
Il giro ad anello del Lago di Sartirana è una di quelle passeggiate che consiglio sempre quando mi chiedono un percorso facile ma capace di sorprendere. In poco più di tre chilometri si entra in un frammento di natura protetta a pochi minuti da Merate, dove la Brianza lecchese smette di essere solo strade e capannoni per tornare acqua, canneti e silenzi interrotti dai richiami degli uccelli.
Il tracciato è pianeggiante, senza salite impegnative, ma non lo definirei mai una semplice camminata da parco urbano: ogni volta che torno su questo sentiero mi colpisce il modo in cui il lago compare e scompare tra gli alberi, cambiando atmosfera a ogni curva. È un itinerario che permette di rallentare, osservare e ascoltare, adatto sia a chi muove i primi passi nel trekking, sia a chi cerca una breve fuga verde da inserire in una giornata in Brianza.
Il Lago di Sartirana, nel territorio comunale di Merate, è uno dei percorsi ad anello più accessibili che abbia provato in Brianza. L’itinerario completo misura circa 3,3 chilometri, con un dislivello di una ventina di metri e un tempo di percorrenza effettiva intorno ai 52 minuti. Io, puntualmente, ne impiego molti di più: tra fotografie ai canneti, pause per osservare gli uccelli e soste sulle sponde, il giro diventa facilmente un’ora e mezza di cammino lento.
Siamo in una zona di pianura, ma il lago non ha nulla di artificiale: è di origine morenica, eredità delle antiche glaciazioni che hanno modellato il paesaggio brianzolo. Attorno allo specchio d’acqua si sviluppa la Riserva naturale del Lago di Sartirana, un ambiente umido raro in una Brianza densamente abitata. Il sentiero, che parte comodamente da un parcheggio vicino al punto di accesso, si tiene sempre nel perimetro della riserva e permette di esplorare questo microcosmo senza mai allontanarsi troppo dall’acqua.
Dal parcheggio l’itinerario imbocca subito un sentiero evidente che si sviluppa ad anello lungo il perimetro del lago. Non esiste un verso obbligato: io di solito procedo in senso orario, ma più che la direzione conta il ritmo con cui si osserva il paesaggio. Alcuni tratti scorrono a pochi metri dalla riva, con scorci diretti sullo specchio d’acqua, altri si allontanano dietro cortine di alberi e siepi, lasciando filtrare il lago solo a tratti.
Questa alternanza evita la sensazione di una passeggiata monotona. In un paio di curve ho l’abitudine di fermarmi a guardare le fasce di canneto: sono punti perfetti per le foto, soprattutto con le luci radenti del mattino o del tardo pomeriggio. Il fondo resta complessivamente facile, ma dopo piogge intense alcuni settori naturali possono diventare fangosi o scivolosi, soprattutto in autunno tra foglie e umidità. Per questo, anche se il dislivello è minimo, consiglio sempre scarpe da trekking leggere con una buona suola: trasformano una semplice passeggiata in un vero percorso escursionistico, più sicuro e godibile.
Camminando attorno al Lago di Sartirana si percepisce subito che non si tratta di un parco urbano qualunque. Il bacino morenico, sopravvissuto alla progressiva urbanizzazione della Brianza, è oggi al centro di una riserva naturale che tutela canneti, vegetazione acquatica e sponde. Ogni volta che torno su questo anello mi impongo di restare rigorosamente sul sentiero: in un ambiente così raccolto basta poco per disturbare la fauna o danneggiare i settori più fragili.
L’osservazione dell’avifauna è uno degli aspetti che rendono speciale la camminata. Le specie cambiano con le stagioni e non è possibile garantire avvistamenti specifici, ma un binocolo nello zaino rende il giro molto più interessante. Mi capita spesso di rallentare il passo per seguire con lo sguardo un volo basso sull’acqua o per ascoltare i richiami provenienti dal canneto. In quei momenti colpisce ancora di più il contrasto tra questo silenzio d’acqua e la Brianza circostante, fatta di strade, centri abitati e aree produttive che qui restano quasi fuori scena.
Dal punto di vista pratico, l’anello del Lago di Sartirana è una gita perfetta per mezza giornata. Il lago si trova nel territorio di Merate, in Brianza lecchese, in posizione intermedia tra il sistema dell’Adda e quello del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Questo consente di abbinare facilmente il giro del lago ad altre brevi escursioni su colline, boschi e paesaggi agricoli, senza dover affrontare lunghi trasferimenti in auto.
Il percorso parte da un parcheggio nei pressi della riserva, ma nei fine settimana conviene arrivare con un po’ di anticipo per trovare posto e rispettare scrupolosamente le aree consentite. Prima di mettersi in cammino consiglio di verificare eventuali avvisi della riserva: in un’area protetta l’accessibilità può cambiare per lavori o interventi di tutela, non solo per problemi al sentiero. Dal punto di vista dell’equipaggiamento bastano scarpe con buona aderenza, abbigliamento comodo e, a seconda della stagione, cappellino, acqua e magari una giacca antivento leggera. Il resto lo fa la voglia di rallentare: in meno di quattro chilometri ci si porta a casa un’immagine diversa della Brianza, fatta di natura, acqua e silenzi.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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