Il borgo dell’ultimo principe d’Italia: è l’incredibile castello con vista sulle montagne della Lombardia

A Clusone c'è un palazzo ancora abitato da nobili: da qui parte un sentiero adatto a tutti che, tra boschi e sculture, arriva al Rifugio San Lucio: da qui il panorama è spettacolare.
Alessandro Cipolla  | 02 Nov 2026

Clusone è uno dei borghi più affascinanti della Lombardia. Siamo in provincia di Bergamo e – per la precisione – nell’Alta Val Seriana, non troppo distanti dalla parte più settentrionale del Lago d’Iseo. Qui a quasi 650 metri di altitudine la natura è verdeggiante, la gente è laboriosa e le montagne delle Prealpi Lombarde e delle Alpi Orobie fanno da sfondo a questo comune che conta oltre ottomila abitanti. Oggi Clusone per i visitatori è soprattutto un magnifico borgo medioevale.
Grazie alla presenza di miniere e alla ricchezza d’acqua, fin dal Medioevo questo centro è stato un florido snodo commerciale ed economico. Questo ha permesso al borgo di svilupparsi e prosperare. Piazze affrescate, un orologio astronomico e magnifici palazzi ancora oggi testimoniano i fasti di quell’epoca. Uno dei palazzi più celebri è il Palazzo Fogaccia Giovanelli, per molti semplicemente il “castello”. Qui abita il principe Alberto Giovanelli, discendente di una casata storica e per alcuni l’ultimo principe d’Italia. Clusone però non è solo storia, ma anche natura, montagna e paesaggi: proprio dal palazzo così parte un’escursione che porta fino al Rifugio San Lucio, un percorso panoramico e adatto a tutti, ma serve comunque indossare le calzature adatte.

Trekking a Clusone

Scheda tecnica

  • Lunghezza: 11,46 km
  • Tipo di percorso: andata e ritorno
  • Dislivello: 575 metri positivo e 575 metri negativo
  • Altitudine massima: 1044 m s.l.m.
  • Altitudine minima: 551 m s.l.m.
  • Difficoltà: E

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Percorso

La partenza di quest’escursione è dal borgo di Clusone. Si può lasciare l’auto in via Fiorine per poi arrivare alla ciclopedonale utilizzando un sottopasso. La ciclopedonale costeggia la strada principale e – in questa parte iniziale e cittadina – occorre seguirla fino a via Val Flesch. Qui c’è una strada sterrata che supera un campeggio: va fatta fino al momento in cui si incontra un ponte di ferro che va attraversato perché è il punto in cui inizia il nostro sentiero che si addentra nel bosco.

Questa parte è sostanzialmente pianeggiante e si cammina – in maniera gradevole – circondati da faggi, castagni e carpini. Da amante delle passeggiate nel bosco ho gradito molto questo tratto, anche perché ogni tanto la vista si apriva lasciando intravedere la vallata. Quando il bosco finisce si incrocia la strada asfaltata che porta al rifugio. Volendo si può attraversarla e prendere sul lato opposto un altro sentiero che ti permette di continuare nel bosco senza camminare sull’asfalto. Quando si incontra di nuovo la strada allora la si percorre fino al tornante dove si riprende il sentiero. Si entra così nel bosco del Roccolo Zuccone dove ci sono decine di sculture di legno. Sono molto belle, ma anche delicate e non si devono toccare.

Arrivati a questo punto il sentiero esce dal bosco e porta in pochi minuti al Rifugio San Lucio situato a 1027 metri. Qui una pausa ci sta tutta anche perché dalla terrazza il panorama è mozzafiato: da qui si vede l’altopiano di Clusone, la Val Seriana e i monti intorno. Una volta riposati, si può scendere anche seguendo un altro sentiero che passa vicino ad alcune baite. Qui ci sono altre statue di legno e, arrivati a un bivio, occorre seguire l’indicazione per la chiesa di Guer. Questo sentiero riporta sul percorso dell’andata e da lì si ritorna a ritroso fino a via Fiorine.

Curiosità su Clusone

Come detto Clusone è un luogo ricco di storia. Per prima cosa si tratta della capitale storica della Val Seriana Superiore. Buona parte del suo splendore deriva dall’essersi sottomesso nel ‘400 alla Repubblica di Venezia. Nel 1801 poi ottenne il titolo di Città. Questo percorso così permette di abbinare la cultura alla natura. Il Palazzo Fogaccia Giovanelli infatti è visitabile, ma da vedere ci sono anche Piazza dell’Orologio dove c’è l’Orologio Planetario, la Torre Civica che risale al 1583, la Basilica di Santa Maria Assunta e il vicino Oratorio dei Disciplini, con la famosa Danza Macabra sulla facciata.

In più Clusone è chiamato anche il borgo dipinto per i tanti affreschi sui palazzi. Per ultimo qui si mangia anche molto bene, con specialità come i casoncelli, la polenta, i formaggi e i salumi. Infine c’è il Rifugio San Lucio – la meta del nostro itinerario – che prende il nome dalla vicina chiesetta dedicata a San Lucio, patrono dei pastori e dei casari.

Informazioni utili sull’escursione al Rifugio San Lucio

A Clusone ci si arriva facilmente percorrendo la strada della Val Seriana, per poi risalire la valle fino a Clusone. Il sentiero può essere fatto tutto l’anno, ma secondo me il periodo più bello è l’autunno quando il bosco cambia colore. Una gioia per gli amanti del foliage. Chi invece sale in auto fino al rifugio deve pagare un ticket per il parcheggio di 3 euro per l’intera giornata. Il Rifugio San Lucio è rinomato anche per la sua cucina tradizionale, il posto ideale per pranzare con davanti agli occhi un panorama d’eccezione.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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