Sfiora i 2000 metri, ma il suo nome li riporta ugualmente: un rifugio alpino davvero affascinante

Alessio Gabrielli  | 09 Giu 2026
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Per un’immersione tra i colori e i profumi della flora alpina bergamasca, l’escursione ad anello che conduce al Rifugio Capanna 2000 attraverso il celebre Sentiero dei Fiori è un’esperienza che ti incanterà. Questo itinerario, situato nel cuore del Parco delle Orobie Bergamasche, ti regalerà non solo panorami mozzafiato sulle vette circostanti, come il Pizzo Arera, ma anche l’opportunità unica di ammirare da vicino una straordinaria varietà botanica, specialmente durante la tarda primavera e l’inizio dell’estate, quando la fioritura è al suo apice.

Partendo da Mezzeno, ti avventurerai lungo un percorso che si snoda tra pascoli verdeggianti e pendii rocciosi. Il Sentiero dei Fiori, vero protagonista di una parte significativa dell’ascesa, ti sorprenderà con le sue innumerevoli specie di fiori alpini, alcuni dei quali rari ed endemici. Raggiungerai poi il rifugio, un accogliente punto d’appoggio da cui godere di una vista spettacolare e di una meritata pausa. Il percorso di ritorno, chiudendo l’anello, ti offrirà nuove prospettive e completerà una giornata indimenticabile nella natura.

Trekking al Rifugio Capanna 2000

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Mezzeno
  • Punto di arrivo: Percorso ad anello
  • Lunghezza:  12,5 km
  • Dislivello in salita: 650 mt
  • Tempo di percorrenza: 5 ore circa (escluse soste)
  • Difficoltà: Per esperti
  • Periodo: Da maggio a settembre ( in assenza di neve)

Mappa

Il Percorso

Parti dal parcheggio della località Mezzeno, e imbocca il sentiero (CAI 221) che sale costantemente verso il Passo del Branchino, dove potrai ammirare l’omonimo e suggestivo laghetto alpino. Dal passo, prosegui in ulteriore salita, seguendo attentamente le indicazioni, fino a raggiungere la panoramica Bocchetta di Corna Piana (circa 2120 m), un eccellente punto di osservazione sulle cime circostanti delle Orobie Bergamasche.

Dalla Bocchetta di Corna Piana, ti immetterai sul magnifico Sentiero dei Fiori Alto, noto anche come Sentiero Naturalistico Antonio Curò, (segnavia CAI 222), nel tratto che attraversa l’Alpe Arera. Questo spettacolare percorso in quota è rinomato a livello nazionale per la sua straordinaria ricchezza di flora alpina, un vero giardino botanico naturale, specialmente durante i mesi estivi. Camminerai tra pendii erbosi e rocciosi, con viste mozzafiato, fino a raggiungere il Passo di Gabbia. Da questo valico, un ultimo breve sforzo in leggera discesa ti condurrà al Rifugio Capanna 2000, ideale per una meritata sosta.

Per il ritorno e completare così l’anello, intraprendi il Sentiero dei Fiori Basso (indicato con segnavia CAI 218 o sue varianti). Questo percorso alternativo scende più gradualmente rispetto alla via di salita, offrendo prospettive diverse sul Pizzo Arera e sulle valli circostanti. Attraverserai ampi pascoli e rientrerai progressivamente nel bosco, fino a ricondurti comodamente al punto di partenza al parcheggio di Mezzeno.

Un gioiello sulle Alpi, il Rifugio Capanna 2000

 

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Il Rifugio Capanna 2000 non è solo una sosta in quota, ma un vero e proprio balcone naturale sulle Prealpi Orobie. Si trova a 1.960 metri di altitudine, adagiato ai piedi del maestoso Pizzo Arera, in una posizione così felice che nelle giornate limpide lo sguardo vola oltre la Val Serina e la pianura, fino a indovinare il profilo degli Appennini.

La cosa bella di questo rifugio è che sa essere democratico: ci si arriva con una camminata alla portata di tutti. La via più classica parte dalla località Plassa, sopra Zambla Alta: si lascia l’auto e si sale lungo una comoda sterrata che in circa un’ora e mezza, tra pascoli e profumo di pini, porta dritto alla meta. È la classica escursione della domenica per le famiglie, ma anche il punto di partenza per avventure più selvagge. Da qui si snoda infatti il celebre Sentiero dei Fiori, un paradiso per gli amanti della botanica grazie a fioriture rare sopravvissute alle glaciazioni, e per chi vuole tentare la salita, un po’ più tecnica, verso la vetta del Pizzo Arera.

Quando arriva l’inverno e tutto si copre di bianco, la Capanna non va in letargo. Diventa la meta perfetta per una ciaspolata o un’uscita con gli sci da alpinismo, spesso con l’opportunità di trovare un rifugio riscaldato nei fine settimana. Ma che sia estate o inverno, la vera ricompensa la trovi una volta varcata la soglia: un’accoglienza genuina, l’atmosfera tipica dei rifugi di una volta e una cucina bergamasca che rimette al mondo. Tra un piatto di casoncelli fatti in casa, una fetta di polenta con i formaggi d’alpeggio e un buon bicchiere di vino, quassù ci si sente subito a casa.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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