L’unico traghetto che non ha bisogno di carburante l’ha inventato Leonardo 500 anni fa: esiste ancora

Alla scoperta del Traghetto leonardesco tra Imbersago e Villa d'Adda: la guida all'itinerario ad anello lungo il fiume tra chiuse storiche, santuari e natura fluviale.
Alessio Gabrielli  | 30 Ott 2026

Lungo il placido corso del fiume Adda, al confine tra le province di Lecco e Bergamo, sopravvive un capolavoro di ingegneria idraulica senza tempo. Si tratta infatti del celebre Traghetto di Leonardo a Imbersago, un’imbarcazione a fune unica al mondo che continua a solcare le acque fluviali senza l’ausilio di alcun motore a combustione. Questa mirabile opera sfrutta unicamente la spinta idrodinamica della corrente fluviale e un ingegnoso sistema di cavi d’acciaio tesi tra le due sponde. Leonardo da Vinci studiò a lungo questo tratto del fiume durante i suoi soggiorni milanesi al servizio di Ludovico il Moro. I suoi disegni, custoditi nel prestigioso Codice Atlantico, testimoniano la genialità di un progetto ecologico ante litteram. Varcare questo approdo regala un incontro ravvicinato con la storia della scienza e della navigazione d’acqua dolce.

Camminare lungo le alzaie ombreggiate dell’Adda suscita un’immediata sensazione di serenità e distensione. Il mormorio regolare dell’acqua e il fruscio delle canne palustri scandiscono costantemente i passi degli escursionisti. Inoltre, la volta verdeggiante di pioppi e salici crea una piacevole frescura lungo tutto il percorso di fondovalle. Gli aironi cenerini e i cigni reali scivolano indisturbati sulla corrente, regalando scorci di grande poesia naturalistica. Di conseguenza, l’itinerario a piedi si rivela un’occasione ideale per staccare dalla routine quotidiana a breve distanza da Milano e Bergamo. Per chi desidera abbinare la passione per la storia rinascimentale a un trekking pianeggiante e panoramico, questo anello fluviale rappresenta una proposta imperdibile.

Trekking al Traghetto di Leonardo a Imbersago

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Distanza: 15.16 km
  • Dislivello: irrilevante
  • Difficoltà: facile

Percorso

L’itinerario comincia dal lungofiume di Brivio, muovendosi verso sud lungo la pianeggiante alzaia sterrata che costeggia la riva lecchese dell’Adda. Si cammina in totale tranquillità all’interno del Parco Adda Nord, seguendo il percorso ciclopedonale immerso tra ontani e fitti canneti. Dopo circa quattro chilometri di marcia rilassante, la traccia raggiunge l’antico imbarcadero di Imbersago, dove è possibile ammirare in funzione il maestoso traghetto a doppia chiatta.

Da qui si risale leggermente verso il centro abitato per raggiungere il panoramico Santuario della Madonna del Bosco, celebre per la sua monumentale scalinata immersa nei boschi. Il percorso prosegue quindi in falsopiano toccando la frazione collinare di Robbiate, prima di ridiscendere verso le spettacolari forre rocciose di Paderno d’Adda. Giunti nei pressi del monumentale Ponte San Michele in ferro e delle storiche conche vinciane del Naviglio di Paderno, si inverte la rotta risalendo la sponda fluviale. L’itinerario completa infine il suo circuito ad anello, rientrando a Brivio tra ampie vedute sui riflessi del fiume e sulle Prealpi Orobiche.

Il genio di Leonardo sull’Adda e l’archeologia fluviale

 

La presenza di Leonardo da Vinci lungo il medio corso dell’Adda ha segnato in modo indelebile la storia e la cultura di questo territorio. L’artista toscano soggiornò a più riprese a Vaprio d’Adda come ospite della nobile famiglia Melzi tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. In quel periodo Leonardo disegnò meticolosamente i moti vorticosi delle acque, i rilievi rocciosi delle forre e i progetti di canalizzazione navigabile. Secondo molti storici dell’arte, gli aspri speroni di puddinga visibili tra Paderno e Imbersago ispirarono persino lo sfondo paesaggistico del capolavoro della Vergine delle Rocce.

Il funzionamento del Traghetto di Leonardo e il Naviglio di Paderno

Il meccanismo del traghetto di Imbersago stupisce ancora oggi tecnici e visitatori per la sua disarmante semplicità operativa. Il manovratore agisce su un timone a pala che orienta lo scafo diagonalmente rispetto alla corrente, consentendo all’imbarcazione di scivolare verso l’altra riva grazie alla spinta cinetica dell’acqua. Poco più a valle, l’ingegno idraulico si manifesta nelle maestose chiuse del Naviglio di Paderno, progettate per superare il dislivello delle rapide del fiume. Conclusa la camminata, una sosta nelle trattorie storiche delle alzaie consente di gustare piatti tradizionali come la polenta taragna e i pesciolini di lago fritti, coronando una giornata di scoperta tra tecnica rinascimentale e natura.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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