
Il trekking alla Grotta dei Falsari, sopra Capo Noli, è uno di quei percorsi liguri che dimostrano quanto quattro chilometri possano essere intensi. La prima volta che l’ho affrontato sono partito dal borgo con il rumore della spiaggia alle spalle e, dopo pochi minuti, mi sono ritrovato immerso nella macchia mediterranea, con il profilo della Riviera che si allungava sotto di me.
L’anello misura circa 4,53 chilometri, con 210 metri di dislivello positivo e altrettanti in discesa: numeri contenuti, ma che non raccontano da soli la natura rocciosa del terreno e i passaggi esposti verso il Mar Ligure.
La ricompensa è una grande finestra naturale affacciata sul blu, la Grotta dei Falsari, punto simbolico di questo trekking costiero che unisce storia marinara, leggende di contrabbandieri e scorci da cartolina sospesi tra le falesie e la Via Aurelia che corre molto più in basso.
L’itinerario per la Grotta dei Falsari parte da Noli, storico borgo marinaro della Riviera ligure di Ponente, facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici lungo la Via Aurelia. Appena si lascia il lungomare, il paese mostra il suo volto medievale: vicoli stretti, torri e resti di mura ricordano la stagione in cui Noli fu una piccola ma orgogliosa Repubblica marinara.
Il trekking ad anello che consiglio misura circa 4,53 chilometri, con un dislivello di 210 metri in salita e 210 in discesa. In termini di tempo, la traccia parla di circa un’ora e 30 minuti di cammino effettivo, ma tra soste fotografiche e pause alla grotta si finisce facilmente per allungare l’escursione. Dal livello del mare il sentiero guadagna quota in modo deciso, permettendo in breve di dominare dall’alto il borgo, la spiaggia e l’ampia curva del Mar Ligure che si stende verso Finale Ligure e Varigotti.
Lasciato il centro di Noli, il tracciato sale verso Capo Noli e in poco più di un chilometro e mezzo raggiunge un primo punto panoramico. Qui il colpo d’occhio su Noli dall’alto è notevole: si leggono bene la posizione raccolta del borgo tra mare e rilievi, e i ruderi che punteggiano le creste vicine. In giornate limpide lo sguardo segue la linea della costa ligure per diversi chilometri, con il blu del mare che riempie l’orizzonte.
Il sentiero attraversa macchia mediterranea, tratti rocciosi e segmenti più esposti, tipici di questo tratto di Riviera. Quando ci sono passato con terreno asciutto ho apprezzato la buona tenuta della roccia, ma dopo la pioggia alcuni passaggi possono diventare scivolosi. Attorno al chilometro 2,3 si arriva alla Grotta dei Falsari: una grande cavità nella falesia, aperta verso il vuoto come una finestra naturale sul mare. Dal buio della roccia il Mar Ligure sembra quasi un quadro, incorniciato dall’arco irregolare della parete.
La Grotta dei Falsari, o Antro dei Falsari, porta con sé racconti di contrabbandieri, falsari e pirati che avrebbero utilizzato queste cavità come rifugio lungo una costa un tempo difficile da controllare. Si tratta però soprattutto di tradizioni orali e suggestioni locali, non sempre supportate da fonti storiche solide. Personalmente, nell’ombra della cavità ho avuto la sensazione che la roccia non avesse realmente bisogno di leggende: basta voltarsi verso l’apertura e lasciare che sia il paesaggio a parlare.
Capo Noli è inoltre attraversato dalla cosiddetta Passeggiata Dantesca, rete di sentieri che collega vari punti panoramici sopra la Via Aurelia. Il nome richiama il celebre passo del Purgatorio in cui Dante cita la salita di Noli per descrivere un pendio ripidissimo. Lungo questi percorsi si incontrano ruderi, cappelle ed eremi che testimoniano l’uso strategico e religioso di questi rilievi: luoghi di controllo sulla costa, ma anche di isolamento e contemplazione affacciata sul Mar Ligure.
Dal punto di vista tecnico, il trekking alla Grotta dei Falsari viene classificato di media difficoltà. I 4,53 chilometri dell’anello e i 210 metri di dislivello non devono trarre in inganno: il terreno è spesso irregolare, con tratti rocciosi e qualche passaggio esposto che richiede buona agilità. La vicinanza del mare non fa di questo itinerario una semplice passeggiata sul lungomare, ma una vera escursione costiera.
Per affrontarlo consiglio scarpe da trekking con buona suola, anche in stagione calda. Nei mesi estivi i tratti esposti possono diventare molto caldi e l’ombra non è continua: portare acqua è fondamentale anche per un percorso breve. Con vento forte, pioggia o temporali è bene valutare con attenzione l’uscita, perché le falesie e i punti panoramici richiedono passo sicuro e prudenza. Noli rimane sempre relativamente vicino, ma una volta che il sentiero entra tra rocce e vegetazione ci si ritrova davvero immersi nel promontorio di Capo Noli, con il solo rumore del mare che risale dalle pareti sotto i piedi.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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