Il cammino del mare del Ponente ligure: da Borgio Verezzi a Finalborgo

Annalisa Porporato e Franco Voglino  | 31 Mar 2023

Un’escursione che si può considerare benefica poiché si segue un breve tratto della quinta tappa del Cammino del Mare. Un percorso di più giorni lungo le coste liguri, lontani da folla e ombrelloni, per camminare tra paesaggi evocativi ma mai troppo lontani dal benefico respiro delle onde marine, in una sorta di talassoterapia naturale. Partendo da Borgio si sale al suo intimo centro storico per superare le grotte e raggiungere quindi il panoramico borgo saraceno di Verezzi che fa parte dei “borghi più belli d’Italia”. Raggiunta la quota più elevata di San Martino, dominata de due edifici sacri, si scende in un fitto e fresco bosco di lecci fino all’incantevole centro di Finalborgo, anch’esso uno dei “borghi più belli d’Italia”. Il ritorno si può effettuare lungo la medesima via oppure utilizzare i mezzi pubblici come il treno, così da avere tempo per effettuare visite e degustazioni con calma.

1 Scheda Tecnica

  • Tempo di percorrenza:1,45 ore sola andata
  • Distanza: 5 Km sola andata
  • Dislivello: 280 md+ 270md- sola andata
  • Difficoltà: Sentiero Escursionistico
  • Punti acqua: Borgio; Verezzi; San Martino; Finalborgo
  • Segnavia percorso: SL; due triangoli rossi; tre pallini rossi
  • Periodo adatto: Da settembre a giugno

2 Itinerario

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Utilizzando il treno per spostarsi, ci si risparmia sicuramente una lunga ricerca per il parcheggio, difficoltoso in Liguria soprattutto nelle stagioni calde; inoltre, in tal modo è possibile effettuare l’escursione in sola andata, riutilizzando il treno per il ritorno, così da avere più tempo per godere del paesaggio, per effettuare visite e gustare una buona birra. 

Usciti dalla stazione ferroviaria si percorre un breve tratto di via XXV Aprile verso sinistra, per poi deviare a destra per via Cristoforo Colombo, su cui si trova l’Ufficio Turistico.

Si prosegue sempre dritti fino ad un grande incrocio dove si va a sinistra lungo via Giacomo Matteotti. Pochi passi, e si può prendere una qualsiasi delle stradine a destra che portano nella zona a traffico limitato e, in salita, al centro storico di Borgio, caratterizzato da stradine che si raccolgono in piazza San Pietro, dominato dall’omonima chiesa del 1789 costruita su una precedente fortezza. Dalla piazza, selciata e in pendenza, si guarda in direzione della facciata della chiesa per imboccare la stradina a destra che in salita passa tra le abitazioni tipiche per portare rapidamente al di fuori della zona pedonale. Raggiunto l’asfalto si percorre il viale alberato arrivando così all’ingresso delle Grotte di Valdemino/Borgio Verezzi.

Passando proprio davanti al cartello delle grotte si prosegue per via Sevore, sempre in salita leggera, tra le ultime case e i primi uliveti. Quando la strada asfaltata termina, si comincia a salire in maniera più ripida su sentiero mentre il panorama alle spalle si fa via via sempre più ampio.

Al primo bivio più evidente si abbandona il Sentiero Natura che finora si è sovrapposto al nostro percorso per proseguire a destra in direzione di Roccaro. Subito dopo un altro bivio: a sinistra si percorre un sentiero più breve ma ripido, a destra si cammina poco di più ma in maniera più graduale.

Raggiunta una sterrata, nei pressi di un pilone votivo, si continua ancora in salita tra la vegetazione mediterranea per via San Giuseppe, arrivando così in breve a Piazza, una delle quattro borgate che formano Verezzi.

Le case hanno una forma caratteristica, con il tetto piatto e lungo il bordo superiore, sporgenti dal muro, anelli in muratura in cui vengono infissi i pali per i pergolati. Una forma particolare che che ha alimentato la leggenda che Verezzi sia stata fondata dai “saraceni”.

Non vi è alcun riscontro storico su questo fatto ma il fatto che nel dialetto locale si trovino termini di origine araba sembra voler confermare tale leggenda.

Raggiunta piazza S. Agostino, che da il nome alla frazione, ci si trova in un angolo suggestivo ed estremamente panoramico che in estate, dal 1967, si trasforma nella sede di un Festival teatrale.

Proseguendo oltre gli archi si percorre un breve tratto graduale e panoramico che porta alla seconda delle frazioni di Verezzi: Roccaro, anch’essa ricca di interessanti edifici.

Tornati alla piazza, si prende la strada in salita che passa adiacente alla chiesa e in salita porta ad una strada asfaltata. La si attraversa per proseguire di nuovo su piacevole mulattiera delimitata da un muretto che, ancora in salita, porta alla terza delle frazioni di Verezzi: Crosa.

Si supera su strada pianeggiante l’intero centro superando una sorta di piccola piazzetta in cui si trovano i lavatoi storici, una sequenza di vasche. Abbandonate le case, il sentiero continua graduale portando al punto più elevato dell’intera escursione: San Martino (285 metri di altitudine) in cui si trovano due chiese barocche risalenti al Seicento e un bar-ristorante. I tavoli posti sulla terrazza sono un ottimo punto di vista per ammirare con calma il panorama che si estende su Borgio Verezzi e la Riviera delle Palme fino ad Albenga e Capo Mele.

Una balconata sorprendente soprattutto se si arriva all’approssimarsi del tramonto

Ripreso il cammino si seguono ora i tre pallini rossi e i cartelli F.borgo che fanno scendere inizialmente in maniera graduale, poi decisamente ripida, in un fresco e ombroso bosco di lecci.

La discesa porta rapidamente ad una strada asfaltata ed è qui l’unico tratto in cui si deve prestare particolare attenzione poiché non vi è marciapiede.

Si percorre la strada verso sinistra deviando appena possibile verso destra per attraversare il torrente Porra sul ponte che porta direttamente davanti all’affrescata Porta Testa, che dal Quattrocento introduce nel piccolo gioiello di Finalborgo, tutto da passeggiare oziosamente e da gustare con tutta calma.

3 Le grotte di Borgio Verezzi

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Si chiamerebbero in realtà “grotte di Valdemino” ma sono maggiormente note con questo nome. Già anticamente si sapeva che il sottosuolo di Borgio Verezzi era formato da cavità, ma ufficialmente la scoperta di questa si deve a tre ragazzini del luogo che nel 1933 si introdussero in una voragine creata da un’alluvione. Si deve però attendere il 1951 per capire l’entità della scoperta, quando il corpo speleologo comincia ad esplorare le varie aperture, trovandosi di fronte ad una vera meraviglia di colori e formazioni. Tracciato un percorso turistico, dal 1970 sono rese fruibili al pubblico.

Rappresentano un tipico esempio di ambiente carsico, dovuto alla lenta erosione della roccia da parte dell’acqua, ed è straordinaria soprattutto la ricchezza di secrezioni colorate che la fanno dichiarare la grotta turistica più colorata d’Italia. Cannule, drappi, colonne, stalattiti… sono numerose le formazioni create dalla fantasia della natura e che si specchiano nei suggestivi e silenziosi laghetti sotterranei. Con un percorso lungo circa 0,8 chilometri, la visita ha una durata di 40 minuti circa e si svolge in gruppetti scaglionati a distanza di un’ora l’uno dall’altro a partire dalle ore 9:30 (www.grottediborgio.it). 

4 Finalborgo e i forti

finalborgo

Finalborgo fa parte del comune di Finale Ligure e rappresenta il suo aspetto più antico. Cinto da mura e con gli ingressi ancora dominati dalle porte, il delizioso borgo si rivela poco a poco tra stradine e minuscole piazzette piene di tavolini e locali dove soffermarsi per rifocillarsi. Da non mancare la Collegiata, piazza Garibaldi dove, all’imbocco di via Torcelli, un arco ricorda il passaggio, nel 1666 dell’Infanta di Spagna Margherita diretta a Vienna come sposa dell’Imperatore Leopoldo I. In piazza Santa Caterina sorge l’omonimo convento del 1359 che oggi ospita il Civico Museo del Finale con molte testimonianze della storia antica del territorio tra le quali la sepoltura di un giovane di 19.000 anni fa (www.museoarcheofinale.it) mentre Porta Reale ricorda il passaggio del re di Spagna Filippo V nel 1702. 

Percorrendo strada Beretta si potrebbero raggiungere i bastioni del seicentesco Forte San Giovanni (visitabile: www.musei.liguria.beniculturali.it), ed i ruderi di Castel Gavone dalla particolare Torre dei Diamanti della fine del Quattrocento (visite in occasione di “Open door Open art”: www.mudifinale.com).

Se si prosegue ancora un po’ si può arrivare a Perti Alta e alla sua chiesa di S. Eusebio, formata da più edifici sovrapposti che vanno dalla cripta romanica alla grande chiesa settecentesca e, a seguire, alla curiosa chiesa rinascimentale di Nostra Signora di Loreto, caratterizzata da ben cinque campanili, posta nei pressi della Grotta di Perti, una delle molte che caratterizzano l’entroterra del Finalese.

5 Informazioni utili

Parcheggi in zona stazione a pagamento o a disco orario. Salendo verso le grotte si trova qualcosa in più. Se si effettua il ritorno con il treno o autobus, meglio raggiungere Borgio Verezzi con i mezzi pubblici. Per effettuare il rientro con il treno, una volta visitato Finalborgo, si esce dal concentrico attraverso Porta Reale per oltrepassare il torrente Aquila. Si percorre quindi via Domenico Brunenghi che in leggera discesa porta in 1,5 chilometri ad un sottopasso e, subito al di là di esso, alla stazione ferroviaria di Finale Ligure Marina.

L’escursione non presenta difficoltà tecniche, meglio evitare i mesi estivi poiché lungo la salita si troverà ben poca ombra e si sarà sempre sotto il sole e al caldo.
Portale turistico: www.visitborgioverezzi.it
Borghi più belli d’Italia: www.borghipiubelliditalia.it
Festival di Borgio Verezzi: www.festivalverezzi.it
Finale ligure: www.finaleoutdoor.com

Annalisa Porporato e Franco Voglino
Annalisa Porporato e Franco Voglino

Travel writers della provincia di Torino, appassionati trekker, fotografi e collaboratori di riviste di escursionismo, viaggi e magazine con tematiche family friendly. Hanno mappato e sviluppato percorsi a piedi per numerosi enti del turismo italiano ed europeo. Da sempre viaggiano in modo autonomo vivendo i ritmi lenti del cammino, così da avere il tempo di crearsi un sogno. Passione che si è concretizzata nella stesura di numerose guide escursionistiche con vari editori. Ultimamente si stanno occupando di percorsi Benessere e Forest bathing nelle regioni e parchi d’Italia.



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