
La Porta di Prada è il risultato di migliaia di anni di costante azione delle forze della natura. Un’erosione lenta che nel tempo ha modellato come un sapiente artigiano la roccia regalando una delle attrazioni più affascinanti della Lombardia. Per la precisione siamo sulla Grigna Settentrionale e affacciati sulla sponda lecchese del Lago di Como. Nota anche come Grignone, si tratta di una delle montagne più famose delle Prealpi lombarde. Una zona amata anche da Leonardo da Vinci che, si racconta, spesso veniva da queste parti per effettuare le sue osservazioni naturalistiche. L’ambiente qui è selvaggio, una montagna vera fatta di boschi di larici, praterie d’alta quota e grandi pareti di roccia calcarea. Un’area però tanto bella quanto delicata: da qui la decisione di proteggerla con la creazione di un Parco Regionale.
Ed è proprio in questo scenario che si trova la Porta di Prada. Come detto si tratta di un grande arco naturale scavato nella roccia dal tempo e dagli agenti atmosferici. Da sempre è l’autentica icona di questa montagna. Del resto quando ci sono passato vicino mi è sembrato che la roccia e il cielo si toccassero, quasi diventando un tutt’uno. Una manna anche per gli amanti della fotografia, specie ora che viviamo nell’epoca dei social. Da qui lo sguardo abbraccia da un lato il ramo di Lecco del Lago di Como e dall’altro le montagne della Valsassina, con il Monte Legnone a fare da sfondo. Un autentico spettacolo. Questo percorso ad anello così ti porta a scoprire la Porta di Prada, un itinerario alla portata di tutti anche se è importante avere le calzature adatte ai piedi.
Il punto di partenza di quest’escursione alla Porta di Prada – e non solo – è il parcheggio di Via della Ganda al Vo’ di Moncodeno, proprio sopra l’Alpe Cainallo nel comune di Esino Lario. Siamo in provincia di Lecco e qui ci si arriva tramite una stradina che parte da Caianello. Il parcheggio – a pagamento, generalmente la tariffa è di 4 euro per l’intera giornata – è il punto di partenza di molte escursioni per la vetta della Grigna e i rifugi della zona.
Dal parcheggio il sentiero inizia subito a salire, con i boschi di larice che presto lasciano il posto a un ambiente roccioso. Per un chilometro si sale in maniera decisa, poi la vista si apre sul Monte Legnone e sulle Prealpi Orobie. Il bello però deve ancora venire. Dopo due chilometri dal punto di partenza ecco infatti che si arriva alla Porta di Prada. Qui una pausa – e una foto – sono d’obbligo perché è uno spettacolo veramente unico.
Superata la Porta di Prada ecco che la strada si fa più agevole, con tratti pianeggianti che si alternano ad altri invece in discesa. Si cammina ammirando il panorama circostante però occorre tenere ancora qualche energia perché il tratto più impegnativo deve ancora arrivare. Dopo 6,5 chilometri infatti c’è uno strappo molto impegnativo – lungo circa un chilometro – dove le pendenze in alcuni punti superano anche il 20%.
Al termine della salita però ecco che si arriva al Rifugio Bogani, un autentico pezzo di storia di questa zona visto che è stato edificato più di cento anni fa. Recentemente ristrutturato, il rifugio è il punto ideale per mangiare o bere qualcosa godendo del magnifico panorama che da qui si può ammirare. Una volta riposati e recuperate le forze, ecco che a questo punto si torna indietro percorrendo a ritroso il tratto iniziale del giro fino ad arrivare al punto di partenza.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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