Un simbolo iconico di Bormio: da più di 100 anni nomina questo monte e regala panorami da urlo

Alessio Gabrielli  | 27 Mar 2026
Foto di Alfiere Nero

Bormio non è solo terme e piste da sci, è una conca abbracciata da giganti di roccia che custodiscono sentieri carichi di fascino. Tra questi, l’ascesa alla Croce della Reit occupa un posto d’onore. Non è la cima più alta del gruppo, ma è senza dubbio il balcone più spettacolare della Magnifica Terra. Situata a 2.132 metri, ai piedi delle maestose pareti calcaree che ricordano le Dolomiti, questa croce domina l’abitato offrendo una vista che spazia a 360 gradi sulla Valfurva, la Valdidentro e la Valdisotto. È l’escursione perfetta per chi cerca un mix di sforzo fisico, verticalità e panorami da cartolina.

Trekking alla Croce della Reit

Per affrontare l’anello della Croce della Reit, puoi affidarti a Wikiloc, una piattaforma nata per connettere gli appassionati di outdoor attraverso la condivisione di migliaia di itinerari. Grazie a una vasta community, Wikiloc mette a disposizione percorsi tracciati direttamente dagli utenti, offrendo una guida preziosa sia per i camminatori esperti che per i neofiti che non conoscono ancora i segreti del territorio.

L’app di Wikiloc, disponibile per iOS e Android, è uno strumento tecnologico fondamentale: permette infatti di scaricare la traccia GPS e di navigare il sentiero in tempo reale, evitando ogni incertezza ai bivi. Se invece preferisci l’esplorazione pura, puoi creare da zero il tuo itinerario, registrarlo e caricarlo sulla piattaforma, trasformando la tua esperienza in una vera guida digitale a beneficio di altri escursionisti.

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Distanza: 11,91 km
  • Dislivello: 968 m
  • Difficoltà: media
  • Punto di partenza: Bormio
  • Tipologia percorso: percorso ad anello

Mappa

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Percorso

L’itinerario prende il via dal cuore di Bormio, risalendo le vie Sebastiano, Rovinaccia e Sertorelli fino a raggiungere il parcheggio dell’Orto Botanico, dove un sentiero sulla sinistra si innesta sulla celebre Pedemontana della Reit. Dopo un breve tratto verso destra, inizia la vera ascesa: una sfida verticale caratterizzata da un suggestivo “countdown” di 57 tornanti numerati che, con pendenza costante e mai eccessiva, si snodano nel bosco di larici fino alla Croce della Reit (2.132 m).

Dalla vetta, dove tre panchine invitano al riposo, lo sguardo spazia sul Monte Vallaccia e sulla conca sottostante, mentre il versante sinistro della croce precipita verticalmente lungo le spettacolari morene calcaree. Per il rientro, il percorso si trasforma in un anello tecnico verso sud-ovest: un sentiero inizialmente friabile e diretto taglia il pendio fino alla fresca fontana di Pauletta, per poi tuffarsi in un bosco più morbido e agevole che conduce alla Mangiatoia dei Cervi, un’area attrezzata perfetta per una sosta al sole.

L’ultimo tratto attraversa la località Pramezzano con passaggi stretti e aerei sulla vallata, raggiungendo i suggestivi ruderi di Gesa Rota, un antico avamposto religioso da cui si scattano le foto più belle su Bormio. Da qui, una comoda sterrata scende attraverso la località Santelon fino a Piazza Kuerc, riportandoci tra i palazzi in pietra e la storica Torre Civica, degna conclusione di un trekking tra natura e storia.

Scarica da qui la traccia e inizia a navigarla in app.

Croce della Reit, un simbolo storico e religioso

Foto di Alfiere Nero
Foto di Alfiere Nero. Tutti i diritti riservati.

La Croce della Reit è un eccezionale punto panoramico, ma rappresenta anche un profondo simbolo storico e religioso per l’intera comunità dell’Alta Valtellina. L’escursione che conduce a questa vetta è oggi considerata una delle più famose e frequentate della zona, capace di unire il fascino della sfida atletica alla memoria collettiva di Bormio. La prima croce monumentale venne collocata all’inizio del XX secolo, per consacrare il nuovo secolo e proteggere la “Magnifica Terra” dall’alto dei suoi 2.132 metri. Tuttavia, la furia del vento non ha risparmiato questo simbolo. La croce originale si è spezzata nel 2008, venendo però prontamente sostituita con quella attuale, che ancora oggi svetta fiera sull’altura del Monte Reit.

La storia di queste pendici è inoltre spesso associata alla figura di Pietro Pedranzini, celebre guida alpina e patriota bormino, eroe delle guerre d’indipendenza e profondo conoscitore di ogni anfratto di questa montagna. Fu proprio grazie a uomini come lui che questi sentieri, nati come mulattiere militari per presidiare i confini durante la Grande Guerra, divennero accessibili e leggendari.

Ma il fascino della Reit affonda le radici anche nel mito locale dei “Maghet”, piccoli folletti dispotici che la tradizione vuole come abitanti di questo territorio. Tra i tornanti e i ruderi di Gesa Rota, un antico presidio religioso che domina la rupe, si respira ancora l’atmosfera di un tempo in cui la montagna era un confine sacro tra il mondo umano e quello selvaggio. Percorrere oggi i 57 tornanti significa dunque ricalcare le orme di soldati, guide leggendarie e antiche leggende, rendendo ogni passo una scoperta che va ben oltre il semplice trekking.

Foto di copertina di Alfiere Nero. Tutti i diritti riservati.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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