In Lombardia hanno reso belle persino le paludi: è la passeggiata nel verde dove l’acqua si nasconde sotto le foglie

Alla scoperta della Riserva Naturale Torbiere del Sebino sul Lago d'Iseo: la guida all'itinerario ad anello tra passerelle di legno, ninfee e canneti
Alessio Gabrielli  | 24 Ott 2026

Lungo le sponde meridionali del Lago d’Iseo, nel cuore della Franciacorta, si stende un’oasi naturale dal fascino unico. È la Riserva Naturale Torbiere del Sebino, una zona umida di importanza internazionale dichiarata “Patrimonio di interesse primario”. Questo specchio d’acqua, nato dall’antica estrazione della torba, si è trasformato negli anni in un vero e proprio paradiso di biodiversità. Grandi distese di ninfee ricoprono la superficie acquatica, creando l’illusione di un prato galleggiante. Per chi ama camminare nel verde a due passi dalla città, questo angolo di Lombardia offre uno scenario fiabesco.

Passeggiare all’interno della riserva significa immergersi in una dimensione di totale tranquillità. Il leggero fruscio del canneto e il canto degli aironi accompagnano ogni passo del visitatore. La luce del sole si riflette sui specchi d’acqua, regalando riflessi e scorci ricchi di poesia. Questa passeggiata pianeggiante rappresenta una meta ideale per famiglie, fotografi e appassionati di birdwatching.

Trekking alle Torbiere del Sebino

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 2 ore e 4 minuti
  • Distanza: 6.83 km
  • Dislivello: irrilevante
  • Difficoltà: facile

Percorso

L’itinerario prende il via dal punto di accesso principale presso il maestoso Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo. Ci si incammina lungo il sentiero pianeggiante del percorso Centrale, che si addentra subito nel cuore dell’oasi protetta. Il cammino si snoda su suggestive passerelle di legno sospese sull’acqua, che permettono di attraversare le vasche ricoperte da specchi di ninfee. Proseguendo tra folti canneti e specchi d’acqua arginati da strisce di terra, si osservano diverse specie di uccelli acquatici, tra cui aironi cenerini e falchi di palude.

La traccia si ricongiunge poi con il percorso Sud, sfiorando la zona dell’antico campo di estrazione della torba. Mantenendosi sul sentiero sterrato perimetro per circa sei chilometri e mezzo, si completa l’anello attorno alla riserva, rientrando al piazzale del Monastero.

Storia e biodiversità: dalle cave di torba al paradiso del birdwatching

 

La Riserva Naturale Torbiere del Sebino vanta una storia singolare, legata all’attività industriale del XIX secolo. A partire dal 1800 la zona fu infatti sfruttata per l’estrazione della torba, usata come combustibile al posto del carbone. Gli scavi crearono ampie vasche che si riempirono progressivamente d’acqua. Quando l’estrazione cessò a metà del Novecento, la natura riprese lentamente possesso degli spazi. L’area si è così trasformata in una palude protetta e ricca di vita.

L’oasi del birdwatching e il Monastero di San Pietro

Oggi la riserva ospita oltre trenta specie di uccelli nidificanti, diventando un punto di riferimento per il birdwatching in Lombardia. Attraversare i camminamenti in legno permette di avvistare da vicino il moriglione, il tarabuso e la garzetta. Oltre all’aspetto naturalistico, la visita offre anche una preziosa testimonianza storica. Alla fine del percorso è possibile ammirare il Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa, edificato nell’XI secolo. La struttura domina la riserva dall’alto della sua roccia, concludendo l’itinerario tra arte, storia e natura.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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