
Il Monte Maggiorasca è una sorta di confine naturale tra la Liguria e l’Emilia-Romagna. Siamo in una delle vette più alte dell’Appennino Ligure, nel cuore della Val d’Aveto celebre zona dell’entroterra genovese. Una zona che da sempre è un punto di riferimento per gli amanti dell’escursionismo e dell’alpinismo, autentico fiore all’occhiello del Parco Naturale Regionale dell’Aveto. Qui è un susseguirsi di rilievi, boschi e praterie d’alta quota. Una montagna vera e fortemente legata al territorio. Non a caso il Monte Maggiorasca è celebre soprattutto per un motivo che esula dalla natura e dall’escursionismo.
Poco sotto la cima del monte infatti si trova la statua della Madonna di Guadalupe. L’opera di un artista ligure è stata collocata nel 1947 dagli abitanti di Santo Stefano d’Aveto, un modo questo per ringraziare la patrona della Val d’Aveto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ogni anno così – il 15 agosto- viene celebrata una messa proprio in quota, un evento che richiama sempre un gran numero di fedeli ed escursionisti per la tradizionale messa in vetta. Devozione a parte, dalla vetta si può godere anche di un panorama eccezionale: dall’alto il panorama si apre sulla Val d’Aveto, sulla Val Ceno e sui crinali dell’Appennino tosco-emiliano, fino a intravedere il mare nelle giornate più limpide. Un autentico spettacolo. Oggi allora vedremo uno dei percorsi più classici per scoprire il Monte Maggiorasca, un percorso ad anello di difficoltà moderata dove però è importante indossare le calzature adatte.
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Il punto di partenza di quest’escursione al Monte Maggiorasca è Rocca d’Aveto. Si tratta di una frazione di Santo Stefano d’Aveto nota per i suoi impianti di risalita. Per questo motivo in loco si trova un grande parcheggio proprio vicino alla stazione della seggiovia. Per chi arriva dalla Liguria occorre fare il Passo della Forcella e poi andare verso Santo Stefano d’Aveto, mentre dall’Emilia si può passare per il Passo del Bocco o per il Passo del Tomarlo.
Dal parcheggio ci sono due opzioni. Si può prendere la seggiovia che permette di guadagnare rapidamente quota fino a circa 1600 metri. In alternativa si può salire a piedi affiancando la pista da sci lungo la mulattiera storica che collega Rocca d’Aveto al Prato della Cipolla. A prescindere dalla decisione presa, arrivati alla stazione intermedia occorre imboccare il sentiero 308. Da qui il sentiero inizia a salire in maniera decisa fino alla Sella del Monte Bue che si trova a 1720 metri di altitudine.
Una volta arrivati in quest’ampia forcella si prosegue verso la nostra destinazione. Il sentiero prima è pianeggiante, poi si riprende a salire e, prima di arrivare alla vetta del Monte Maggiorasca, ecco che si passa nelle vicinanze della statua della Madonna di Guadalupe. Quando l’ho vista così incastonata su un’anticima a strapiombo sulla valle, ammetto che sono rimasto veramente colpito da questa statua così importante per gli abitanti della zona.
Inutile poi dire quanto sia panoramico questo punto. Lo sguardo spazia a 360 gradi su tutto il territorio circostante, lo scenario perfetto per una pausa. Da qui adesso occorre prendere il sentiero 190 e in breve tempo si arriva alla cima del Monte Bue posta a 1770 metri. La vetta è riconoscibile per la croce in legno posta accanto alla stazione di arrivo dell’ex seggiovia: anche qui il panorama è da togliere il fiato. A questo punto si scende sul versante opposto. Si cammina in discesa lungo il sentiero 001 che riporta al Prato della Cipolla a 1580 metri, un ampio pianoro erboso dove c’è anche un rifugio.
Proseguendo si raggiunge il Passo della Roncalla – alla stessa quota -, un importante punto di snodo tra diversi sentieri della valle. Per continuare il nostro anello dobbiamo prendere il sentiero 198 fino al Rifugio Astass, da sempre un punto di riferimento per tutti gli escursionisti della zona. Dal rifugio si sale brevemente al Monte Groppo Rosso a quota 1595 metri, per l’ultimo colpo d’occhio del giro. A questo punto non resta che fare la discesa finale che segue il sentiero 307, arrivando così a Rocca d’Aveto chiudendo l’anello.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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