esperienza sicura e indimenticabile.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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