
Il Rifugio Bignami guardandolo in fotografia sembrerebbe essere una sorta di “porta di mezzo” tra due mondi, giusto per usare un gergo ora assai di moda visto il successo della serie televisiva Stranger Things. Restando sempre in tema di attualità, potrebbe apparire come un fotomontaggio, un’immagine incollata da qualche buontempone su un cucuzzolo – a quota circa 2.400 metri – tra il Lago di Gera e il Ghiacciaio Fellaria. Ecco allora le due “dimensioni”, con un paesaggio quasi lunare alle spalle e gli ultimi sprazzi di verde di fronte che si stagliano sul celeste dello specchio d’acqua. Capirete bene che fare un trekking significa respirare l’essenza stessa della montagna.
Siamo in Lombardia e per la precisione in provincia di Sondrio, nel cuore della Valmalenco e nel territorio del comune di Lanzada che ospita anche la vetta più alta della Regione: Cima Perrucchetti che arriva a 4.020 metri. Se pensate che in questa zona ci sia solo la Valtellina vi sbagliate di grosso. Questa valle laterale infatti offre un paesaggio unico dove si alternano praterie alpine, pareti rocciose imponenti, laghi glaciali e freschi corsi d’acqua. Per chi ama il trekking, in inverno i vari sentieri sono perfetti per delle ciaspolate, mentre in estate sono tante le escursioni da fare: l’importante però è avere le calzature adatte ai piedi. L’anello che vi andiamo a proporre offre una veduta privilegiata del Lago di Gera, ovvero quella che si può godere dal Rifugio Bignami mentre alzando lo sguardo si può ammirare anche il massiccio del Piz Palù.
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Questo percorso ad anello si svolge per buona parte in quota, con la partenza che è dai 2.730 metri del Rifugio Marinelli Bombardieri, uno storico avamposto che si trova lungo i ben segnalati sentieri dell’Alta Via della Valmalenco. Per fare quest’itinerario occorre seguire le indicazioni per il Sentiero diretto al Rifugio Bignami, con la strada che dopo un primo tratto in falsopiano inizia a salire per uno strappo con pendenza attorno al 20%.
Dopo meno di due chilometri dal punto di partenza, una volta scollinato il punto più alto del percorso – siamo quasi a quota 3.000 metri di altitudine – inizia una lunga e ripida discesa dove occorre fare attenzione al terreno potenzialmente pericoloso. Si arriva così al Rifugio Bignami, autentica terrazza panoramica dell’Alpe Fellaria. Il rifugio è dedicato a Roberto Bignami, alpinista morto sull’Himalaya nel 1954 mentre provava a scalare – in una sfortunata spedizione che poi è stata oggetto anche di un documentario – il Monte Api. Oltre a riposarsi assaggiando alcune delle prelibatezze locali, ci sono circa 70 posti letto a disposizione per chi intendesse pernottare.

Finita l’immancabile sosta, a questo punto per proseguire il giro ad anello occorre imboccare il sentiero che scende verso il Lago di Gera. La strada così – sempre in discesa – arriva a lambire il lago passando anche per il camminamento della diga di Gera, una delle più grandi d’Italia che può vantare un’altezza di 170 metri, di certo non adatta per chi soffre di vertigini. Oltre alla bellissima vista sulle montagne circostanti, è impossibile non venire colpiti dal colore turchese di questo lago artificiale.
Superato il muraglione il sentiero continua a snodarsi lungo delle sponde del lago in leggera discesa, ma quando ci si mette lo specchio d’acqua alle spalle ecco che la strada torna a salire. Si tratta questo del tratto più impegnativo del percorso, con gli ultimi otto chilometri per tornare al punto di partenza che sono tutti in salita, anche se non ci sono da affrontare delle pendenze particolarmente proibitive.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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