
La Riserva di Monte Catillo è la dimostrazione del perché Roma sia una città diversa dalle altre più importanti a livello globale. La nostra Capitale, infatti, non può vantare solo un inestimabile patrimonio storico, artistico, monumentale e culturale, ma anche l’avere letteralmente a portata di mano mare, montagne, campagna e laghi. Ecco allora che partito da Roma alla volta di Tivoli ho deciso di scoprire anche la Riserva di Monte Catillo. Questa zona del Lazio non la conosco molto bene, però ero attratto dal connubio tra storia e natura. Quest’escursione ad anello – alla portata di tutti, ma è importante avere delle calzature adatte ai piedi – così ha soddisfatto completamente le mie aspettative, regalandomi qualche ora immerso nella natura proprio a un passo dalla città.
A questo punto però occorre presentare al meglio la Riserva di Monte Catillo. Si tratta di un’area protetta di 1.319 ettari totalmente inserita all’interno del territorio di Tivoli. La riserva è stata ritenuta necessaria per proteggere uno straordinario patrimonio botanico, frutto di un incontro raro tra specie occidentali e orientali. Boschi, vette, colline, grotte e cascate, l’ambiente di quest’altopiano è molto vario e affascinante. Inoltre dal punto di vista escursionistico è molto ben tenuto, con tanti sentieri – ben segnalati – che si snodano all’interno della riserva.
Il Monte Catillo – con la sua croce sulla vetta – è una sorta di icona della riserva, oltre che un luogo incredibilmente panoramico su Tivoli: dai suoi sentieri si vedono la Grande Cascata dell’Aniene, Villa Gregoriana, l’acropoli tiburtina con i templi di Vesta e della Sibilla e – nelle giornate più limpide – la campagna romana fino a Roma. Scopriamo allora questo percorso, uno dei più adatti per scoprire questo polmone verde poco distante da Roma.
Il punto di partenza di questo giro ad anello nel cuore della Riserva di Monte Catillo è l’Arco di Quintilio Varo a Tivoli, proprio sopra la Grande Cascata di Villa Gregoriana. Questa magnifica cittadina è facilmente raggiungibile sia tramite la Tiburtina sia tramite l’omonima uscita dell’A24. Il consiglio è quello di dedicare del tempo anche alla visita di Tivoli – se non l’avete fatto in altre circostanze -, una località che ha in seno delle meraviglie invidiate da tutto il mondo.
Dal punto di partenza occorre imboccare il sentiero 330 – noto come sentiero di Don Nello del Raso – che inizia subito a salire. Niente di proibitivo, però per i primi tre chilometri del percorso l’ascesa è costante. Dopo aver abbandonato la strada asfaltata per il sentiero vero e proprio, ecco che dopo circa un chilometro si arriva alla cima del Monte Catillo e alla sua croce. Il panorama come detto in precedenza qui è spettacolare, con l’immancabile foto di rito che qui ci sta tutta.
Le cose da vedere in questa camminata nel cuore della Riserva di Monte Catillo però non sono di certo terminate. Continuando a salire, dopo quasi due chilometri dalla partenza si entra nella sughereta di Sirividola, un bosco ombreggiato e suggestivo dove crescono querce da sughero secolari alcune con una circonferenza di oltre tre metri. Un autentico spettacolo, poi dopo un altro tratto di salita ecco che si arriva al punto più alto del percorso – a quota di circa 560 metri di altitudine -, con la strada che poi diventa tutta in discesa.
Si scende così gradualmente sempre circondati dalla verdeggiante natura della riserva. Poco prima del ritorno al parcheggio però c’è ancora tempo per l’ultima meraviglia: una splendida vista sulla grande cascata di Tivoli, un salto spettacolare e impressionante del fiume Aniene. Qualche altro passo poi e il nostro percorso ad anello è concluso.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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