
Camminare tra le Piramidi di Zone significa infilarsi in un anfiteatro naturale dove il tempo lavora da millenni sotto i nostri piedi. Le grandi colonne di terra, alte fino a trenta metri e sormontate da massi in equilibrio solo apparente, spuntano dal bosco come torri silenziose, modellate dall’erosione glaciale e dalla pioggia. È un paesaggio raro in Italia, concentrato in una piccola riserva naturale affacciata sul versante orientale del Lago d’Iseo, facilmente raggiungibile ma tutt’altro che banale.
Per chi ama il trekking, l’anello di circa 3,6 chilometri è l’occasione per un’escursione breve ma intensa, con 180 metri di dislivello, sentieri sterrati, scorci sul Sebino e una sequenza di belvedere che permettono di leggere il territorio passo dopo passo. Un itinerario perfetto in giornata, da abbinare a una visita al borgo di Zone e alla chiesa di San Giorgio.
Le Piramidi di Zone si trovano in Lombardia, sulle montagne che dominano la sponda orientale del Lago d’Iseo, nel territorio del comune di Zone, in provincia di Brescia. La riserva naturale occupa un versante compreso tra circa 400 e 600 metri di quota, facilmente raggiungibile in auto risalendo da Marone lungo la provinciale che porta verso il paese.
Dal punto di vista escursionistico, è una meta ideale per chi cerca un anello panoramico non troppo lungo ma ricco di spunti: il percorso consente di osservare da vicino torri di terra alte fino a trenta metri, grandi massi erratici e scorci sul Sebino, senza doversi addentrare in terreni instabili. È un itinerario perfetto per camminatori con un minimo di abitudine ai sentieri, famiglie con ragazzi e appassionati di geologia che vogliono leggere nel paesaggio la lunga storia dei ghiacciai quaternari.
Il cuore della riserva delle Piramidi di Zone è un intreccio di guglie, pareti e canaloni scavati dall’acqua dentro antichi depositi morenici. Le colonne non hanno tutte le stesse dimensioni: alcune sono basse e robuste, altre sottili e slanciate, con pareti quasi verticali che mettono in evidenza i ciottoli e le stratificazioni di sabbia e argilla.
Le strutture più imponenti sfiorano i trenta metri di altezza e sostengono in sommità massi di dimensioni notevoli, che sembrano sospesi sopra il vuoto. Intorno, il bosco crea un contrasto continuo: in primavera ed estate prevalgono le tonalità verdi, in autunno le foglie gialle e brune fanno risaltare ancora di più i colori grigio-ocra delle piramidi. Dai belvedere attrezzati si aprono scorci sul Lago d’Iseo e sulle montagne circostanti, permettendo di collegare in un’unica lettura la grande conca glaciale del Sebino e i depositi morenici che hanno dato origine alle colonne.
Le Piramidi di Zone sono il risultato diretto delle glaciazioni del Quaternario, quando enormi masse di ghiaccio riempivano le vallate alpine e prealpine, tra cui l’area dell’attuale Lago d’Iseo. I ghiacciai trasportavano sabbia, argilla, ghiaia e grandi blocchi di roccia, che venivano abbandonati in depositi caotici chiamati morene nel momento in cui il ghiaccio si ritirava.
Per millenni l’acqua piovana ha scavato questi accumuli: dove il terreno era esposto, i sedimenti venivano dilavati e trascinati verso valle; dove un grande masso copriva il suolo, la pioggia arrivava attenuata. Così il blocco superiore ha agito come una sorta di tetto naturale, proteggendo la colonna di terra sottostante, mentre tutto intorno l’erosione abbassava progressivamente il versante. L’argilla presente nei depositi, compattandosi e formando una pellicola relativamente resistente lungo i fianchi delle torri, ha contribuito a rallentare il processo.
Le piramidi non sono però strutture “fisse”: continuano a cambiare forma con pioggia, neve e gelo. Quando il masso in sommità perde stabilità e cade, la colonna si consuma più rapidamente fino a scomparire, mentre nuovi blocchi possono innescare la nascita di altre strutture, in un paesaggio in lenta ma costante trasformazione.
L’itinerario escursionistico più completo è l’anello di circa 3,6 chilometri: 180 metri di dislivello positivo, un’ora e un quarto di cammino indicativo e difficoltà classificata come moderata. Il percorso parte dall’area di Cislano, nei pressi della chiesa di San Giorgio e dei parcheggi dedicati, dove si trova anche l’accesso principale alla riserva e il punto di controllo dei biglietti.
Si cammina su sentieri sterrati e tratti lastricati, con salite e discese che richiedono passo sicuro, soprattutto in caso di pioggia, neve o ghiaccio. Dopo meno di un chilometro si raggiunge il primo belvedere sulle Piramidi di Zone e sul Lago d’Iseo; lungo il resto dell’anello si alternano punti panoramici, aree di sosta e scorci sulle torri più alte, senza mai entrare nelle zone instabili ai piedi delle colonne.
Per la visita sono indispensabili scarpe da trekking con buona aderenza, acqua, abbigliamento adeguato alla stagione e la disponibilità a rispettare le regole della riserva: restare sui sentieri segnalati, non avvicinarsi ai margini dei versanti e informarsi in anticipo su eventuali chiusure, orari e modalità di accesso. Chi preferisce un giro più breve può seguire l’itinerario istituzionale di circa 2,5 chilometri, con 160 metri di dislivello, proposto dal portale turistico del Lago d’Iseo.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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