Se amate i percorsi che fanno guadagnare il panorama passo dopo passo, questo è uno di quegli itinerari che restano impressi. L’anello del Monte San Primo da Nesso, sul Lago di Como, è un’escursione completa e molto fisica: lunga, varia, panoramica, ma da affrontare con la giusta preparazione.

La partenza da Nesso dà subito il tono della giornata. Il borgo, affacciato sul Lago di Como, è il punto di accesso a uno degli itinerari più noti del Triangolo Lariano, ma anche a una delle uscite più faticose della zona. I numeri aiutano a capirlo bene: circa 15,6 km di sviluppo e un dislivello di quasi 1.300 metri. È quindi un’escursione dal chiaro carattere impegnativo, adatta a camminatori allenati e abituati a gestire salite continue.
I primi tratti risalgono il versante in ambiente di boschi, con pendenze decise e poco spazio per prendere ritmo con calma. Proprio qui si percepisce il valore del percorso: la fatica è costante, ma il paesaggio cambia in fretta e i primi scorci sul lago iniziano ad aprirsi tra gli alberi, rendendo la salita subito interessante e molto concreta dal punto di vista escursionistico.
Salendo, l’itinerario alterna tratti ombrosi e aperture più ampie, in un passaggio continuo tra boschi e dorsali che introducono l’ambiente alto del Triangolo Lariano. Uno dei riferimenti più interessanti lungo il cammino è il Monte Colmenacco, punto che consente di leggere meglio il territorio e di cogliere quanto rapidamente si sia guadagnata quota rispetto al lago. Più avanti si raggiunge la Forcoletta, snodo importante dell’anello e tratto che conferma la natura severa dell’escursione.
Qui il sentiero può diventare più ripido e richiede attenzione, soprattutto con fondo umido o dopo piogge recenti. È una progressione che non concede molto, ma proprio per questo restituisce una sensazione di vera montagna. Il percorso resta sempre interessante, con un’alternanza ben riuscita fra passaggi nel verde e settori più aperti, dove le creste panoramiche cominciano ad annunciare la parte più scenografica della giornata.

Superata la Forcoletta, il tracciato tocca il Piz del Luser e porta su uno dei segmenti più belli dell’intero anello. Qui le creste panoramiche diventano protagoniste e il cammino cambia carattere: dopo la salita nel bosco, si entra in una dimensione più aperta, luminosa e ariosa. Da questi crinali il Lago di Como appare con grande evidenza, e nelle giornate terse si riconosce bene la sua celebre forma a Y.
È uno dei motivi per cui questo itinerario viene spesso citato tra i più completi dell’area comasca. Il paesaggio mette insieme prati d’altitudine, profili montuosi e scorci continui sul lago, in una combinazione molto leggibile anche per chi non conosce a fondo la zona. La salita resta comunque seria e non va sottovalutata: il panorama accompagna, ma non cancella la fatica di un’escursione lunga e fisicamente esigente.

La cima del Monte San Primo, con la sua quota di 1.685 metri, è il punto più alto del Triangolo Lariano e il momento centrale dell’itinerario. Dalla vetta lo sguardo si allarga sul Lago di Como in modo ordinato e spettacolare, con una visuale che permette di apprezzarne ancora una volta la forma a Y e il rapporto tra acqua, rilievi e paesi rivieraschi. Dopo la sosta in quota, il rientro segue il tracciato ad anello e scende verso Nesso attraversando ambienti diversi da quelli della salita.
Si passa nuovamente tra boschi, pascoli e nuclei rurali, fino a tornare verso il paese attraverso Vico di Nesso e Piazza Verigàa, due passaggi che riportano gradualmente all’atmosfera del borgo. È una chiusura coerente per un trekking completo: duro, panoramico e molto rappresentativo del volto montano del Lago di Como.
Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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