
Tra le vette lussureggianti delle Prealpi varesine sorge uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di fascino di tutto il Nord Italia. È il Sacro Monte di Varese, inserito dall’UNESCO tra i beni Patrimonio dell’Umanità per la sua straordinaria armonia tra architettura, arte e paesaggio. Questo cammino devozionale si arrampica lungo le pendici del Monte Velate, all’interno del Parco Regionale Campo dei Fiori. Il percorso si snoda lungo una strada acciottolata di due chilometri, completamente riservata ai pedoni. Passeggiare lungo questa via storica regala un affaccio grandioso su tutta la pianura lombarda e sui magnifici bacini lacustri della zona.
Ascendere lungo la Via Sacra significa compiere un vero e proprio viaggio immersivo nella bellezza. L’aria profuma di bosco e la luce del sole filtra tra le fronde degli alberi secolari, accompagnando i passi dei camminatori. Il silenzio della montagna viene interrotto soltanto dal fruscio del vento e dal canto degli uccelli. Per chi desidera abbinare il piacere del trekking outdoor alla scoperta dell’arte barocca, questa escursione rappresenta una tappa assolutamente imperdibile.
L’itinerario prende il via dalla località Prima Cappella, situata a poca distanza dal centro di Varese. Ci si incammina lungo l’ampio e ben curato ciottolato della Via Sacra, superando il primo dei tre archi monumentali che scandiscono il percorso. Il sentiero sale con pendenza dolce e costante, affiancando quattordici cappelle barocche realizzate nel Seicento dall’architetto Giuseppe Bernascone. Mantenendosi sulla traccia principale, la camminata offre continui scorci panoramici sui sette laghi circostanti e sulla catena delle Alpi.
Superata la quattordicesima cappella e l’imponente Fontana del Mosè, l’itinerario raggiunge infine il caratteristico borgo di Santa Maria del Monte a oltre 800 metri di quota. Qui si visita il Santuario barocco con la sua quindicesima cappella, concludendo l’anello tra i suggestivi portici e i vicoli in pietra del villaggio prima di ridiscendere verso il punto di partenza.
Il Sacro Monte di Varese sorge ad oltre 800 metri di altezza nel cuore delle Prealpi varesine, in cima al Monte Velate. Il rilievo si trova nel cuore del Parco Regionale del Campo dei Fiori, in un’area ricca di sentieri avventurosi e affascinanti.
Ma cos’è un Sacro Monte? Si tratta di un cammino simbolico che i pellegrini compiono con l’obiettivo di espiare le proprie colpe. Potrebbe svilupparsi in salita o in discesa (dipende dal punto di vista scelto) e il percorso è scandito da una serie di luoghi di culto. Queste cappelle sono a loro volta associate a dei significati specifici, legati ad un significato ascetico.
Questo eccezionale esempio di “Sacro Monte” fu realizzato dell’architetto locale Giuseppe Bernascone che si occupò della progettazione delle magnifiche cappelle unificate dallo stile, ma di certo non nelle decorazioni. Il cammino lungo due chilometri vide la luce nel 1604, ma fu terminato solamente diciannove anni dopo; è percorribile solamente a piedi ed è un esempio dell’arte milanese del 600. Il risultato è un insieme armonico di luoghi di culto, talmente unico e perfettamente inserito nel contesto ambientale, da essere stato inserito nell’elenco dei beni del Patrimonio UNESCO.
Ovviamente le quattordici cappelle sono la principale attrazione lungo il percorso; la distanza tra di esse non è però dettata dal caso o da un criterio standard, bensì dal tempo impiegato dai pellegrini nel recitare le varie parti del Rosario. Ogni cappella è dotata di un portico sotto il quale potete conoscere meglio la scena rappresentata, grazie a targhe descrittive e ad un pulsante per l’accensione delle luci. Presso gli archi che scandiscono il sentiero dei visitatori (e una volta il cammino devozionale dei fedeli) sorgono delle fontane che avevano proprio la funzione di offrire ristoro ai pellegrini.
Ecco l’elenco delle cappelle che incontrate lungo il percorso:
Presso la terza cappella potete ammirare l’unico intervento moderno lungo la via sacra. Il dipinto La fuga in Egitto realizzato nel 1983 da Renato Guttuso si inserisce infatti in un universo di affreschi e sculture seicenteschi all’interno delle cappelle.
Subito dopo l’undicesima cappella se ne scorge un’altra fallata, proprio all’altezza della biforcazione. La ragione è che, una volta arrivati qui, si decise di modificare il percorso, costruendo la dodicesima cappella nell’altra direzione.
Arrivati al borgo di Santa Maria del Monte le sorprese non sono finite: qui potete visitare il Museo Baroffio e la Casa Museo Lodovico Pogliaghi.
Per non parlare poi della bellezza del panorama: il cammino offre ampie visuali verso la città di Varese, verso i laghi e la pianura circostante. Se siete fortunati e capitate in una giornata tersa, potete addirittura scorgere in lontananza lo skyline di Milano, gli Appennini e le Alpi, dal Monviso al Monte Rosa.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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