Nello scenario dolomitico dei Campelli un percorso ad anello perfetto per principianti e famiglie

Fabio Belmonte  | 08 Ago 2026

Ai Piani di Bobbio ho trovato uno di quei giri che consiglio sempre a chi vuole iniziare a camminare in quota senza spaventarsi davanti ai dislivelli: un anello facile di circa 2,7 km, con soli 80 metri di salita dolce tra prati, piste erbose e rifugi affacciati sulle montagne della Valsassina.

A poco più di un’ora da Milano, sopra Barzio, il paesaggio cambia in fretta: lasci l’asfalto a valle e ti ritrovi su un altopiano ampio, dove lo sguardo corre verso le pareti chiare del gruppo dei Campelli. Qui la montagna è accessibile, ma resta autentica: sentieri sterrati, segnaletica chiara, rifugi vicini e la possibilità di modulare la giornata in base alle proprie gambe. È il classico itinerario che, dopo averlo provato, ti viene voglia di proporre a famiglie, amici alle prime armi o a chi cerca una mezza giornata in quota senza stress.

Trekking ad anello – Piani di Bobbio tra rifugi e gruppo dei Campelli

Scheda tecnica

  • Punto di partenza e arrivo: Piani di Bobbio (Valsassina, Lombardia)
  • Tempo di percorrenza: 47 minuti
  • Distanza: 2,7 km
  • Dislivello: circa 80 m+
  • Difficoltà: Facile

Mappa

Piani di Bobbio: un altopiano facile da amare sopra la Valsassina

Quando sono salito ai Piani di Bobbio la prima volta, mi ha colpito la sensazione di montagna “grande” con fatica “piccola”. In cabinovia da Barzio si passa in pochi minuti dalla valle trafficata a un altopiano che, in estate, cambia completamente pelle rispetto all’inverno sciistico: prati verdi, piste trasformate in larghi sentieri, rifugi vivi di famiglie ed escursionisti.

L’anello di circa 2,7 km con 80 metri di dislivello è uno dei percorsi più accessibili dell’area. Non è una passeggiata urbana, ma un giro di montagna morbido, perfetto per chi vuole prendere confidenza con i sentieri in quota senza affrontare salite interminabili. Il terreno è per lo più sterrato o erboso, con qualche tratto più ghiaioso da affrontare con un minimo di attenzione se bagnato.

Dal punto di vista paesaggistico, i Piani di Bobbio sono una terrazza naturale sulla Valsassina e sulle Prealpi lombarde. Il colpo d’occhio sul gruppo dei Campelli, che chiude il fondale con pareti chiare e profili frastagliati, regala un’atmosfera quasi dolomitica pur restando a due passi da Milano e Lecco.

L’anello di 2,7 km tra rifugi, pascoli e panorami sul gruppo dei Campelli

Il bello di questo anello è la proporzione tra numeri e sensazioni: circa 2,69 chilometri, una quarantina di minuti di cammino effettivo, appena 80 metri di dislivello positivo. Camminando l’ho percepito come un percorso “gentile”: si segue una rete di sentieri e strade sterrate d’alta quota che sfruttano la morfologia dell’altopiano, senza mai strappi lunghi.

Il tracciato si sviluppa tra pascoli aperti, tratti di pista erbosa e comode carrarecce. Ogni pochi minuti il paesaggio cambia quel tanto che basta per non annoiare: da un lato le praterie dei Piani di Bobbio, dall’altro le pareti del gruppo dei Campelli che si avvicinano e si allontanano a seconda dei punti. Per famiglie con bambini abituati a camminare, la lunghezza è perfetta per alternare passi e soste.

Personalmente ho apprezzato la possibilità di fermarmi spesso a guardare il panorama senza la pressione del cronometro: con un itinerario così breve ci si può concedere il lusso di rallentare, sedersi sull’erba, osservare i dettagli delle rocce calcaree o il via vai verso gli itinerari più impegnativi che partono poco sopra.

Rifugio Ratti Cassin e Capanna Lecco: soste panoramiche sotto i Campelli

 

La prima volta che ho percorso questo giro ho fatto tappa quasi subito al Rifugio Ratti Cassin, a pochi minuti dall’arrivo della cabinovia Barzio–Piani di Bobbio. La vicinanza agli impianti lo rende una sosta naturale per un caffè all’andata o una fetta di torta al ritorno, con vista su prati e piste che in estate si trasformano in sentieri escursionistici.

Proseguendo lungo l’anello si raggiunge Capanna Lecco, a circa 1.780 metri di quota. Qui il paesaggio si fa più scenografico: alle spalle del rifugio si alzano le pareti calcaree del gruppo dei Campelli, con canaloni e profili verticali che ricordano, in piccolo, certe quinte rocciose dolomitiche. Camminare su un sentiero così facile sotto montagne dall’aspetto così severo dà una bella sensazione di “alta quota” alla portata di molti.

Capanna Lecco è anche un crocevia di itinerari: da un lato partono percorsi più impegnativi, tra cui vie alpinistiche e ferrate; dall’altro l’anello semplice prosegue tranquillo. Io consiglio di seguire con attenzione la segnaletica e attenersi al giro scelto: la tentazione di “provare a vedere” dove porta un sentiero più ripido può tradursi in difficoltà fuori misura per chi è alle prime esperienze.

Come organizzare una giornata semplice e sicura ai Piani di Bobbio

Per organizzare la giornata ai Piani di Bobbio il punto di partenza più pratico è Barzio, da cui parte la cabinovia che sale all’altopiano; in alternativa si può salire dal versante bergamasco di Valtorta con gli impianti attivi in stagione. Prima di partire controllo sempre orari e aperture: in montagna orari e gestione possono cambiare in base al periodo e al meteo.

Anche per un anello facile metto nello zaino scarponcini con buona suola, acqua a sufficienza, cappello, crema solare e una giacca leggera antivento. In estate le mattine sono spesso miti ma i temporali pomeridiani non mancano, e un terreno ghiaioso bagnato richiede più attenzione. Con bambini o principianti preferisco partire presto, così da gestire con calma eventuali soste ai rifugi.

Dal punto di vista dei tempi, ha senso considerare non solo i 47 minuti di cammino indicativi, ma l’intera giornata: pausa caffè al Rifugio Ratti Cassin, sosta panoramica a Capanna Lecco, qualche deviazione minima verso punti di osservazione. I Piani di Bobbio funzionano bene proprio per questo: puoi vivere una vera giornata di montagna, con panorami e atmosfere d’alta quota, senza trasformare l’escursione in una prova di resistenza.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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