
Il Lago Barbellino è uno dei più affascinanti della Lombardia. Siamo nella parte settentrionale della provincia di Bergamo e all’interno del Parco delle Orobie Bergamasche. Questa non è una delle zone più famose delle Alpi, ma non per questo è meno affascinante. Anzi, se amate la natura selvaggia e incontaminata e gradite poco i sentieri affollati, allora siete proprio nel posto giusto. In sincerità quando ho fatto questo percorso pensavo fosse più facile, invece i mille metri di dislivello si sentono tutti. Niente di impossibile sia ben chiaro, ma occorre avere una buona preparazione fisica e le calzature adatte ai piedi. Poi ci sono i due grandi protagonisti di quest’itinerario: le Cascate del Serio e il già citato Lago Barbellino.
Il lago si trova a 1862 metri di altitudine ed è incastonato tra montagne che sfiorano i tremila metri tra cui spicca il celebre Pizzo Coca, la vetta più alta delle Orobie. Si tratta di un bacino artificiale, il più grande della zona. Il contrasto tra le acque turchesi e il verde dei prati dediti al pascolo è qualcosa di unico. Le spettacolari cascate invece sono formate dall’omonimo fiume – che dà il nome alla valle – giusto pochi chilometri dalla sua nascita. Il salto è di oltre 300 metri, veramente impressionante. Durante il percorso poi c’è il Rifugio Antonio Curò, un punto di riferimento per gli amanti della montagna di questa zona. Insomma, gli ingredienti per una bella escursione ci sono tutti.
Quest’itinerario che porta sulle sponde del Lago Barbellino parte dal paese di Valbondione, distante circa 50 chilometri da Bergamo. In auto ci si arriva tramite la strada provinciale della Val Seriana, con Valbondione che è l’ultimo paese della valle. Difficile sbagliarsi di conseguenza. Una volta in paese il consiglio è quello di parcheggiare vicino i campi sportivi, ma da giugno a ottobre la sosta è a pagamento. In alternativa ci sono gli autobus del trasporto locale che arrivano anche a Valbondione, mentre il paese non dispone di una stazione ferroviaria.
Zaini in spalla, una volta messi in marcia il sentiero entra subito nel bosco. Fin da subito la strada è in salita: l’ascesa è costante con le pendenze che possono superare anche il 20%, mentre lo strappo finale è molto più duro e impegnativo, ma ne parleremo più avanti. Si cammina tra gli alberi e dopo quasi quattro chilometri di salita continua ecco che si arriva alle Cascate del Serio. Si tratta di un autentico spettacolo della natura che si verifica quando la diga rilascia l’acqua.
A questo punto c’è da affrontare il pezzo più impegnativo di tutto il percorso. Adesso il bosco lascia spazio a un paesaggio più aperto, con il terreno che diventa più ingannevole: c’è da prestare la massima attenzione. Soprattutto in questo strappo finale – in alcuni tratti – le pendenze superano anche il 50%. Quando di colpo compare davanti il Rifugio Antonio Curò significa che l’ascesa è finita. Questo è il momento per riposarsi e godere della cucina del rifugio, ma qui volendo si può anche dormire.
Qui c’è anche una delle attrazioni più fotografate della zona: una spada conficcata nella roccia, ovvero una scultura diventata negli anni uno dei simboli di questo luogo. Soprattutto il rifugio si affaccia sul Lago Barbellino che, da qui, può essere ammirato in tutta la sua bellezza. Una volta riposati, a questo punto non resta che tornare indietro fino al punto di partenza terminando così l’escursione.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
Un'escursione dedicata agli amanti della montagna e, soprattutto, agli appassionati ...
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